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Contro Pa e grandi aziende che ritardano i pagamenti
di Grazia Ippolito

Tags: Antonio Catricalà, Antitrust



Cosa fare per garantire una maggiore trasparenza della Pa?
“Innanzitutto un cambiamento culturale: la Pa deve capire che il suo dovere è fornire i servizi al cittadino. La trasparenza e la corretta comunicazione sono gli elementi fondanti di un rapporto che deve essere paritario. Chi lavora nella Pubblica amministrazione deve ricordare sempre che è pagato dai cittadini con le tasse e che i cittadini hanno diritto di sapere a che punto è una pratica e quanto tempo ci vorrà per evaderla. Molto è stato fatto ma si può fare di più. L’informatizzazione voluta dal ministro Brunetta sta sveltendo il lavoro, eliminando carte inutili e semplificando la vita alle persone. Anche lo strumento della class action estesa alla Pa può essere utile a modificare l’approccio dei pubblici dipendenti agli utenti. Il vero nodo non è però il personale ma l’eccesso di burocrazia che resta, secondo le imprese, uno dei maggiori disincentivi all’investimento nel nostro Paese”.

In che modo dunque incentivare le imprese a investire?
“Occorre semplificare ancora di più e la Pubblica amministrazione deve essere maggiormente attenta alle esigenze delle piccole e medie imprese. Alla Camera è in discussione un progetto di legge delega che affiderebbe all’Antitrust il potere di diffida e di sanzione nei confronti delle Pubbliche amministrazioni e le grandi aziende che ritardano i pagamenti alle aziende fornitrici. La mia Autorità è pronta ad assumersi anche questo compito ma occorre fare in fretta: le piccole e medie imprese sono l’ossatura della nostra economia. Se non forniamo loro l’ossigeno necessario rischiamo che l’ossatura si sbricioli. Ne trarrebbero giovamento le imprese più grandi che potrebbero contare su assetti oligopolistici. E gli oligopoli difficilmente fanno bene ai consumatori”.

Articolo pubblicato il 14 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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