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Quotidiano di Sicilia

Nuovo Patto di stabilità lo Stato con debito/Pil più del 60% dovrà ridurre l’eccedenza
di Angela Carrubba

Tags: Enti Locali, Patto Di Stabilità



All’Ecofin nel 2010 è stata presentata una proposta molto semplice per garantire precisi percorsi di rientro dagli elevati rapporti debito pubblico/Pil che caratterizzano diversi paesi dell’Unione, tra i quali in primo luogo l’Italia: gli stati con un rapporto debito/Pil superiore al 60% dovranno ridurre l’eccedenza del proprio dato rispetto al 60% di almeno un ventesimo all’anno. In caso di inadempimento scatterebbero sanzioni automatiche piuttosto drastiche.

Per Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia e Slovacchia, la procedura per i disavanzi eccessivi è stata avviata in ottobre sulla base della previsione di superamento del valore di riferimento nel 2009. Per la maggior parte degli Stati membri del gruppo, le raccomandazioni formulate a norma dell’articolo 104, paragrafo 7, propongono una correzione entro il 2013, il che equivale ad un aggiustamento strutturale annuo che è sia fattibile sia in linea con i rischi che gravano sulle rispettive posizioni di bilancio. In due casi, Belgio e Italia, le dimensioni comparativamente limitate dei disavanzi e l’esistenza di rapporti debito/PIL elevati impongono la fissazione di un termine più prossimo, al 2012. Tre Stati membri, ossia Germania, Austria e Paesi Bassi, sono autorizzati a iniziare il risanamento nel 2011, in modo da consentire l’attuazione delle misure di stimolo in programma.

Per quanto riguarda le conseguenze specifiche sul saldo del bilancio pubblico che essa ammette, se, per semplificare i calcoli, si assume che nell’anno base il Pil italiano sia uguale a 100 e il debito pubblico a 120. Ipotizziamo anche  che nell’anno successivo, il primo dell’applicazione della regola, il Pil salga a 103. In presenza di un Pil pari a 103 l’obiettivo del rapporto debito/Pil al 117% si raggiunge con un ammontare del debito pubblico pari a 120,5 (infatti 120,5 diviso 103 è uguale a 1,17). Quindi, non è necessario portare il bilancio pubblico in attivo e neppure in pareggio. Esso può anzi restare in disavanzo purché sia estremamente moderato: solo mezzo punto percentuale rispetto al Pil.

Articolo pubblicato il 02 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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