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Quotidiano di Sicilia

“Pec” inattiva e firma digitale solo per dirigenti
di Michele Giuliano

Entro l’anno la “rivoluzione tecnologica” dovrebbe essere completata. Sono da attivare 1.100 caselle di posta elettronica certificata



PALERMO - La Regione Sicilia ancora oggi non conosce la parola informatizzazione. E semmai ce ne fosse bisogno, ulteriori conferme si possono avere dando uno sguardo ai numeri che riguardano la Pec, la posta elettronica certificata. Dall’assessorato al Bilancio si parla di operazione in “fase avanzatissima”. Eppure ancora oggi, numeri alla mano, la situazione è ben diversa. In previsione sono da attivare mille e 100 caselle di posta elettronica certificata. Entro l’anno, dicono dall’assessorato, entreranno in funzione.

La Regione, quindi, ancora una volta ha mostrato dei limiti di apertura verso l’innovazione della pubblica amministrazione. La Pec già da un decennio è sul mercato e le sue caratteristiche sono state definite nel Decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005 numero 68, e nei collegati documenti tecnici. Oltretutto c’è il Codice dell’Amministrazione Digitale, entrato in vigore dall’1 gennaio del 2006 sulla base del Decreto Legislativo del 7 marzo 2005 numero 82. In questo decreto viene ribadito ulteriormente il valore legale della Posta Elettronica Certificata come strumento di trasmissione telematica.

Eppure soltanto oggi, a distanza di ben 3 anni e mezzo, alla Regione si comincia a parlare di questo strumento e della sua attuazione. Già comunque dal novembre scorso, dal punto di vista tecnico, l’intera piattaforma è pronta.
Stranamente però il tutto è stato posticipato e alla base ci sarebbero alcune situazioni amministrative da pianificare. Altra storia è quella della firma digitale: anche questo è uno strumento assolutamente indispensabile per la pubblica amministrazione. Ad oggi però ne dispongono soltanto i dirigenti, all’incirca tra le 400 e le 500 unità.

Articolo pubblicato il 02 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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