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Regione: giorni contati per l’appoggio del Pd
di Raffaella Pessina

Lupo: “Verificare un’alleanza di forze progressiste, moderate e autonomiste”. Fissato il 19 giugno l’incontro per regolare il referendum

Tags: Giuseppe Lupo, Ars



PALERMO - La situazione politica in Sicilia sta conoscendo una fase di stallo, dovuta in parte alle elezioni amministrative che si svolgeranno a fine mese e che impegneranno diversi comuni della Sicilia, nonchè i politici di quei territori, compresi i deputati regionali. Ma l’altro motivo è rappresentato dalla necessità di un ulteriore rinnovo, dopo i primi quattro, del Governo regionale e ancora non si conosce in quale direzione.

Il Partito Democratico, dopo la riunione di Cinisi dei giorni scorsi alla quale hanno partecipato anche esponenti nazionali, ha voluto rivedere le proprie posizioni alla luce non solo delle elezioni amministrative,ma anche  della vicenda giudiziaria di Raffaele Lombardo e delle future alleanze politiche. “La valutazione sull’azione di governo di questi mesi – si legge in una nota congiunta a firma del segretario regionale del partito Giuseppe Lupo e di Maurizio Migliavacca, fedelissimo di Pierluigi Bersani– ha messo in evidenza luci ed ombre che portano a considerare in via d’esaurimento la fase politica di sostegno al governo tecnico”. Ma il messaggio vero del Pd, è quello di ottenere un sostanzioso rimpasto dell’esecutivo, soprattutto se l’esito delle elezioni sarà positivo per il Pd. In una nota congiunta, Lupo e Migliavacca hanno dichiarato: “Ora si tratta di verificare se esistono le condizioni per aprire una nuova prospettiva politica fondata sull’alleanza delle forze progressiste, moderate e autonomiste all’insegna dell’innovazione”. Sembra quindi che il governo dei tecnici abbia i giorni contati, e questo non solo su richiesta degli alleati di Lombardo, ma anche da parte dell’opposizione che a gran voce ha chiesto nel corso del dibattito sulla Finanziaria in Aula, la sostituzione dei tecnici con dei politici, nelle poltrone di Giunta.

Il Partito Democratico si riunirà nuovamente il prossimo 19 giugno per una valutazione complessiva della situazione politica regionale, per definire l’iniziativa strategica del Pd e varare il regolamento per la consultazione referendaria che si svolgerà entro la fine di settembre. Del resto si tratta dell’unico partito che è riuscito a mantenere uniti i propri parlamentari e conta su un congruo numero di 27 deputati.

Un’attenta riflessione sulla situazione politica la auspica anche il capogruppo dell’Mpa all’Ars Francesco Musotto: “Il parlamento siciliano ha esitato una Finanziaria ‘light’ che impone una riflessione attenta da parte di tutte le forze politiche. Abbiamo scelto di concentrarci su pochi argomenti, come sanità e forestali, rinviando alle prossime settimane quelle riforme che consentiranno di proseguire il percorso di rinnovamento avviato dal presidente Lombardo”.

Musotto chiede che si ritrovi la serenità del dibattito e ha sottolineato la necessità di autodeterminazione da parte del Parlamento, chiamato ad assumersi le proprie responsabilità davanti alla Sicilia e l’urgenza di una revisione del Regolamento per disciplinare la durata degli interventi dei deputati, ed allineare questa istituzione al resto d’Europa. Sulla situazione politico-economica si esprime anche Rudi Maira, capogruppo del Pid all’Ars. “La Finanziaria e il Bilancio appena licenziati dall’Ars - ha detto -  risentono delle gravi difficoltà politiche dell’attuale governo di Raffaele Lombardo. All’inefficienza dell’esecutivo regionale ormai sperimentata da mesi si associa il pesante ritardo nella spesa comunitaria che ci fa essere allarmati per le sorti della Sicilia”.

“Siamo pronti - prosegue Maira - a lavorare da subito agli otto ddl di riforme che sono stati stralciati, anche su nostra indicazione, dal testo della legge finanziaria. Anche se avremmo voluto che almeno la riforma degli appalti, con il superamento del maggiore ribasso, potesse far parte di una manovra economica che ribadiamo essere solo tecnica e senza matrice o spirito politico”. Sul rinvio della legge sugli appalti si è espressa negativamente anche la Cna Costruzioni, dichiarando che è un fatto molto grave e preoccupante e denota il livello di insensibilità a cui sono arrivate le forze politiche presenti nel Parlamento Siciliano. Secondo la Cna l’emendamento in finanziaria non avrebbe portato alcun impegno di spesa e avrebbe consentito di bloccare la vergogna dei lavori affidati con il ribasso del 40 - 50%.

Articolo pubblicato il 04 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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