Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Via al rilancio del Made in Italy
di Maria Rosaria Minà

All’Ars col patrocinio di Ministero dei Beni culturali, Confindustria e Università di Palermo, Presidenza Regione. Cascio, presidente Ars e Fondazione Federico II: “Importante collegare territorio e impresa”

Tags: Ars, Francesco Cascio



PALERMO - Palermo, capitale del Mediterraneo, è stata la prima tappa di un lungo viaggio per il rilancio del Made in Italy nel mondo. Il capoluogo siciliano infatti mercoledì 18 maggio ha ospitato il primo di sei convegni internazionali che si svolgeranno nel corso dell’anno anche a Venezia, Roma, Doha, Abu Dhabi e Dubai, per lo sviluppo di un nuovo “Rinascimento” che congiunga Occidente e Oriente.

Il convegno, organizzato in collaborazione con l’Assemblea regionale siciliana Ars e la Fondazione Federico II, con il Patrocinio del ministero per i Beni e le Attività Culturali, Confindustria Palermo, l’Università degli Studi di Palermo e la Presidenza della Regione Siciliana e con gli auspici dell’Ambasciata d’Italia in Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) e del Presidente della Repubblica Italiana, si è svolto presso la Sala Gialla del Palazzo Reale, con lo scopo di sensibilizzare e creare sinergie tra imprenditori, figure istituzionali, politiche, economiche e culturali dell’Italia e i giovani, così da creare un clima di cooperazione in cui tutti possano dare, attraverso la creatività, il proprio contributo alla nascita di un nuovo modo di fare economia in Italia, per creare un nuovo valore aggiunto nei prodotti del Made in Italy a livello internazionale.

Un obiettivo ambizioso, e pertanto  stigmatizzato da Francesco Cascio, che in apertura dei lavori ha ribadito: “Sono convinto che si tratti di un importantissimo momento di riflessione che può avere notevoli ricadute sulla vitalità dell’economia siciliana, italiana e internazionale. Ciò che ha maggiormente colpito la mia attenzione è il collegamento esplicito delle risorse culturali di un territorio con l’attività imprenditoriale. Sono convinto infatti che in questo particolare trait d’union risieda uno spazio amplissimo d’intervento, recuperabile proprio attraverso il Made in Italy”.  Sono inoltre intervenuti Lelio Cusimano, direttore della Fondazione Federico II, Maria Loretta De Toni, portavoce del progetto Economia Integrata e ideatrice e curatrice dei convegni.  E proprio lei, nel ribadire l’importanza del Made in Italy nel mondo, come artefice di una rinascita economico-culturale, di cui tutti i popoli sentono una profonda esigenza, stigmatizza l’importanza che in tale contesto assume Palermo: “L’Italia senza la Sicilia, non lascia alcuna immagine nell’anima: è qui la chiave di tutto, ed il cuore della Sicilia è certamente Palermo”.

A tal proposito sono stati  presentati alcuni esempi tangibili di prodotti D.e.i. (Denominazione economia integrata), la rassegna fotografica d’arte di Donatella Rigon che illustra Palermo Città d’Arte e Dubai Città dell’Oro, in un ideale ponte tra Oriente & Occidente, in ricordo delle antiche vie carovaniere dell’oro.

In scaletta, previsti anche gli interventi di Maria Concetta Di Natale, ordinario di Storia delle Arti Applicate presso l’Università degli Studi di Palermo e il vicepresidente di Confindustria Palermo, Massimo Maniscalco secondo cui “oggi la crescita economica è una necessità, perché una crescita sana è la cantina di tornasole delle democrazie e delle economie avanzate”.
I lavori sono inoltre proseguiti con una Tavola rotonda di imprenditori e giovani del mondo universitario e del lavoro incentrata sulle ‘radici dell’identità dell’impresa: la squadra, il prodotto e il suo imprenditore’, moderata da Italo Tassinari.

Articolo pubblicato il 21 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus