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Quotidiano di Sicilia

Rinegoziazione mutuo prima casa tutte le agevolazioni concesse
di Elisa Latella

Con la risoluzione 43/E l’Agenzia delle entrate risponde alla richiesta dell’Associazione bancaria italiana. Possono rientrare nella detrazione del 19% anche gli interessi sul conto accessorio

Tags: Agenzia Delle Entrate, Abi, Mutuo



PALERMO - Non sono rari i casi in cui chi desidera avere un mutuo deve aprire necessariamente un conto corrente presso l’istituto bancario che lo eroga. Da adesso però chi rinegozia il mutuo ed apre un conto corrente accessorio per farlo, godrà delle agevolazioni sul mutuo prima casa anche sugli interessi maturati su tale conto corrente.

E’ questa la novità di pochi giorni fa dell’Agenzia delle Entrate, che  con la risoluzione 43/E risponde alla richiesta dell’Associazione bancaria italiana (Abi). Possono quindi rientrare nella detrazione del 19% anche gli interessi prodotti sul conto accessorio dopo aver rinegoziato il mutuo per acquistare, costruire o ristrutturare l’abitazione principale.

Il motivo ispiratore della decisione secondo quanto precisato dall’Unione consumatori in una nota è la “necessità di dare ossigeno al contribuente in difficoltà a causa della crisi finanziaria, consentendogli di pagare una rata “immune” dai tassi d’interesse fluttuanti”.

In Sicilia la crisi economica si è fatta sentire e i mutui hanno pesato un po’ di più del previsto sui bilanci familiari. La logica alla base della misura richiama i principi ispiratori della convenzione tra Abi e Mef, secondo cui “il contratto originario di mutuo e la sua rinegoziazione rispondono alla stessa causa: comprare, costruire o ristrutturare l’abitazione principale”. Inoltre l’apertura del conto accessorio non comporta per il cliente un nuovo piano di ammortamento del mutuo originario e le scadenze delle rate restano immutate in base all’importo originario pattuito con la banca.
Non è tutto: “Le banche, nel compilare l’attestazione del pagamento degli interessi sul mutuo, devono certificare l’importo sia di quelli che risultano dal contratto originario sia di quelli derivanti dal conto accessorio".

Negli ultimi due anni gli interessi dei mutui a tasso variabile hanno raggiunto il minimo storico a causa della crisi economica. La decisione della Banca centrale europea di alzare i tassi dall’1% all’1,25%, quindi, secondo uno studio della Cgia di Mestre non sarà senza conseguenze. Per fare un esempio: una rata mensile dovrebbe passare dalla media attuale di 713,80 euro a 724,80 euro, con un conseguente aumento annuale di 132,40 euro. Una piccola stangata sulle famiglie italiane ( e siciliane in particolare), per quanto prevedibile (il minimo “storico” non poteva durare per sempre). In questi ultimi mesi i mutui a tasso variabile hanno avuto i tassi più bassi dall’introduzione dell’euro. Comunque nonostante il previsto rincaro, per affrontare una spesa ingente come l’acquisto di una causa il mutuo è in linea di massima indispensabile. E aumentano le richieste a portata di click, soprattutto da parte di  ragazzi giovani (38 anni di media).
 
Sono loro principalmente a richiedere i mutui on-line: è la fotografia scattata dall’ “osservatorio mutui” del portale web www.mutui-internet.it per il periodo gennaio/marzo 2011 (quasi 26mila richieste in 3 mesi). Secondo la nota dell’Unione consumatori “A richiedere di più i servizi di mutui-internet, sono i “dipendenti a tempo indeterminato” (79%); seguono gli “autonomi con partita Iva” (9%), i “liberi professionisti” e i “pensionati” (4%). Il Ltv (Loan to value), ossia il rapporto tra l’importo richiesto e il valore dell’immobile si attesta di poco sopra il 71%".

Articolo pubblicato il 23 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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