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Quotidiano di Sicilia

Trasparenza e legalità per le imprese catanesi
di Desirée Miranda

Forum con Domenico Bonaccorsi di Reburdone, presidente Confindustria Catania

Tags: Domenico Bonaccorsi Di Reburdone, Confindustria



Presidente Domenico Bonaccorsi di Reburdone, qual è la situazione di Confindustria Catania?
“Catania è una grande città in cui il numero delle imprese è cresciuto arrivando a 881. Il fatturato è consolidato (supera i 25 miliardi di euro) e ci sono venticinque mila addetti. Inoltre rispettiamo il target e addirittura lo superiamo, che ci viene dato dalla sede nazionale e abbiamo ampliato anche il numero di associati. Tutta la nostra struttura funziona perfettamente, abbiamo anche avuto un incremento continuo nel bilancio. Tutto in controtendenza rispetto alla crisi del mercato mondiale”.

E per le imprese catanesi come vanno le cose?
“Sono appena stato alla presentazione del report della Camera di Commercio e le cose non sono state presentate proprio in positivo. La situazione però non appare così negativa come può sembrare poiché lo stesso report sottolinea un aumento delle imprese e come sistema generale di impresa abbiamo una situazione migliore rispetto a tante altre. Certo, alcuni comparti soffrono in modo particolare come quello del commercio o dell’edilizia che poi si ripercuotono sul comparto industriale, ma altre aziende locali non soffrono molto. Il terziario e i servizi, ad esempio, vanno bene e sono riprese le esportazioni, parlo ad esempio dell’high tech”.

Quali sono le caratteristiche delle imprese a Catania?
“Sono soprattutto piccole e medie, e il loro mercato è soprattutto locale o nazionale, poi ci sono grandi gruppi come l’ST o gruppi farmaceutici, ma rappresentano l’eccezione. Ci sono moltissime piccole imprese edili che comunque hanno un più stretto legame con l’Ance piuttosto che con Confindustria”.

Quali sono gli obiettivi per il futuro? Cosa c’è in programma?
“Di certo due sono stati già avviati e dovranno essere sviluppati. Uno è una rete di imprese che collegate tra loro potranno potenziarsi e trovare nuove possibilità di sviluppo. Io sono il vice presidente di Retimpresa. Ciò che vogliamo è il superamento della territorialità adesso invece si crea una economia di scala, una creazione del marchio di rete e un interscambio interno. La rete è già attiva e Confindustria ha il ruolo di aggregatore per la creazione di un contratto di rete”.

E il secondo?
“È una sorta di road map con la quale stiamo cercando di interloquire sempre più con il territorio, soprattutto quelle zone che hanno una particolare vocazione imprenditoriale. Abbiamo la necessità di contattare le aziende, associate o no, per capire quali sono le loro esigenze e del territorio. Abbiamo iniziato con Belpasso e proseguiremo con Paternò, Caltagirone, Bronte, Acireale, Giarre e Scordia”.

Quali i settori da tenere sotto osservazione?
“Di certo il settore assicurativo non si comporta secondo il nostro principio di trasparenza e legalità, poiché esiste uno stato di connivenza a tutti i livelli che ha addirittura spinto alcune compagnie assicurative ad allontanarsi dalla Sicilia. Abbiamo quindi istituito un osservatorio presso la Prefettura in cui il tesoriere Mirabile è impegnato in prima persona”.

Qual è lo stato dell’informatizzazione?
“Siamo messi molto bene, talmente tanto che Confindustria Sicilia si appoggia la nostro server per alcune necessità”.
 


Niente convegni, più servizi alle imprese. È questa la nuova linea della Confederazione

Quali sono i servizi che ha attuato Confindustria per aiutare le imprese?
“Tanti gli obiettivi che ci eravamo prefissati dopo il mio insediamento nel febbraio del 2009. Molti sono stati raggiunti e tanto lavoro rimane ancora da fare. Facciamo sempre in modo che i nostri associati abbiano delle agevolazioni che gli consentano di confrontarsi con il mercato globale. Seguendo la nuova linea di Confindustria servono meno convegni e più servizi. Al centro, come sempre, i nostri associati per i quali abbiamo realizzati ben 40 convenzioni nazionali e 36 convenzioni locali soci per soci, oltre a convenzioni bancarie e il protocollo d’intesa con Fidimpresa. Inoltre, siamo in grado di rilasciare i certificati di iscrizione alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (C.C.I.A.A.) di Catania anche con annotazione antimafia. Tra i nostri servizi, ancora, il rilascio dei dispositivi usb per la tracciabilità dei rifiuti (Sistri  - Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), Infocamere- ricerca bilanci e la Commissione paritetica territoriale di conciliazione (Cpt industria). Vanno poi sottolineate: rilascio della Pec, la posta elettronica certificata; Informatel; creazione di uno sportello Serit Sicilia dedicato agli associati; intesa con i sindacati per una detassazione del 10%; attivazione di uno sportello informativo per il Fondo italiano di investimento; Extender (portale per l’internazionalizzazione)”.
 


Curriculum
 
Nato l’8 febbraio del 1948, Domenico Bonaccorsi di Reburdone, dopo aver frequentato la facoltà di Economia e Commercio alla Sapienza di Roma, si occupa dell’azienda agricola di famiglia, nei pressi di Pachino. Dal 1988 è il presidente delle Acque di Casalotto, impresa fondata da un suo avo nel 1870. Dal 1999 al 2001 è stato vice presidente degli industriali di Catania e dal febbraio 2009 ne è diventato il presidente. È componente del Comitato Centrale per il Mezzogiorno di Confindustria e dal 9 aprile 2010 è anche vice presidente di Retimpresa.

Articolo pubblicato il 18 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Domenico Bonaccorsi di Reburdone, presidente Confindustria Catania
Domenico Bonaccorsi di Reburdone, presidente Confindustria Catania