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Palermo - Cultura, settore in profonda crisi e con troppi denari “a pioggia”
di Gabriele Ruggieri

Dibattito acceso dopo le polemiche sulla gestione del Festino e il botta e risposta D'Averio/Faraone. L’assessore Cannella: “Il Comune diventi catalizzatore e non solo erogatore”

Tags: Palermo, Cultura, Davide Faraone, Pietro Cannella



PALERMO – Le vivaci polemiche sbocciate alla fine dell’ultimo festino di Santa Rosalia hanno lasciato strascichi che, mesi dopo, hanno puntualmente riportato in auge l’annosa questione dell’amministrazione della Cultura a Palermo. L’ultimo capitolo della questione ha visto l’ormai ex consulente del comune per il festino, Philippe d’Averio, adire vie legali a causa delle dichiarazioni rilasciate dal consigliere Pd Davide Faraone, il quale denunciava a mezzo stampa di una “cricca” della cultura dietro l’organizzazione dei grandi eventi e di anomalie del sistema.

Alterchi a parte, tuttavia, ad oggi in una città come Palermo, che possiede un patrimonio storico e culturale pressoché sconfinato, la grande domanda di cultura da parte di popolazione e turisti, rimarcata dalle file interminabili agli ingressi dei monumenti aperti in occasione delle ultime iniziative,  non è adeguatamente compensata da un’offerta che spesso si presenta carente e poco organizzata quanto a strutture, assistenza e cura degli spazi espositivi.

“Quello della cultura – ha spiegato Pietro Cannella, assessore alle Attività Culturali – è un settore in profonda crisi, in quanto non gode di grossi finanziamenti, drogato dalle concessioni di contributi a pioggia del passato ed oggi imponderabili. Se Palermo continua ad esprimere cultura soprattutto grazie alle realtà, anche quelle più polemiche nei nostri confronti, che riescono a sopravvivere con i propri sforzi. È per questo che bisogna coinvolgere le realtà esistenti e far sì che il Comune sia un soggetto catalizzatore, anziché semplicemente erogatore, come accaduto nel caso del distretto culturale della galleria Sant’Anna. Creare delle sinergie tra istituzioni ed associazioni, con l’apertura anche a sponsor privati”.

Riguardo la questione della gestione dei grandi eventi e della presunta “cricca” l’assessore non rilancia la polemica. “Il mondo della cultura è per molti versi uguale, se non peggiore, alla politica. Chi vi opera è spesso soggetto agli “attacchi” dei propri concorrenti. Muoversi crea polemiche in ogni caso. È innegabile che il problema degli operatori culturali esiste e ne sono un esempio i Cantieri Culturali, per i quali si è reso necessario un bando come unica soluzione per poter mettere tutti nella condizione di competere”.

Articolo pubblicato il 19 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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