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Guida in stato d’ebbrezza, auto sequestrabile anche se in sosta
di Maria Chiara Ragusa

Lo ha stabilito Cassazione. Basta che vi sia l’intenzione di mettersi in strada

Tags: Alcol, Auto



CATANIA - Si rischia il sequestro per guida in stato di ebbrezza anche se l’automobile è posteggiata nel caso in cui il motore sia acceso e sia evidente la volontà di partire.
È accaduto a Lecce, al proprietario di una Porsche, in evidente stato di ebbrezza, già con le mani sul volante ma comunque ancora posteggiato.

Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n°17238/2011 del 4 Maggio 2011.
Con la decisione in commento gli ermellini hanno, infatti, confermato il sequestro preventivo di una Porsche Cayman ferma sul ciglio della strada e con al posto di guida il proprietario che aveva indossato la cintura di sicurezza e acceso i fari.
Secondo la Cassazione il fatto che l’auto non si fosse ancora mossa, come lamentato dal proprietario, “non è significativo“, in quanto “il concetto di circolazione di un veicolo non può esaurirsi nella fase dinamica del mezzo” ma al contrario “deve intendersi riferibile anche alle fasi di sosta” che infatti “ugualmente ineriscono alla circolazione”.

Per i giudici di Piazza Cavour per comminare una misura cautelare come il sequestro, non è necessarioesaminare la fondatezza dell’accusa.
Ma è sufficiente che il comportamento tenuto integri “astrattamente” una fattispecie di reato.
Con questa motivazione la Cassazione ha respinto il ricorso avverso il Tribunale della Libertà di Bolzano che aveva confermato il sequestro dell’auto.

Infatti, la condotta dell’indagato, secondo i giudici, era di per sé “idonea ad integrare la fattispecie” di reato. Sedersi al posto di guida, “in evidenti condizioni di alterazione dovuta all’assunzione di bevande alcoliche”, “nell’atto di muovere il veicolo”, con le cinture allacciate e gli anabbaglianti accesi rappresenta già condotta idonea ad integrare il reato.

 “La sosta di un’auto su area di pubblico transito, che presuppone un arrivo sul posto ed una ripartenza del veicolo, non è circostanza irrilevante nella sede cautelare, “posto che ad essa possono certamente inerire condotte riconducibili alla fattispecie allo stato ipotizzata, specie se, l’atteggiamento dell’automobilista, come sopra descritto, non lascia dubbi non solo circa il sopraggiungere dello stesso a bordo della sua auto sul luogo della sosta, ma anche in ordine all’intenzione, una volta avviato il motore e postosi ai comandi del veicolo in assetto di guida, di ripartire”.

“Intento, concludono i giudici, non portato a compimento solo per l’intervento dei Carabinieri, pronti a bloccare l’auto perché consapevoli delle alterate condizioni dell’indagato“ e anche “di rischi che potevano conseguire alla circolazione del veicolo”.

Maria Chiara Ragusa
collegio dei professionisti di Veroconsumo

Articolo pubblicato il 10 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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