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A Lampedusa è ancora emergenza. Le cifre della crisi umanitaria
di Elisa Latella

Continua l’impegno di solidarietà nei confronti dei richiedenti asilo, ma le strutture sono inadeguatea. Nessuna paura di accogliere e dare speranza, ma occorre una risposta “collettiva”

Tags: Lampedusa, Immigrati



AGRIGENTO - “Lampedusa teatro epocale di migrazione e guerra che sta investendo il Mediterraneo”: si è espresso in questi termini il presidente Cei, cardinal Bagnasco, nel corso della sua recente visita sull’isola.
Sono partiti ieri con la nave Excelsior 641 migranti sbarcati sull'isola nelle settimane scorse. La nave, con 572 uomini, 57 donne e 12 minori accompagnati, ha fatto rotta per Napoli, Genova e Cagliari dove i migranti sono stati distribuiti nelle strutture messe a disposizione dalle regioni secondo il piano messo a punto dal dipartimento della Protezione civile. Sull'isola restano 104 minori non accompagnati e alcune decine di tunisini.
L’emergenza a Lampedusa continua, l’impegno umanitario pure.

Dal 20 al 30 luglio si svolgerà il primo campeggio per i diritti umani: un modo per incontrare chi nell’isola vive, lavora, chi si batte per i propri diritti e per il rispetto dei diritti degli altri. Un momento pensato per chi si impegna per la salvaguardia della realtà naturale e cittadina lampedusana; per chi, si legge nella nota di presentazione  “non ha paura di accogliere, ma insieme pretende serietà nella risposta a una situazione unica nel suo genere”. Per fare tutto questo, il campo sarà realizzato in collaborazione con Alternativa Giovani Lampedusa e Legambiente Lampedusa. Un’iniziativa pensata tenendo conto dei dati al 30 marzo 2011: a quella data a Lampedusa si trovavano circa 6000 cittadini stranieri, per la maggior parte provenienti dalla Tunisia.

In un comunicato stampa di pochi giorni fa  Anneliese Baldaccini, componente della delegazione di Amnesty International inviata sull’isola aveva dichiarato “Il governo italiano deve immediatamente affrontare questa crisi umanitaria”. In poche settimane sono sbarcate a Lampedusa oltre ventimila persone: Amnesty International ha espresso una profonda preoccupazione per le espulsioni sommarie collettive di cittadini tunisini, in corso a seguito della firma di un accordo tra i governi di Tunisia e Italia. Nelle due lettere inviate il 20 aprile Amnesty International ha sollecitato il governo italiano “a predisporre un piano chiaro per evitare un'ulteriore crisi umanitaria a Lampedusa o in altre parti d'Italia e ad assicurare il pieno rispetto dei diritti umani delle persone che arrivano nel paese”.

Sul tema della trasparenza sulle espulsioni, Amnesty International ha inoltre chiesto alle autorità italiane di rendere noto il testo dell’accordo raggiunto con le autorità tunisine, sulla base del quale il 7 aprile sono iniziate le espulsioni sommarie di cittadini tunisini. Alla luce delle continue e ampie segnalazioni una delegazione di Amnesty International ha visitato Lampedusa dal 29 marzo al 1° aprile 2011 e, il 2 aprile, il centro di Mineo denominato “villaggio della solidarietà”. L’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, e le Ong hanno continuato a esprimere il timore che gli accordi tra Italia, Libia e altri paesi per controllare i flussi migratori negassero “a centinaia di richiedenti asilo, compresi molti bambini, l’accesso alle procedure per richiedere la protezione internazionale”.
 
In Italia il numero di richieste di asilo ha continuato a diminuire drasticamente. Secondo i dati 2010 di Amnesty (in corso di aggiornamento con il rapporto 2011) 68 persone soccorse in mare sono state rinviate forzatamente in Egitto nelle prime 48 ore, a quanto sembra senza aver avuto la possibilità di chiedere la protezione internazionale. Erano su una nave con 131 passeggeri, intercettata dalle autorità italiane nei pressi della costa siciliana. Tra di loro c’erano 44 minori; 19 persone sono state arrestate per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare.

Eppure la tutela dei diritti umani è al di sopra di qualsiasi altro valore in quell’Italia del 2011, di cui Lampedusa, per quanto a sud di Tunisi, fa parte. Intanto, nei giorni scorsi, proprio in occasione della festa della polizia il questore di Agrigento, Girolamo Di Fazio, è stato premiato dal Senato per il lavoro svolto a Lampedusa, dove ha saputo coniugare la necessità della sicurezza nazionale con le ragioni umanitarie dell’esodo di immigrati e dell’accoglienza.

Articolo pubblicato il 27 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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