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Pedaggi, proposta shock della Lega Nord: “Alla Lombardia il 19%, alla Sicilia il 5”
Un testo, già esitato dalla commissione Ambiente della Camera, trasferisce il capitale Anas alle Regioni. Paradosso: così anche al Nord la maggior parte dei proventi dal passaggio del ponte sullo Stretto

Tags: Anas, Lega Nord, Autostrada, Pedaggi, Marco Reguzzoni



ROMA - Sì a nuovi pedaggi reali o figurativi su raccordi e autostrade, come il Grande raccordo anulare a Roma, o la Salerno-Reggio Calabria; nonché trasferimento del capitale Anas alle Regioni sulla base degli autoveicoli circolanti e non sulla base dei chilometri di strade.

Lo prevede una proposta di legge della Lega Nord, che ha già effettuato alla commissione Ambiente della Camera il primo passaggio, con l’adozione del testo base, e che dopo le amministrative dovrà essere sottoposta ad eventuali emendamenti. Il provvedimento ha come primo firmatario Marco Reguzzoni, presidente dei deputati della Lega, e vede in un esponente del Carroccio, Guido Dussin, il relatore in commissione Ambiente.

Qui, dopo la proposta di legge di Reguzzoni, sono arrivati anche altri testi riguardanti la “regionalizzazione” dell’Anas da parte di altri gruppi, con una impostazione diversa. è stato affidato a Dussin il compito di redigere un testo unificato, che è venuto a recepire tutte le istanze del Carroccio.

Il primo punto è che il capitale dell’Anas viene trasferito alle Regioni sulla base del parco auto. Il che porta una tabella squilibrata in favore delle regioni più ricche, dove ci sono più veicoli circolanti. Alla Lombardia andrà il 19,18%, al Piemonte l’8,87%, al Veneto l’8,08%, all’Emilia Romagna l’8,36%. Se va bene anche al Lazio con il 14,69%, va invece malissimo alle regioni Meridionali, dove pure insiste la maggior parte di strade e autostrade a gestione Anas: per esempio alla Sicilia il 5,32%, alla Campania il 4,87% il 3,53%, per prendere le tre più popolose.

La proposta della Lega prevede poi che l’Anas costituisca delle ulteriori società sub-concessionarie a cui affidare la gestione delle strade o delle autostrade assoggettabili a pedaggio reale o figurativo (il cosiddetto “shadow toll”). A sua volta Anas può cedere parte o tutta la partecipazione delle sub-concessionarie. Un vincolo è posto sulla destinazione dei pedaggi: i proventi devono essere utilizzati per la “manutenzione ordinaria e straordinaria” dei tratti pedaggiati nonché “per il finanziamento di interventi sul territorio di pertinenza, scelti di concerto con la regione interessata”.

Le Regioni non potranno cedere la loro partecipazione al capitale di Anas, anche se lo potranno usare come garanzia reale dinanzi alla Cassa Depositi e Prestiti.
Per ora hanno espresso la loro contrarietà il Pd, che in una sua proposta, prevede la facoltà delle Regioni di chiedere la regionalizzazione di specifici tratti stradali o autostradali; inoltre i Democratici escludono nuovi pedaggi. Hanno annunciato propri emendamenti anche gli esponenti dell’Udc, mentre quelli del Pdl hanno invitato all’approfondimento, con audizioni.

Il testo della Lega poi, sottolineano i Pd Salvatore Margiotta e Tino Iannuzzi, ha un’altro paradosso, e cioé quello di far finire alle regioni del Nord i proventi del pedaggio del futuro Ponte sullo Stretto di Messina. Quest’ultima società è a stragrande maggioranza dell’Anas, e così attraverso la partecipazione al Capitale la Lombardia avrà il 19, 18% dei pedaggi e la Sicilia e la Calabria il 5,32% e il 2,20%.

Articolo pubblicato il 11 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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