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Seicento alloggi popolari per famiglie monoreddito
di Antonio Borz├Č

Previsto un canone di locazione fisso per non meno di 25 anni. Coinvolti 15 comuni, tra cui Agrigento e Caltanissetta

Tags: Case Popolari, Cipe, Pier Carmelo Russo



CATANIA - Il Cipe stanzia i fondi per l’edilizia sociale in Sicilia e lo fa nell’ambito di un piano nazionale che prevede, fra finanziamento pubblico e privato, una somma complessiva di 2 miliardi per la costruzione di edifici residenziali per le classi socialmente più svantaggiate.

La Sicilia, se il piano sarà approvato e tramutato nel decreto del Presidente del Consiglio, sarà la prima regione e beneficiare degli incentivi. Un piano di social housing (questo il termine specifico per questo tipo di progetti) da 147 milioni di euro complessivi. Ad essere interessati saranno diversi comuni ad esclusione delle tre grandi città siciliane Catania, Messina e Palermo. Infatti i centri coinvolti nel progetto sono Caltanissetta, Agrigento, Castelbuono, Caltagirone, Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo Sant’Agata di Militello, Fiumedinisi, Portopalo di Capo Passero, Canicattini Bagni, Pantelleria, Erice e Castelvetrano.
Il numero totale di appartamenti che verranno costruiti dovrebbe aggirarsi intorno ai 600 alloggi. Le somme statali nel progetto ammontano a 28 milioni, a queste si aggiungono i 14 milioni da parte della Regione e i 7 dai comuni. Grande ruolo comunque all’imprenditoria privata che contribuirà con una somma vicina ai 90 milioni di euro.

La destinazione degli appartamenti sarà rivolta alle categorie previste dall’articolo 11 della legge 133/2008. Spazio dunque agli anziani e agli studenti ad esempio. Attenzione rivolta anche alle famiglie monoreddito, alle giovani coppie e agli immigrati. Per gli edifici costruiti con finanziamenti pubblici è prevista una locazione a canone fisso per un periodo non inferiore a 25 anni. Per gli altri edifici verrà deciso se verranno affittati o venduti, con un’attenzione rivolta anche in questo caso a mantenere i prezzi popolari.

Grande soddisfazione espressa dall’assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità Pier Carmelo Russo che sottolinea come le opere non si fermeranno alla semplice realizzazione degli edifici. “Nell’ambito dei programmi – dice a tal proposito l’assessore - saranno anche realizzate tutte quelle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, oltre ai servizi essenziali, in grado di soddisfare le esigenze sociali relative alla residenza”.

Adesso si aspetta la conclusione delle ultime procedure burocratiche per far partire la fase operativa inerente le varie regioni. Una piccola boccata d’ossigeno per risolvere i problema casa che soprattutto in questi anni di crisi economica si fa sentire nella regione siciliana.

Articolo pubblicato il 10 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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