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Il Cipe rimodula le risorse Fas, Regione rinvia il credito d’imposta
di Antonio Casa

Decreto dell’assessore all’Economia differisce sine die i termini per la presentazione delle domande. Armao: “Eravamo pronti”. Il programma dovrà essere rivisto nel Piano per il Sud

Tags: Credito D'imposta, Gaetano Armao, Regione Siciliana, Ivan Lo Bello



PALERMO - Credito d’imposta in Sicilia, nuovo rinvio. Spiega l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao: “Era tutto pronto per partire con il credito d’imposta per gli investimenti previsti dalla l.r. n. 11 del 2009, tuttavia la pubblicazione della delibera Cipe (n.1 del 2011) di rimodulazione e revisione dei fondi Fas per la Sicilia - il Programma stanzia 120 milioni per questo incentivo - ha determinato le condizioni per il differimento del termine per l’avvio della procedura”.

A seguito di quanto stabilito in merito dalla Giunta di Governo, Armao ha emanato ieri il decreto con cui si differiscono i termini per la presentazione delle domande di accesso al credito d’imposta per gli investimenti, strumento finanziario inserito tra le misure di programmazione regionale per l’uso dei fondi Fas 2007/2013. Della decisione sono state informate le categorie produttive, le organizzazioni sindacali e gli ordini professionali.

Il provvedimento obbligatorio, spiegano da Palermo, dopo che Governo nazionale, con la delibera Cipe dell’11 gennaio 2011, ha rivisto i programmi regionali già adottati, non solo sotto il profilo finanziario in conseguenza della riduzione dei Fas (Fondi per le aree sottosviluppate, ndr) ma, soprattutto, per verificarne, d’intesa con il Governo nazionale, la coerenza con le linee guida del Piano per il sud. A quel punto - spiega una nota della Regione - potrà essere immediatamente attivata la piattaforma informatica, già definita dall’Agenzia delle entrate, per il click day.

“Il credito d’imposta per gli investimenti - ha sottolineato Armao - rimane uno strumento insostituibile per le politiche di sviluppo che il Governo regionale intende portare avanti per il tessuto imprenditoriale siciliano e per attrarre investimenti in Sicilia”.
“Si tratta, per altro, di una misura - ha proseguito l’assessore - fondamentale per la crescita degli investimenti. Una misura voluta dall’Ars e attesa dalle imprese e riteniamo perciò che, a breve, anche su questo punto possa chiudersi positivamente l’intesa con lo Stato alla quale sta lavorando il presidente della Regione Raffaele Lombardo con il ministro Fitto”.
“In ogni caso - ha concluso l’assessore Armao - siamo pronti, non appena approvato il Ddl collegato alla finanziaria sugli investimenti e la crescita all’esame della Commissione Bilancio dell’Ars, a far partire l’incentivo con risorse regionali che, nel caso di esito positivo della trattativa con lo Stato, comunque si aggiungeranno a quelle previste dal Par Fas. E ciò potrà avvenire in poche settimane”.

Critico il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello: “L’ulteriore differimento sine die dell’utilizzo del credito d’imposta è un segnale molto negativo che il Governo dà al sistema delle imprese ed al rilancio degli investimenti nell’Isola. Ci sentiamo, peraltro, presi in giro, considerato che - aggiunge Lo Bello - lo scorso marzo Confindustria Sicilia aveva acconsentito al differimento del termine al 23 maggio su richiesta, in particolare, di qualche associazione, così come l’assessore Armao ci aveva segnalato per iscritto.

È bene dire con chiarezza alle imprese che non ci sono le risorse per finanziare il credito d’imposta, la cui legge ricordo è stata emanata ben due anni fa, piuttosto che illuderle di aspettative”.

“Le imprese siciliane - conclude Lo Bello - non credono più alla telenovela del Par Fas 2007-2013, né sperano in iniziative legislative per il finanziamento con fondi regionali del credito d’imposta, tenuto conto che il Governo ed il legislatore regionale hanno in agenda ben altre priorità riguardanti la risoluzione di vertenze di lavoratori che orbitano nella sfera del pubblico, per i quali le risorse finanziarie sono sempre disponibili o comunque vengono reperite con artifici e soluzioni legislative alquanto discutibili”.

Articolo pubblicato il 20 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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