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Pd e Terzo Polo insieme coinvolgendo Sel e Idv
di Raffaella Pessina

La ricetta di Cracolici capogruppo Pd all’Ars: “Il Governo deve andare avanti”. I gruppi nati all’Ars dopo il 2008 fanno la differenza

Tags: Ars, Antonello Cracolici



PALERMO - Momenti difficili per la politica siciliana che, si può affermare quasi con certezza, sta arrivando al collasso.
Niente sembra prendere il verso giusto: le difficoltà risiedono innanzitutto nell’impossibilità da parte del Governo siciliano di dialogare con il suo referente a Roma, perchè trattasi di compagini politiche avverse, e questo certamente rappresenta un ostacolo insormontabile. E così non si vedono arrivare in Sicilia i Fondi Fas, cosa che crea scompensi in un’economia già alla canna del gas.

In più, per evitare un disimpegno di ben 900 milioni di euro sui finanziamenti dell’Unione Europea, il Governo regionale ha dovuto operare una rimodulazione, a causa dei ritardi nella programmazione della spesa. Inoltre, che i servizi in Sicilia non funzionassero ce ne eravamo accorti tutti, senza che arrivassero sondaggi come quello dell’Istituto Demopolis che sostanzialmente non ha fatto altro che certificare le lamentele dei cittadini sulla mancata raccolta dei rifiuti, sulla crisi del settore della formazione professionale e su una cattiva gestione della sanità. Solo per citare qualche esempio, perchè in generale la fornitura di tutti i servizi è carente (parcheggi, manutenzione strade, case popolari inesistenti, servizi alla famiglia, barriere architettoniche, ecc) è ciò è sotto gli occhi di tutti.

A questa situazione non proprio rosea si va ad aggiungere lo spettro del federalismo fiscale, che se applicato senza le opportune modifiche in Sicilia, porterebbe degli enormi scompensi aumentando ancora di più il divario che c’è tra Nord e Sud Italia. Ma, nonostante tutto, la attuale maggioranza non vuole mollare ed è anzi decisa ad arrivare integra alla fine di questa legislatura. Il capogruppo del Pd all’Ars Antonello Cracolici insiste: “Bisogna andare avanti, la strada maestra è quella di un’alleanza stabile fra partiti: il Pd e il Terzo Polo devono continuare il lavoro di riforme e cambiamento avviato in Sicilia con il governo regionale, e mi auguro che in questo percorso ci possa essere il contributo di altre forze, come Sel e Idv”. Ma aggiunge: “In questi mesi il lavoro del governo tecnico è stato troppe volte rallentato da tensioni interne ai partiti e personalismi che, specie nel Pd, hanno sottratto tempo ed energie. Serve un colpo di reni: bisogna guardare avanti e costruire un’alleanza politica robusta fra partiti, al di là delle persone che oggi li rappresentano”. La parte del Pd che sostiene Cracolici vuole una maggioranza di larghe intese che comprenda oltre ad Mpa, Udc Sel e Idv. La parte avversa invece, che rappresenta l’ala estrema della sinistra non desidera accordi con forze che si pongono troppo al centro, con la possibilità, neanche troppo remota, che questi stessi abbiano la tentazione di saltare la barricata ed allearsi con il centro destra.

Ad oggi, all’Ars, sono i partiti di centro che fanno la differenza, ossia tutti quei gruppi parlamentari che sono nati dal 2008 ad oggi o che si sono distaccati dai partiti originari raccogliendo tutti i parlamentari insoddisfatti della linea politica della dirigenza.
Ma tornando alla cronaca parlamentare, questa settimana si chiudono i giochi per i ballottaggi negli 11 Comuni siciliani che non sono riusciti ad eleggere il proprio sindaco al primo turno, e i cittadini saranno anche chiamati a votare per i referendum sul nucleare, il legittimo impedimento e la privatizzazione dell’acqua.

Ieri infine Parlamento in seduta per incardinare la legge sugli appalti, e occhi puntati sulla Commissione Bilancio che deve rendere il parere sul ddl di riordino delle società partecipate regionali.

Articolo pubblicato il 08 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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