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Catania - Oltre 16 mila pratiche inevase, il Comune ignora le sanatorie
di Desirée Miranda

Un processo che va avanti con estrema lentezza a causa dei pochi tecnici a disposizione dell’Ente. Se ne lavorano mille ogni anno, ma ci sono circa 43 mln di € da incassare

Tags: Catania, Gabriella Sardella



CATANIA - Due milioni 410 mila 277 euro è la cifra incassata dal servizio Antiabusivismo e Condono edilizio del Comune nel corso dell’anno 2010, che ha superato l’obiettivo fissato a 2 milioni di euro. Una somma ottenuta dall’attività di recupero crediti delle somme accertate con le determine di conguaglio a saldo delle oblazioni e degli oneri concessori dovuti per il rilascio delle concessioni edilizie in sanatoria arretrate (2009) e ancora non incassate dal Comune, per un totale di 834 mila euro circa, e dal totale delle 956 istanze di condono edilizio istruite a determine di richiesta conguaglio a saldo dell’eventuale oblazione dovuta nel 2010 (1 milione 571 mila 964,71 euro).

Se si considera l’accertato per il 2010, che ammonta a 2,6 milioni di euro e si divide per le 956 pratiche lavorate, si ottengono circa 2.700 euro a pratica.

Nello specifico, sono stati adottati 359 provvedimenti per concessione edilizia in sanatoria, un provvedimento di sospensione, tre provvedimenti di rettifica pratiche di concessione edilizia, un provvedimento di diniego di concessione edilizia, un provvedimento di annullamento diniego di concessione edilizia, quattro provvedimenti di rimborso oneri e oblazioni, 366 certificazioni e 19 perizie giurate equiparate ad altrettanti concessioni in sanatoria.

“Anche quest’anno – ha detto Gabriella Sardella, direttore responsabile della direzione Urbanistica e Controllo del territorio del Comune di Catania - abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato. Stiamo smaltendo un arretrato incredibile, più di 16 mila pratiche, e riusciamo a espletarne solo circa mille all’anno”.

Le pratiche di sanatoria edilizia non andranno ad aumentare perché, attualmente, nessuna legge consente di presentare altre istanze. Quelle di riferimento sono tre: la legge 47/1985, la 740/1994 e la 326/2004.
Ma come mai un arretrato così ingombrante? “Sono passati più di venti anni dalla prima legge – ha spiegato l’architetto Sardella – e in teoria dovrebbe essere tutto espletato se nel passato avessero lavorato con i ritmi con cui abbiamo lavorato noi. Pensiamo pure che prima c’erano molti più tecnici, addirittura qualcuno fu assunto per lo scopo, ma le pratiche venivano pur sempre lavorate con molta lentezza”.

“Dal 2009, anno del mio insediamento, a oggi – ha aggiunto - abbiamo il 30% dei tecnici in meno, con tutte le difficoltà che la cosa comporta. Ne sono rimasti solo otto, che comunque fanno sia controllo che repressione. I due rami dello stesso servizio “.

Il caso delle sanatorie dì edilizie al Comune di Catania è davvero particolare. Il problema si trascina da circa vent’anni senza una soluzione definitiva. Sono circa mille annue le pratiche espletate, ma considerando che ognuna porta un incasso medio di 2.700 euro e che rimangono in giacenza oltre 16 mila pratiche, possiamo stimare che rimangono nel cassetto degli uffici comunali circa 43 milioni di euro, cifra non da poco viste le difficoltà in cui versano le casse comunali.
Da due anni a questa parte il carico di lavoro è di certo aumentato per ogni tecnico rimasto e il lavoro si svolge con “serietà e precisione”, come ha detto la stessa Sardella.

Almeno, rispetto a qualche anno fa, c’è qualche computer in più che aiuta a snellire il carico di lavoro. L’esternalizzazione del servizio paventata dall’assessore Luigi Arcidiacono non sembra però molto applicabile perché, come ha spiegato l’architetto Sardella, “non c’è una grande convenienza economica e perché la firma la deve mettere sempre il dirigente e quindi si creerebbe un percorso a imbuto inevitabile”.

Articolo pubblicato il 19 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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