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Palermo - Amat, il piano delle polemiche si è impantanato in Consiglio
di Luca Mangogna

Non è ancora stato esaminata la rimodulazione del trasporto pubblico. In arrivo 72 nuove vetture. Riduzione delle linee per risparmiare. Milone: “Impatto assolutamente positivo”

Tags: Mario Milone, Amat, Palermo, Fabrizio Ferrandelli



PALERMO – “Meno linee, più servizi”, questo è lo slogan del nuovo piano presentato dall’Amat e che ancora è al vaglio del Consiglio comunale di Palermo, chiamato a dare una risposta su questa iniziativa dell’azienda del trasporto pubblico palermitano. Un piano atto a ridurre i costi e razionalizzare il servizio di una società che non vive un momento facile. Ma l’idea di ridurre le linee non sembra ottenere grandi consensi al di fuori dell’Amat e dell’amministrazione. Molto duro in particolare è il consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli (Idv): “L’Amat non produce profitti – dice Ferrandelli - ma al contrario perdite, l’efficienza scarseggia e si presenta un piano di riduzione di linee che di fatto emargina le periferie più abitate della città, definendo suddetto piano un piano di razionalizzazione, quando altri non è che un piano di tagli: tutto questo fa capire che evidentemente sotto c’è qualcosa che non funziona. Cose che capitano quando alla testa di un’azienda così fondamentale non viene messo un manager importante e competente, ma una persona scelta in base a criteri squisitamente politici. In pratica vengono messe persone trombate alle elezioni per dar loro una sorta di occupazione di ‘sottogoverno’ la cui incompetenza causa la morte di un azienda e di un servizio”.

Per contro, l’Amat fa sapere che sono in arrivo 72 nuove vetture acquistate con i fondi Fas e ha proposto al Consiglio comunale un piano che riduce notevolmente il costo dell’abbonamento. L’azienda riferisce inoltre che le sue difficoltà economiche sono legate inevitabilmente a quelle dello stesso Comune, che comunque, sempre secondo gli uffici dell’Amat, si occupa dovutamente delle ex municipalizzate. Riguardo al piano redatto sulla riduzione delle linee, Mario Milone, assessore al Traffico, afferma che: “L’ufficio traffico ha espresso un parere positivo sul piano tecnico e sulla funzionalità della proposta sulla riorganizzazione del servizio, con l’annullamento e l’eliminazione di alcune linee. L’impatto di questo programma – continua Milone -  rispetto alla modificazione del traffico, ci sembra assolutamente positivo e l’abbiamo espresso in una nota già l’anno scorso, demandando il nostro parere favorevole al settore aziende che infatti sta vagliando nel dettaglio la proposta che dovrà essere oggetto di delibera da inviare in consiglio”.
 

 
Servizi e costi. Biglietto e tasse: così il cittadino paga due volte
 
PALERMO – La situazione economica dell’Amat, come dimostra il piano di riduzione di linee è tutt’altro che rosea. Secondo fonti della stessa azienda questa è dovuta essenzialmente a quella ugualmente precaria del Comune di Palermo. Ma è proprio così? “Tutte le aziende dei trasporti – dice Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale dell’Idv - in generale producono utili, perché il trasporto viene pagato dall’utenza. L’Amat è un’azienda pubblica, ma di intero capitale privato, eppure il Comune di Palermo paga alla società un contratto di servizio di diversi milioni di euro. Quindi l’azienda è a rischio zero perché i costi vengono pagati dall’amministrazione, e il cittadino stesso paga due volte quando prende l’autobus, comprando il biglietto e pagando le tasse. Un servizio scarso dal prezzo caro con una durata della validità del biglietto quantomeno risibile. Tra l’altro – conclude Ferrandelli - Palermo è una delle poche città che non ha il servizio integrato autobus/metropolitana, un altro motivo che disincentiva l’utilizzo del trasporto pubblico nella città”.

Articolo pubblicato il 27 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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