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Catania - Incertezza sul Palazzo delle Poste rifugio per immigrati e senzatetto
di Melania Tanteri

Per rimettere in sesto la struttura ci vorrebbero circa 35 milioni di €. L’amministrazione tace. Dopo lo sgombero di Librino, puntare i riflettori sull’edificio di viale Africa

Tags: Catania, Palazzo Delle Poste, Palazzo Di Cemento



CATANIA - Lo sgombero del Palazzo di cemento di Librino ha riportato all’attenzione della città e dei media le condizioni in cui, troppo spesso, vivono cittadini comunitari e non, in quegli edifici pubblici abbandonati e dimenticati dalle istituzioni.
L’ex Palazzo delle Poste di viale Africa, insieme per la verità ad altre strutture come l’ex consorzio di via Tempio o il Palazzo Bernini, è uno dei casi più eclatanti esempi di questo stato di cose e un simbolo evidente dell’assenza di progetti reali per la città: acquistato dal Comune nel 1999 per creare una Cittadella della giustizia, è oggi terra di nessuno. Una ferita aperta nel cuore della città cui nessuno sembra guardare.

Eppure, sono state tante e ripetute negli anni le lamentele e le proteste di chi, nella zona di viale Africa, vive e lavora - nonché le denunce sulle pagine dei giornali come il nostro che, sull’argomento, ha realizzato numerose inchieste - costretto a convivere con il degrado, ma soprattutto condannato ad avere costantemente paura, dato che il Palazzo, oltre a offrire rifugio ai senza tetto o agli immigrati in attesa di veder regolarizzata la propria posizione, viene scelto regolarmente dai consumatori di droga come luogo tranquilllo per lasciarsi andare allo sballo, senza alcun timore di essere disturbati.

Un paradosso, considerato il fatto che proprio l’enorme edificio di viale Africa, a due passi dal mare, sarebbe dovuto diventare la Cittadella della giustizia, ospitando gli uffici e gli archivi del Tribunale di Catania, pieni ormai tanto da scoppiare.
Negli anni, però, nonostante la volontà espressa, il progetto non è andato avanti e i costi per il recupero e la ristrutturazione sono aumentati, passando dagli originari sette milioni di euro circa nel 2001 agli oltre 32 milioni di euro che sarebbero necessari oggi per riprendere anche ciò che, realizzato nel frattempo, è oggi nuovamente vandalizzato.

“Il Comune decida se fare un mutuo per ristrutturare l’edificio – ha affermato di recente il senatore del Pd, Enzo Bianco - un’operazione che può essere effettuata quasi senza incidere sulle casse comunali, poiché, tolto il periodo della ristrutturazione, il costo del mutuo potrebbe essere ripagato dai canoni corrisposti dal ministero della Giustizia”.

Da parte dell’amministrazione comunale, però, tutto tace riguardo al recupero dell’edificio e l’unica azione prevista per contrastare il crescente degrado è il cosiddetto “presidio leggero” da parte dell’assessorato ai Servizi sociali e della Caritas, troppo poco per una situazione che rischia di scoppiare da un momento all’altro.

Intanto, nel primo pomeriggio di ieri - durante un’operazione di sgombero di tende e transenne allestite da famiglie di abusivi sfrattati dal popoloso rione di Librino nella centrale piazza Duomo – si sono registrati degli scontri tra i manifestanti e i vigili urbani. Sul posto è intervenuta anche la Polizia di Stato per il mantenimento dell’ordine pubblico, che sta valutando la posizione di alcune persone.

Articolo pubblicato il 20 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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