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Quotidiano di Sicilia

Ddl riduzione deputati caduto nel dimenticatoio
di Raffaella Pessina

Barbagallo (Pd): “La I commissione avrebbe dovuto riferire all’Aula in 60 gg”. Lombardo guarda a Governo quinquies con Pd e Terzo polo

Tags: Giovanni Barbagallo, Ars



PALERMO - Terminate le fatiche per l’approvazione dei documenti finanziari, l’Assemblea regionale e i suoi deputati hanno ripreso le normali attività legislative.

In particolare, Giovanni Barbagallo del Pd è ritornato a parlare del suo disegno di legge sulla riduzione del numero dei deputati siciliani da 90 a 70. “Qualche deputato ha interpretato il voto dell’Ars di rinvio in commissione del mio disegno di legge come un definitivo affossamento dello stesso – ha detto Barbagallo - La commissione avrebbe dovuto riferire in aula, entro 60 giorni, ai sensi dell’art.64, comma 3, del regolamento”. Il termine però è, già scaduto e il disegno di legge non è stato ancora nemmeno inserito all’ordine del giorno della competente commissione legislativa. Barbagallo ha chiesto al presidente dell’Ars Cascio di assumere le iniziative necessarie per l’inserimento del disegno di legge all’ordine del giorno della I commissione Affari istituzionali.

Con venti deputati in meno, la Regione risparmierebbe oltre sette milioni di euro l’anno. La Sicilia, ha il numero di deputati regionali più alto in termini assoluti: Abruzzo 45, Basilicata 30, Calabria 50, Emilia Romagna 50, Friuli Venezia Giulia 59, Lazio 71, Liguria 40, Lombardia 80, Marche 40, Molise 27, Piemonte 63, Puglia 70, Sardegna 80, Sicilia 90, Toscana 65, Trentino Alto Adige 70, Umbria 30, Valle D’Aosta 35 e Veneto 60. Considerando la proporzione tra abitanti e consiglieri, il dato siciliano (1 deputato ogni 55.746 abitanti) è in contrasto con altre regioni, come, la Lombardia, regione nella quale vi è un consigliere ogni 118.440 abitanti. Così come in Emilia che ha lo stesso numero di province (9) e un’estensione del territorio quasi uguale (25.000 km2 la Sicilia; 22.400 km2 l’Emilia). In Emilia ci sono 50 consiglieri, in Sicilia 90.

Le cifre del bilancio del consiglio regionale dell’Emilia Romagna prevedono uscite pari a 56.604.601 euro, mentre il bilancio dell’Ars prevede uscite pari a 172.528.313 euro. Certo la Sicilia, ha osservato Barbagallo, è una regione a Statuto speciale ed ha più spese per mantenere un palazzo prestigioso come palazzo dei Normanni, ma l’Emilia non ha gli stessi problemi della Sicilia in termini di disoccupazione e povertà”.

Intanto, un altro deputato potrebbe doversene andare dal Parlamento siciliano. Si tratta di Santino Catalano, subentrato a Fortunato Romano, e militante nelle file del Pid, ma proveniente dall’Mpa. La commissione Verifica dei poteri dell’Ars ha infatti votato la sua decadenza, anche se non all’unanimità, perché tre deputati Rudi Maira (Pid), Vincenzo Vinciullo e Nino D’Asero (entrambi Pdl) si sono astenuti. La vicenda nasce da un ricorso presentato da Nicola Papa, primo dei non eletti dell’Mpa, secondo il quale Catalano non era candidabile nel 2008 per via di una condanna per falso in atto pubblico patteggiata e a cui non aveva fatto seguito la riabilitazione. A questo punto la commissione Verifica poteri si riunirà nuovamente e se Catalano riuscirà a portare nuovi documenti e in particolare una circolare del Ministero che gli darebbe ragione, potrebbe scaturire una nuova decisione a favore del deputato stesso.

Sul fronte politico il governatore Lombardo si mostra più che mai intenzionato a portare avanti il suo programma di riforme e, come già scritto in precedenza, il governo ha trasformato diversi emendamenti della Finanziaria in Ddl che porterà al vaglio del Parlamento siciliano. Ad esempio, l’assessore alla Formazione professionale ha presentato un disegno di legge che contiene alcune modifiche all’articolo 132 della Legge regionale n .4 del 16 aprile 2003, in materia di formazione professionale. Le modifiche riguardano l’estensione del Fondo di garanzia in favore dei lavoratori assunti a tempo indeterminato entro il 31/12/2008, compresi i soggetti impegnati anche in servizi di orientamento e dell’obbligo di istruzione e formazione, e l’utilizzazione del Fondo anche per interventi di accompagnamento alla fuoriuscita del personale. 

Lombardo guarda anche ad un Lombardo quinquies con l’appoggio del Terzo polo e del Pd, da realizzarsi prima dell’estate.
“Lavoriamo da tanto tempo a un’alleanza che duri e che si organizzi anche per le prossime elezioni – ha detto Lombardo - Sel e Italia dei valori, però, non sono compatibili con l’autonomia, nè con il Terzo Polo. Il resto, ovvero un'alleanza tra Pd, Udc, Fli, Api e Mpa, in Sicilia c’è già”.

Lombardo prosegue: “Riguardo al futuro governo, poi, ad alcuni esterni, però, non rinuncio. Nella mia giunta c’è chi per dimensione dell’azione e sensibilità batte i politici di lungo corso. A qualche assessore manca la capacità di vendere bene la propria merce, una dimensione popolare”.

Articolo pubblicato il 05 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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