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Quotidiano di Sicilia

1° Maggio, molti negozi aperti
di Antonio Casa

Deroga per città d’arte e capoluoghi di provincia. Divisi sindacati e associazioni di categoria. Venturi: “La decisione finale spetta alle amministrazioni comunali”

Tags: Marco Venturi



PALERMO - L’amministrazione regionale non decide l’apertura o la chiusura degli esercizi commerciali nei giorni festivi, ma interviene per il rilascio ai comuni dello status di città d’arte o ad economia prevalentemente turistica. Lo fa sapere l’assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi, in riferimento alle polemiche sulle aperture e chiusure degli esercizi commerciali nella giornata del primo maggio, in particolare nel capoluogo siciliano.

“Secondo la legge regionale vigente - afferma Venturi - sono le amministrazioni comunali con lo status di città d’arte che devono decidere la deroga per i giorni festivi - ivi incluso il primo maggio - sentite le associazioni sindacali di categoria e datoriali. Si tratta di pareri obbligatori e non vincolanti per l’amministrazione comunale cui spetta, in conclusione, il compito - conclude - di disporre l’apertura ovvero la chiusura”.

Dunque, nelle città d’arte e nei Comuni  siciliani a prevalente economia turistica i negozi potranno restare aperti anche domani, giorno della festa dei lavoratori. Nell’elenco dei comuni  cui la Regione ha riconosciuto questo particolare status figurano tutti i capoluoghi di provincia e piccoli centri come Taormina (Ct), Sciacca (Ag), Selinunte (Tp), Capaci (Pa) o Segesta (Tp).
Saracinesche alzate in alcuni (ma non in tutti) centri commerciali di Palermo e provincia. Sempre a Palermo aperti negozi in strade tradizionalmente commerciali come via Ruggero Settimo. A Catania, invece, rimane chiuso il punto vendita Ikea aperto a fine marzo.

L’effetto liberalizzazione fa discutere sindacati e associazioni di categoria. Per Confcommercio Sicilia con buona probabilità i negozi resteranno aperti “in un momento di crisi come questo - dice il Coordinatore regionale Julo Cosentino - sarebbe una scelta positiva, è un servizio in più che si offre ai turisti. La questione comunque va affrontata tenendo conto di flussi turistici e caratteristiche di ciascun territorio”. E aggiunge: “Il dato registrato il 25 aprile è stato negativo sia in termini di aperture che di vendite”.

Di diverso avviso, il segretario regionale di Confesercenti Sicilia Giovanni Felice, secondo cui per la ‘festa dei lavoratori’ “ resteranno aperti solo i grandi centri commerciali, i piccoli esercenti no”. “Quella del primo maggio - aggiunge - non è una giornata commercialmente valida, i consumatori difficilmente faranno shopping. Il negoziante comunque deve infatti selezionare le proprie aperture in base alla zona e alla possibilità di guadagno e così deve fare anche in vista della festa dei lavoratori. Inevitabile l’importanza che ognuno di loro dà alla festa: chi la considera sacra non aprirà”.

Divisi anche i sindacati. “è inaccettabile, il Primo maggio è la festa di tutti lavoratori - dice il segretario regionale della Cgil Sicilia Mariella Maggio - e tutti i lavoratori devono avere il diritto di celebrarla. Siamo contrari a liberalizzazioni come queste”. “Una cosa è decidere di lasciare aperti alcuni presidi - aggiunge - altra cosa generalizzare le aperture”.

La pensa diversamente, invece, il segretario regionale della Cisl Maurizio Bernava, secondo cui, “discorsi ideologici sono fuori dal tempo”. “Piuttosto - conclude - andrebbero pagati straordinari e festivi compensativi per i lavoratori in servizio”.

Articolo pubblicato il 30 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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