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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Coop sociali, morte silenziosa. Un anno e mezzo senza fondi
di Luca Insalaco

L’assistenza a disabili e soggetti deboli scricchiola per la cronica mancanza di risorse comunali. Comunità alloggio: delle 11 esistenti ne sono rimaste in attività solo sei

Tags: Cooperative Sociali, Palermo



PALERMO - Non si cospargono di benzina e non rovesciano cassonetti. Sarà per questo che le loro istanze rimangono al palo, legate a doppio filo alla carenza di risorse lamentata dal Comune di Palermo.  La latitanza di Palazzo delle Aquile sta provocando la moria delle comunità alloggio. Delle 11 esistenti ne sono rimaste soltanto 6 in attività.

“Ci sono cooperative che non vedono contributi da 18 mesi, molte non riescono a pagare neppure il Durc” spiega Fabrizio Ferrandelli, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio comunale. “Quando una città non riesce a dare risposte ai cittadini più deboli è l’inizio della fine” dice Francesco Lirosi, presidente della comunità “Insieme”, “la prima ad aprire e la prima a chiudere”.
Il rischio è che quando chiude una comunità, gli ospiti non abbiano un posto in cui andare”, sottolinea Salvo Sciortino, presidente del Coordinamento regionale case famiglia (Corecaf). Attualmente sono una cinquantina le persone accolte nelle comunità, 30 delle quali non hanno una famiglia che possa occuparsi di loro. Ma anche quando un disabile ha un genitore non sempre questo riesce a fare fronte alle sue esigenze. “Oltre alla retta della comunità, devo pagare anche le medicine. Come faccio ad andare avanti solo con la mia pensione” dice esasperata la signora Miceli, madre di un ragazzo disabile di 30 anni.
 
“In casi come questo, senza trattamenti, il rischio è che la malattia diventi cronica, con il pericolo che la persona diventi aggressiva anche verso i propri familiari. Sempre che non lo si voglia imbottire di farmaci”, spiega Claudia Lo Verso, presidente della cooperativa Serdipsi. Ci sono anche i nove soci di questa cooperativa, nata tre anni or sono, tra i creditori del Comune per una somma di quasi 40 mila euro. Già il Comune. L’ultimo bilancio di previsione approvato dall’esecutivo è ancora contrassegnato dai tagli al sociale. Cammarata ha promesso che le risorse arriveranno dall’avanzo di amministrazione derivante dal rendiconto di gestione.

“Le risorse per il sociale vanno inserite nel bilancio di previsione”accusa Ferrandelli, che incalza: “A Palermo ci sono 45 utenti mentre una cittadina come Partinico ne ha 75. Evidentemente c’è qualcosa che non funziona e ora si voglio anche ridurre i servizi”. “C’è un imbarbarimento verso i servizi sociali” attacca il presidente di Legacoop Palermo, Filippo Parrino, che annuncia: “Il Tribunale, nell’affidare i minori ed i disabili, indica il sindaco come tutore. Se non avremo risposte denunceremo l’amministrazione per abbandono di incapace e di minore”.
 


Il sindaco replica. La speranza dall’avanzo di amministrazione
 
PALERMO – Solo 33 mln di euro per i servizi socio-assistenziali. Tanti ne prevede il bilancio di previsione varato dalla Giunta comunale. “Il bilancio non ci ha offerto la possibilità di fare quanto avremmo voluto soprattutto per le fasce più disagiate della popolazione – ha detto il sindaco Diego Cammarata - ma contiamo di impegnare in questo settore le risorse che arriveranno dall’avanzo di amministrazione che si renderà disponibile a seguito dell’approvazione del rendiconto di gestione. Si tratta di risorse che contiamo di destinare agli anziani ricoverati in case di riposo e ai soggetti affetti da disagio psichico. Avevamo già destinato le risorse per queste categoria nell’assestamento di bilancio del 2010 che irresponsabilmente è stato bocciato in Consiglio comunale dalle opposizioni”. Sulle attività sociali il sindaco ha annunciato l’istituzione di un apposito tavolo tecnico interno all’amministrazione.

Articolo pubblicato il 24 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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