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Ddl appalti costruito su 27 articoli
di Rosario Battiato

Il testo di recepimento delle norme comunitarie approvato dalla commissione Ambiente dell’Ars. Confermata la ridefinizione del prezzo più basso e dell’offerta più vantaggiosa

Tags: Appalti, Regione Siciliana, Fabio Mancuso



PALERMO – Dopo lo stralcio in Finanziaria e le roventi polemiche arrivate dal fronte dei costruttori regionali,  il ddl per la riforma degli appalti pubblici in Sicilia è stato approvato nei giorni scorsi in commissione Ambiente e territorio dell’Ars. Le prossime tappe consisteranno nel passaggio in commissione Bilancio prima di tornare alla quarta e approdare all’Ars.
Un disegno di legge di 27 articoli che dovrebbe riscrivere il sistema di aggiudicazione dei lavori pubblici in Sicilia, soddisfacendo alcune delle richieste avanzate nelle ultime settimane dall’Ance regionale. “Un testo condiviso da tutti componenti della commissione, - ha spiegato Fabio Mancuso, presidente dalla IV Commissione - un testo molto complesso e snello che segna una rivoluzione sia in merito agli incarichi professionali sia sulle procedure”.

Una parte strategica del disegno di legge è contenuta all’articolo 19 dove sono previsti i criteri di aggiudicazione, oggetto di recente dibattito e di un protocollo tra l’assessore Russo e l’associazione regionale dei costruttori. Si tratta della ridefinizione del criterio del prezzo più basso, che potrà avvenire nelle circostanza in cui l’oggetto del contratto non sia caratterizzato da un particolare valore tecnologico o si svolga secondo procedure largamente standardizzate, mentre il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sarà applicabile quando le caratteristiche oggettive dell’appalto inducano a ritenere prevalenti, ai fini dell’aggiudicazione, uno o più aspetti qualitativi. In questo caso si prevede come il criterio dell’offerta “economicamente più vantaggiosa” varrà però solo per gli appalti di lavori di valore superiore alla soglia comunitaria e per gli appalti di forniture di importo pari o superiore a 1.000.000 euro. Tra le altre misure la creazione di un dipartimento regionale tecnico, e una serie di controlli più rigidi e costanti per monitorare l’effettivo avanzamento dei lavori.

Previsti inoltre, tramite il Fondo di rotazione per la copertura delle spese di progettazione di interventi finanziabili con risorse regionali e/o extraregionali, finanziamenti in 200.000.000 di euro per l’anno 2011 e 300.000.000 di euro per l’anno 2012, a valere sulle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) 2007 -2013 assegnate alla Regione. Istituito anche l’albo unico regionale per i professionisti. Una decisione trasversale, condivisa da tutte le forze politiche, che adesso potrebbe dare la svolta al sistema degli appalti in Sicilia.

La soddisfazione è stata espressa infatti proprio dall’assessore Pier Carmelo Russo in merito all’approvazione del decreto. “Ringrazio il presidente e tutti i componenti della commissione – ha spiegato Russo - per l’impegno profuso e per la celerità con la quale hanno esaminato e licenziato il disegno di legge sugli appalti. Si tratta di una riforma pienamente condivisa da tutti i soggetti che operano nel settore dei lavori pubblici e che attendono, ormai da troppo tempo, una normativa che sia in grado creare le condizioni per un rilancio, ponendo un argine alle infiltrazioni della mafia”. Adesso bisognerà attendere ancora i due giri di commissione, Bilancio e poi nuovamente Territorio e Ambiente, prima che il ddl transiti all’Ars per l’approvazione definitiva. Chiaramente si tratta ancora di un testo provvisorio, ma indiscrezioni confermano che il disegno di legge difficilmente potrà venire snaturato e che per buona parte resterà quello partorito dalla quarta commissione un paio di giorni fa.

Articolo pubblicato il 14 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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