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Consiglio Ue, deciso un pacchetto globale di misure verso la crescita oltre la crisi
di Angela Carrubba

Tags: Enti Locali, Patto Di Stabilità



Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha approvato  un documento del quale riportiamo di seguito alcuni stralci particolarmente significativi.

I. POLITICA ECONOMICA

1. Il Consiglio europeo ha adottato in data odierna un pacchetto globale di misure intese a rispondere alla crisi, preservare la stabilità finanziaria e porre le basi di una crescita intelligente e sostenibile che sia all’insegna dell’inclusione sociale e crei occupazione: si rafforzeranno così la governance economica e la competitività della zona euro e dell’Unione europea.

Attuare il semestre europeo: Europa 2020, risanamento di bilancio e riforme strutturali
2. Nel quadro nuovo del semestre europeo, il Consiglio europeo ha approvato le priorità in materia di risanamento di bilancio e riforme strutturali. Ha rilevato che occorre attribuire priorità al ripristino di bilanci sani e alla sostenibilità dei conti pubblici, alla riduzione della disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro e a nuovi sforzi intesi ad aumentare la crescita. Tutti gli Stati membri tradurranno tali priorità in misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma. La Commissione presenterà su tale base le proposte di pareri e raccomandazioni specifici per paese in tempo utile affinché possano essere adottati prima del Consiglio europeo di giugno.
3. In particolare, gli Stati membri presenteranno un piano di risanamento pluriennale che indicherà obiettivi precisi in merito al disavanzo, alle entrate e alla spesa, la strategia per raggiungerli e un calendario di attuazione. Le politiche di bilancio per il 2012 dovrebbero mirare a ripristinare la fiducia assicurando la sostenibilità del trend del debito e garantendo che i disavanzi siano ricondotti al di sotto del 3% del Pil secondo la tempistica convenuta dal Consiglio. È a tal fine necessario, nella maggior parte dei casi, un aggiustamento strutturale su base annua ben superiore allo 0,5% del Pil. Il risanamento dovrebbe essere accelerato negli Stati membri che versano in una situazione di forte disavanzo strutturale o di livello del debito pubblico molto alto o in rapida crescita.
4. Gli sforzi in materia di risanamento di bilancio devono essere integrati da riforme strutturali a sostegno della crescita. A tal fine gli Stati membri sottolineano l’impegno verso la strategia Europa 2020. Attueranno in particolare misure atte a:
- rendere il lavoro più attraente;
- aiutare i disoccupati a reinserirsi nel mondo del lavoro;
- lottare contro la povertà e promuovere l’inclusione sociale;
- investire nell’istruzione e nella formazione; - conciliare sicurezza e flessibilità;
- riformare i sistemi pensionistici;
- attirare capitali privati per finanziare la crescita;
- stimolare la ricerca e l’innovazione;
- offrire un accesso all’energia efficace in termini di costi e aumentare l’incisività delle politiche di efficienza energetica.
5. Gli Stati membri presenteranno le principali misure necessarie per conseguire gli obiettivi principali della strategia Europa 2020 approvati nel giugno 2010. Presenteranno inoltre misure politiche per correggere gli squilibri macroeconomici dannosi e persistenti e migliorare la competitività.
6. Nell’attuazione di queste politiche, per ampliare la base di titolarità si agirà in stretta cooperazione con il Parlamento europeo e le altre istituzioni e organi consultivi (Cese e Cdr) dell’Ue, coinvolgendo pienamente i parlamenti nazionali, le parti sociali, le regioni e gli altri soggetti interessati.
7. Il mercato unico svolge un ruolo chiave per produrre crescita e occupazione e promuovere la competitività. Il Consiglio europeo plaude all’intenzione della Commissione di presentare l’atto per il mercato unico e invita il Parlamento europeo e il Consiglio a adottare entro il 2012 una prima serie di misure prioritarie per rilanciare il mercato unico. Vanno messe in particolare rilievo le misure che creano crescita e occupazione e apportano risultati concreti ai cittadini e alle imprese. Si dovrà insistere anche sul completamento del mercato unico digitale. Occorre ridurre l’onere normativo nel suo complesso, in particolare per le Pmi, a livello sia europeo sia nazionale. La Commissione riferirà sulla questione entro l’estate. Il Consiglio europeo ha inoltre accolto con favore l’intenzione della Commissione di proporre modalità di esenzione delle microimprese da talune normative future. Basandosi sulla comunicazione della Commissione “Verso un miglior funzionamento del mercato unico dei servizi”, il Consiglio europeo esorta gli Stati membri ad attuare integralmente la direttiva sui servizi e invita la Commissione e gli Stati membri a intervenire ulteriormente, laddove necessario, per migliorare il mercato interno dei servizi.
8. È altresì importante la dimensione esterna del mercato unico e qui l’accento va posto sulla promozione di scambi liberi, equi e aperti, con particolare enfasi sulla conclusione del ciclo di Doha dell’Omc e di accordi di libero scambio nel 2011 in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del 16 settembre 2010. Occorre portare rapidamente avanti i lavori sulla scorta della relazione della Commissione che definisce le priorità per eliminare gli ostacoli agli scambi nei paesi terzi.

