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Quotidiano di Sicilia

Necessaria una legge sulla concorrenza
di Grazia Ippolito

Forum con Antonio Catricalà, presidente Autorità garante della concorrenza e del mercato

Tags: Antonio Catricalà, Antitrust



Quali sono le ultime iniziative dell’Autorità?
“Stiamo monitorando i mercati che continuano ad apparire poco concorrenziali: banche, benzina, assicurazioni, poste e trasporti. Nel settore bancario, nonostante i progressi compiuti in termini di trasparenza verso la clientela, le tante denunce che riceviamo dai consumatori dimostrano che c’è ancora molto lavoro da fare. Per questo abbiamo aperto un’indagine conoscitiva sui costi allo sportello e sugli ostacoli alla chiusura dei conti correnti. Se i cittadini possono cambiare banca con facilità, perché non sono soddisfatti delle condizioni contrattuali, aumenta la pressione concorrenziale dal lato della domanda. Resta tuttavia un vincolo strutturale, comune al settore assicurativo, che soffoca la concorrenza tra banche: gli intrecci di incarichi societari indeboliscono lo stimolo a competere. Abbiamo già segnalato al legislatore l’esigenza di una legge quadro che prevenga questo fenomeno ma ancora non è stato fatto nulla.
Nel comparto assicurativo il faro dell’Antitrust è puntato sugli aumenti della Rc Auto. Continuiamo ad avere segnalazioni su incrementi dei premi assicurativi talmente alti da assomigliare tanto, soprattutto in molte aree del Sud, a un rifiuto a contrarre. Le compagnie si giustificano dicendo che nel Meridione sono più numerose le frodi ma non trovo corretto che gli onesti debbano pagare per chi compie illeciti: piuttosto va rafforzata l’azione repressiva.
Stiamo indagando ancora sui prezzi della benzina: gli impegni attuati dalle compagnie sulla base della nostra istruttoria del 2008 hanno prodotto positivi cambiamenti sul rifornimento negli impianti completamente automatizzati, dove la benzina si paga quanto nel resto d’Europa, ma non basta. Occorre capire meglio, e eventualmente intervenire, la formazione del prezzo, ancorato all’indice Platt’s: è un meccanismo che può favorire comportamenti omogenei da parte delle compagnie.
Infine c’è il tema dei monopoli, Poste e Ferrovie: qui il pallino è in mano al legislatore che deve decidere le misure più adatte per favorire l’ingresso dei concorrenti”.

Quali sono le misure attuate per favorire la libera concorrenza?
“Occorre distinguere il ruolo dell’Antitrust da quello del Parlamento: noi possiamo solo applicare la legge contro gli abusi di posizione dominante e le intese. Sono gli strumenti che utilizziamo per contenere le prepotenze dei monopolisti e combattere i cartelli. Proprio nel 2010 abbiamo multato per più di 80 milioni di euro le società di prodotti cosmetici e per l’igiene personale che si erano messe d’accordo per applicare gli stessi aumenti ai listini da presentare alla grande distribuzione.
Il nostro operato deve però essere affiancato da una massiccia dose di liberalizzazione. Invece la crisi economica ha bloccato le iniziative di apertura dei mercati, ha aumentato il bisogno di protezione delle singole categorie: ciascuno cerca di difendere il proprio orticello ma alla fine diventiamo tutti più poveri”.

A che punto è la legge sulla concorrenza da voi sollecitata?
“La legge sulla concorrenza, che avrebbe dovuto recepire tutte le segnalazioni inviate dall’Antitrust al Parlamento, non è stata neanche approvata dal Consiglio dei ministri: è in ritardo di un anno e si tratta di un anno perso in termini di crescita economica e di competitività. Ci era stato detto che sarebbe stata inserita nell’ambito di una più vasta legge sulla semplificazione, ma nemmeno questo è ancora stato fatto. Ci aspettavamo inoltre delle aperture, prima di tutto nel sistema dei trasporti, con la creazione di un’ Autorità di regolazione: in via transitoria ci eravamo candidati a svolgere quel ruolo, anche perché in sede comunitaria si contesta all’Italia proprio la mancanza di un autorità indipendente”.
 

 
Nel 2010 comminate sanzioni per 130 milioni per abusi di posizione e intese o pratiche scorrette

A quanto ammontano le sanzioni comminate nel 2010?
“Quasi 130 milioni di sanzioni, tra intese, abusi di posizione dominante e pratiche commerciali scorrette. Nel 2010 sono stati portati a termine undici procedimenti istruttori in materia di cartelli e cinque casi si sono conclusi con l'accertamento del cartello: vista la gravità delle infrazioni commesse, sono state comminate alle imprese sanzioni per un ammontare complessivo pari a oltre 111 milioni di euro. Per pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori o pubblicità ingannevoli e comparative illecite nei confronti di altri professionisti abbiamo concluso 272 istruttorie, per un totale di circa 16,5 milioni euro di sanzioni”.

La legge prevede limiti alle sanzioni?
“Il 10% del fatturato per violazione delle regole sulla concorrenza, 500 mila euro per pratiche scorrette. Devo ammettere che il Collegio ha anche tenuto conto delle difficoltà economiche in cui versavano molte delle aziende multate, evitando multe troppo salate. D’altra parte siamo convinti che la sanzione sia solo uno degli strumenti che l’Antitrust ha a disposizione per tutelare la concorrenza e i consumatori: per un’azienda pesa di più finire sui giornali per non avere rispettato le regole che la multa in sé. Per tutelare meglio i consumatori occorrerebbe però dare all’Autorità il potere di sospendere immediatamente lo spot ingannevole per dare all’azienda la possibilità di cambiarlo: in questo caso l’impresa eviterebbe la multa e il consumatore verrebbe tutelato maggiormente. Spero che il Parlamento ci dia questo potere”.

Articolo pubblicato il 14 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Antonio Catricalà, presidente Autorità garante della concorrenza e del mercato
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