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Cresce la dispersione scolastica, in Sicilia +1,3% rispetto al 2007
di Elisa Latella

Indagine di Tuttoscuola sugli abbandoni nel quadriennio 2007-2010. Le isole restano maglia nera. L’aumento riguarda tutti gli indirizzi: dai tecnici, ai licei e ai professionali

Tags: Scuola, Dispersione Scolastica



PALERMO - Anno 2011: la licenza media vale quanto valeva, una generazione fa, quella elementare. Quindi arrivare al diploma è praticamente indispensabile per un inserimento dignitoso nel mondo del lavoro. I dati resi noti da Tuttoscuola sorprendono: al Sud si va di più a scuola rispetto al Nord anche se in Sicilia e in Sardegna il tasso di dispersione rimane alto. 

Le Isole restano la maglia nera con il 23,3%, il Nord Ovest sorpassa il Sud (17,6% verso 16,2%), poi il Centro (14,5%) e infine il Nord Est, area con il minor tasso di dispersione (12,7%). Vale a dire la dispersione dopo il biennio sale in tutta Italia eccetto che al Sud della penisola.

Secondo la nota della testata specializzata “Analizzando i dati del primo biennio delle superiori (cioè relativi agli studenti che hanno iniziato un nuovo quinquennio rispetto a quello prima misurato) salta fuori un trend inaspettato. La dispersione dopo i primi due anni delle superiori è in controtendenza, essendo aumentata tra il 2007 e il 2010 di oltre un punto percentuale, lasciando prevedere possibili innalzamenti dei livelli finali di dispersione al termine dell’intero quinquennio.”
A parlare sono i numeri.  Alla fine del 2007 avevano abbandonato dopo il biennio in 95 mila, pari al 15,4%, mentre a fine 2010 i dispersi dopo il biennio delle superiori sono stati 103 mila, pari al 16,7%. E ciò è avvenuto nonostante sia stato nel frattempo introdotto il nuovo obbligo scolastico relativo, appunto, ai primi due anni delle superiori.

L’aumento è su tutti i tipi di scuola: licei (dall’11 all’11,4%), tecnici (dal 15 al 16,6%), professionali (dal 22,3 al 24%)”. Perchè? La crisi economica ha fatto la sua parte. La scuola costa. Costano i libri, i quaderni, le penne, le matite, gli zaini, per non parlare di extra come gite scolastiche. Se in casa c’è uno stipendio solo  e viene a mancare, nel 2011 diventa difficile andare a scuola. L’ignoranza costa ovviamente molto di più alla società.  Non è un caso che nelle regioni settentrionali, ove la crisi economica si è fatta sentire di più la dispersione sia cresciuta. Anche perchè sono quelle regioni in cui, prima della crisi, solo i ragazzi particolarmente meritevoli o benestanti continuavano gli studi; il tessuto produttivo fatto di piccole, medie e a volte grandi imprese, garantiva prima del 2008 delle opportunità lavorative regolari relativamente precoci. Infatti secondo i dati di Tuttoscuola la dispersione aumenta ovunque a partire dal Nord), ma non al Sud: nel Mezzogiorno alla fine del biennio si è ridotta dal 16,7 al 16,2%.

La dispersione scolastica risulta aumentata nelle regioni settentrionali nonché in Sicilia (+1,3%) e Sardegna (con un macroscopico +10,4%, passando dal 14,3 al 24,7%). è diminuita in Calabria (-0,9%), in Basilicata (-1,3%) e in Puglia (-1,4%). Preoccupante la situazione in Campania ( 20%, ma il dato ad ogni modo nell’analisi del trend non è in aumento). In questi anni, secondo i dati ministeriali, sono stati coinvolti in iniziative contro la dispersione scolastica un milione e 139 mila studenti.



L’approfondimento. Scuole elementari: dispersione doppia rispetto alla media
 
Stando ai dati,  riferiti al 2008/2009, dell’Osservatorio regionale sulla dispersione scolastica in Sicilia dell’Ufficio scolastico regionale, alle elementari la dispersione nell’Isola tocca lo 0,82%, il doppio rispetto alla media nazionale. Palermo, Catania e Trapani sono le città a più alto rischio. Enna e Siracusa presentano invece la percentuale più bassa. Evasione dell’obbligo, abbandono e bocciatura sono tre sconfitte sociali. 
Le origini della dispersione scolastica sono culturali oltre che  economiche. I tassi di evasione crescono proporzionalmente (o forse più che proporzionalmente) al degrado socio ambientale, si manifestano maggiormente nelle zone in cui mancano i servizi primari. A Palermo, metropoli del sud, sono a rischio quartieri come il centro storico, lo Zen 2, la zona di Brancaccio, i Danisinni, Marinella, Bonagia. Ogni alunno che non risponde presente all’appello oggi è una risorsa mancata nella società di domani. Una società in cui,  più che in qualsiasi altro momento storico, saranno le risorse umane a fare la differenza.

Articolo pubblicato il 19 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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