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Quotidiano di Sicilia

Gestione servizi comunali gare pubbliche trasparenti
di Grazia Ippolito

Tags: Antonio Catricalà, Antitrust



Esercitate un controllo sulle procedure di gara avviate dai Comuni per l’affidamento dei servizi?
“Il nostro controllo riguarda solo la scelta dei Comuni di non svolgere le gare per l’affidamento dei servizi pubblici economici. Per legge, se intendono svolgere una determinata attività in house, devono chiederci un parere obbligatorio, ma non vincolante. Finora abbiamo dato oltre 150 pareri, quasi tutti negativi, sui settori più disparati: dalla gestione di servizi cimiteriali, ai trasporti urbani e scolastici, alle mense scolastiche, alla manutenzione dell’illuminazione pubblica. I Comuni, sentita l’Autorità, possono decidere di non rispettarne l’eventuale parere negativo, rischiando tuttavia sentenze negative da parte del Tar in caso di ricorsi da parte di altri operatori e la condanna da parte della Corte dei Conti nel caso in cui venga rilevato un danno alla concorrenza o un cattivo utilizzo di risorse pubbliche”.

I Comuni hanno dunque capito che devono fare le gare?
“Molte amministrazioni locali hanno finalmente compreso la necessità di indire procedure di gara trasparenti per l’affidamento della gestione dei servizi; spesso tuttavia non possiedono le competenze giuridiche ed economiche per seguire in maniera ottimale le varie fase della gara (bando, monitoraggio, assegnazione, etc.). è necessario che i Comuni si attrezzino adeguatamente per compensare queste carenze. Un grosso problema è legato al fatto che i Comuni spesso non possiedono i dati necessari, per avviare la gara. La legge non obbliga la concessionaria di un servizio comunale a comunicare, alla fine del mandato, i dati in suo possesso: vi è dunque una forte reticenza, da parte della concessionaria, a diffondere informazioni che potrebbero agevolare i concorrenti, nel momento dell’avvio di una nuova gara.
Ci stiamo attivando per superare il problema: abbiamo avviato alcune istruttorie contestando al concessionario uscente un possibile abuso di posizione dominante legato proprio al rifiuto di fornire i dati ai Comuni”.

Articolo pubblicato il 14 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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