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Quotidiano di Sicilia

Benzina oltre la soglia di 1,6 euro al litro
di Dario Raffaele

Brutte notizie dai distributori siciliani, secondo i listini rilevati al 4 maggio da Prezzibenzina.it. Il salasso della settimana è alla Sp (1,616 €/L), si risparmia solo dagli indipendenti

Tags: Carburante, Prezzi



PALERMO – Ancora rialzi dei prezzi dei carburanti con la benzina che arriva a sfiorare gli 1,6 euro al litro innescando le proteste dei consumatori e dell’opposizione mentre i petrolieri replicano che i rialzi sono in linea con le quotazioni internazionali. Dopo gli aumenti decisi martedì dall’Eni, ieri sono scattati rialzi dei prezzi consigliati sulla benzina anche da parte delle altre compagnie con Tamoil arrivata fino a 1,599 euro al litro.

In base alle rilevazioni di Quotidiano Energia a livello Paese, la media dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va dall’1,591 euro/litro degli impianti Esso all’1,599 dei punti vendita Tamoil (no-logo a 1,513).
Forti reazioni da parte delle associazioni dei consumatori. Federconsumatori ed Adusbef parlano di una “inaudita corsa del prezzo della benzina” sottolineando che “di fronte a questa gravissima situazione, finora, il Governo è stato capace solo di aumentare l’accisa sui carburanti facendo crescere le ricadute fino a 268 euro annui per i costi diretti”. Le due associazioni chiedono l’istituzione di una Commissione istituzionale sui prezzi, il blocco settimanale degli aumenti, e “la razionalizzazione e completa liberalizzazione della rete anche attraverso l’apertura della vendita presso il canale della grande distribuzione”.

Benzina
Prezzo medio nazionale rilevato da Prezzibenzina.it lo scorso martedì 1,559 €/L.
Nell’Isola, i livelli di prezzo nelle ultime settimane si erano stabilizzati, ma ora hanno ripreso a correre e anzi, acquistare carburante in Sicilia, è sempre più caro che nel resto d’Italia. Dei sei listini monitorati ieri, Ip (1,604 €/l), ha superato la soglia tanto temuta. La compagnia petrolifera è seguita da Total Erg (1,588 €/l), Q8 (1,580 €/l), Eni (1,573 €/l), Esso (1,561 €/l) e dagli indipendenti (1,521 €/l). Sp Energia siciliana vola a ddirittura a 1,616 €/l.

Diesel
Anche i listini diesel hanno cavalcato l’onda dei rincari: Ip è risultata essere la compagnia più cara in Sicilia con 1,505 €/l; seguono in questa classifica tanto temuta dal consumatore Total Erg (1,498 €/l), Q8 (1,491 €/l), Eni (1,472 €/l). Prezzo medio nazionale 1,463 €/l.

Gpl
Il prezzo medio nazionale monitorato  ieri per il comparto gpl è stato di 0,776 €/L.
In Sicilia la compagnia più cara è stata l’Eni (0,809 €/l), seguita da Esso (0,804 €/l) e Ip (0,799).

Cori di proteste
Dello stesso tono di Adusbef e Federconsumatori, le critiche dell’Adoc, secondo la quale i consumatori italiani “spendono circa 250 euro in più l’anno rispetto alla media europea e a causa dei continui rincari del prezzo della verde l’aggravio è di altre 200 euro l’anno”.
Rispetto alla media europea, rilevano, “da noi un litro di verde costa il 13,4% in più. Al confine il risparmio è garantito, in Svizzera si spende l’11,9% in meno”.

Dall’opposizione, poi, il PD chiede l’introduzione nel decreto legge previsto per oggi del meccanismo della “accisa mobile” per ridurre l’imposizione fiscale sui carburanti in presenza di aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi.
I petrolieri replicano ai consumatori e si difendono sottolineando che “i recenti andamenti dei prezzi dei carburanti sono assolutamente in linea con l’evoluzione delle quotazioni internazionali che per la benzina nell’ultimo mese sono cresciute di oltre 2 centesimi euro/litro rispetto ad un prezzo Italia (ossia il prezzo al consumo al netto delle tasse rilevato dal Ministero dello Sviluppo Economico) aumentato della stessa entità (2 centesimi euro/litro)”.

L’UP poi replica che “il confronto con il 2008 nei termini avanzati dai consumatori è improprio in quanto deve tenere conto dell’effetto del cambio applicato alle quotazioni dei prodotti raffinati e non del barile di greggio tal quale da cui non si ottiene solo benzina”.

Facendo riferimento a tali valori, emerge infatti come il cambio attuale (1,48 contro 1,59 del luglio 2008) comporti un aggravio di spesa di circa 4 centesimi euro/litro, facendo sì che i prezzi odierni siano superiori a quelli di allora.
Inoltre, allo stato attuale è del tutto fuorviante continuare a riferirsi ad un prezzo massimo di listino dal momento che la realtà sul territorio è molto più articolata e presenta su circa 10.000 impianti prezzi praticati addirittura inferiori a quelli europei, con possibilità di risparmi significativi per il consumatore attento.

Articolo pubblicato il 05 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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