Rafforzare la governance
9. Il pacchetto di sei proposte legislative sulla governance economica è fondamentale per rafforzare la disciplina di bilancio ed evitare squilibri macroeconomici eccessivi. Ne fanno parte una riforma del Patto di stabilità e crescita volta a rafforzare la sorveglianza delle politiche di bilancio e ad applicare le misure esecutive con maggiore coerenza e in una fase più precoce, nuove disposizioni sui quadri di bilancio nazionali e una nuova sorveglianza degli squilibri macroeconomici.
10. Il Consiglio europeo si compiace dell’orientamento generale raggiunto dal Consiglio sulle proposte, che apre la strada ai negoziati con il Parlamento europeo, e ha chiesto di proseguire i lavori affinché il pacchetto possa essere adottato nel giugno 2011.
Un salto di qualità nel coordinamento delle politiche economiche: il Patto euro plus
11. Il Patto euro plus che è stato approvato dai capi di Stato o di governo della zona euro e cui hanno aderito Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania (cfr. allegato I) consoliderà ulteriormente il pilastro economico dell’Unione economica e monetaria e porterà ad un salto di qualità nel coordinamento delle politiche economiche, con l’obiettivo di migliorare la competitività e in tal modo aumentare il livello di convergenza rafforzando la nostra economia sociale di mercato. Il Patto resta aperto all’adesione di altri Stati membri. Esso rispetterà pienamente il mercato unico nella sua integralità.
12. Gli Stati membri che hanno sottoscritto il Patto si impegnano, in base agli indicatori e ai principi ivi previsti, ad annunciare una serie di azioni concrete da portare a termine nei dodici mesi successivi. Alcuni Stati membri hanno già annunciato i primi impegni. Tutti gli Stati membri partecipanti presenteranno i loro impegni quanto prima e comunque in tempo utile affinché siano inseriti nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma - che dovranno essere trasmessi in aprile - e siano valutati al Consiglio europeo di giugno.

Ripristinare lo stato di salute del settore bancario
13. L’Autorità bancaria europea e le autorità competenti stanno effettuando prove di stress. Il Consiglio europeo sottolinea che, per migliorare la coerenza e la qualità dei risultati, è importante svolgere il processo di valutazione inter pares in stretta cooperazione con le autorità nazionali di vigilanza, il Comitato europeo per il rischio sistemico, la Commissione e la Banca centrale europea. Sarà assicurato un livello elevato di informativa bancaria, anche per quanto riguarda l’esposizione al debito sovrano.
14. Gli Stati membri prepareranno, prima della pubblicazione dei risultati, strategie ambiziose e specifiche per ristrutturare gli istituti vulnerabili, ivi incluse soluzioni che coinvolgono il settore privato (finanziamento diretto dal mercato o cessioni di credito) ma anche un quadro solido, in linea con le disposizioni sugli aiuti di Stato, per la concessione del sostegno statale in caso di bisogno.
15. Come concordato dal Consiglio europeo del giugno 2010, occorre esaminare l’ipotesi d’introdurre una tassa globale sulle operazioni finanziarie e svilupparla ulteriormente. Il Consiglio europeo rileva l’intenzione della Commissione di elaborare una relazione sulla tassazione del settore finanziario al più tardi entro l’autunno 2011. Rafforzare i meccanismi di stabilità per la zona euro 16. Ricordata l’importanza di garantire la stabilità finanziaria nella zona euro, il Consiglio europeo ha adottato la decisione che modifica il Tfue riguardo all’istituzione del meccanismo europeo di stabilità e chiede il rapido avvio delle procedure nazionali di approvazione affinché essa possa entrare in vigore il 1º gennaio 2013. 17. Il Consiglio europeo plaude alle decisioni adottate l’11 marzo dai capi di Stato o di governo della zona euro e approva le caratteristiche del meccanismo europeo di stabilità (Mes) (cfr. allegato II). Saranno perfezionati sia i preparativi del trattato Mes sia le modifiche dell’accordo sul fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf), per assicurarne l’effettiva capacità di prestito per 440 miliardi di Eur, affinché i due accordi possano essere firmati contestualmente entro fine giugno 2011.

Rafforzare i meccanismi di stabilità per la zona euro
16. Ricordata l’importanza di garantire la stabilità finanziaria nella zona euro, il Consiglio europeo ha adottato la decisione che modifica il Tfue riguardo all’istituzione del meccanismo europeo di stabilità e chiede il rapido avvio delle procedure nazionali di approvazione affinché essa possa entrare in vigore il 1º gennaio 2013.
17. Il Consiglio europeo plaude alle decisioni adottate l’11 marzo dai capi di Stato o di governo della zona euro eapprova le caratteristiche del meccanismo europeo di stabilità (Mes) (cfr. allegato II). Saranno perfezionati sia i preparativi del trattato Mes sia le modifiche dell’accordo sul fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf), per assicurarne l’effettiva capacità di prestito per 440 miliardi di Eur, affinché i due accordi possano essere firmati contestualmente entro fine giugno 2011.

Articolo pubblicato il 02 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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