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Quotidiano di Sicilia

Conto energia per il fotovoltaico, decisioni rinviate al 28 aprile
di Rosario Battiato

La Conferenza Stato-Regioni non ha approvato il documento per “necessità di approfondimento”. Il Governo: “Incentivi rimarranno alti”. La Regione siciliana non si fida

Tags: Conto Energia, Fotovoltaico



ROMA – Si temeva il peggio e così è stato. La conferenza Stato-Regioni non ha approvato il Quarto Conto Energia per il fotovoltaico. Le Regioni hanno infatti richiesto uno spostamento per ‘necessità di approfondimento’ rinviando il tutto, verosimilmente, alla data del 28 aprile, appena 48 ore prima della scadenza prevista nel decreto 28/2011 per poter emanare il Quarto Conto. La questione riguarda principalmente la Sicilia che proprio sullo sviluppo delle rinnovabile sta cercando di costruire una prospettiva di sviluppo sostenibile.

Il nulla di fatto di mercoledì scorso non preoccupa il ministero dello Sviluppo economico che, per bocca del sottosegretario Stefano Saglia, ha comunque ribadito come gli incentivi previsti nel documento presentato in sede di Conferenza Unificata restino i più alti d’Europa.

Una situazione che evidentemente non deve aver convinto pienamente le Regioni e neanche associazioni e addetti ai lavori del settore delle rinnovabili che proprio mercoledì hanno manifestato contro le ultime scelte governative che rischiano di appiedare l’intero comparto. A nulla sono serviti neanche i richiami dall’Europa e la scadenza ormai imminente dell’1 giugno, data in cui dovranno partire i nuovi incentivi. Nel decreto sul Quarto Conto Energia sul fotovoltaico messo a punto dal governo, e attualmente congelato dalle Regioni, si prevedono incentivi per piccoli impianti e per le centrali solari costruite sulle discariche.

La logica di base, anche dopo i recenti scandali siciliani sui sistemi incentivanti, muove dall’esigenza di premiare ricerca e innovazione e al contempo di punire gli speculatori. Tra i punti chiave del decreto la definizione di un limite annuale di potenza elettrica cumulativa degli impianti fotovoltaici che possono ottenere le tariffe incentivanti, e al contempo la determinazione delle tariffe incentivanti sulla base della riduzione dei costi delle tecnologie e dei costi di impianto e degli incentivi applicati nell’Unione.

Il fronte resta tuttavia caldissimo anche dopo il botta e risposta tra gli esponenti dell’opposizione che criticano le scelte energetiche del governo considerate antieuropeiste e gli uomini dell’esecutivo che invece difendono le loro posizioni che considerano inevitabili proprio in rapporto al sistema di incentivazione mediamente presente negli altri paesi membri. Sul fronte occupazionale già si evidenziano le prime crepe e per alcuni è cominciata la cassa integrazione.

La Sicilia resta una delle regioni più a rischio perché proprio negli ultimi anni del governo Lombardo è andata maturando la consapevolezza di un investimento importante, anche in termini di impegno politico, sul fronte del fotovoltaico. La Regione sta infatti cercando di recuperare un gap nei confronti di altre realtà – nel 2009 secondo gli ultimi dati del Gestore dei Servizi Energetici nell’Isola c’erano 3.760 impianti contro 4.973 della Toscana – anche a fronte del fatto che l’Isola è la regione che detiene il più alto potenziale di irraggiamento d’Italia, pari a 300 giorni.
Gli effetti sull’occupazione, oltre che sullo sviluppo del settore, potrebbero essere disastrosi in quanto, secondo la Cna regionale, sono a rischio 10 mila posti di lavoro.

Articolo pubblicato il 22 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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