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Quotidiano di Sicilia

Lombardo “striglia” i dirigenti generali
di Lucia Russo

La direttiva del 13 maggio 2011 segue quella del 7 agosto 2009 rimasta inapplicata, ma adesso si deve cambiare. “Alcune notizie di stampa risultano molto più esaustive e complete di raffinati report amministrativi”

Tags: Raffaele Lombardo, Regione Siciliana



PALERMO - Appello alla capacità di cambiamento rivolto ai dirigenti generali della Regione, ancora prima che agli assessori. Si legge sull’ultima Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 24 del 3 giugno 2011 nella direttiva presidenziale 13 maggio 2011 pubblicata. Si tratta precisamente della “Direttiva del Presidente della Regione anni 2011/2012” emanata in base all’art. 2 bis , comma 2, della legge regionale 10/2000. Lombardo mette nero su bianco la “necessità improcrastinabile di un cambiamento profondo e radicale sia della legislazione (non più di mero recepimento/adattamento delle norme: occorre mostrare la capacità di partecipare ai circuiti decisionali) sia dell’Amministrazione che deve, fra l’altro, porsi come partner affidabile delle istituzioni comunitarie sia nella fase ascendente che in quella di attuazione”. Ma il presidente sa bene che le regole non bastano, occorre appunto un cambiamento culturale.

 Riportiamo le testuali parole della direttiva: “le regole, da sole, non possono certo essere sufficienti a raggiungere i fini che si propongono: condizione indispensabile è la presenza di una forte e diffusa tensione culturale che supporti il processo continuo di miglioramento e modernizzazione, cosa che richiede, inevitabilmente, uno sforzo intenso e costante da parte di tutti coloro che operano nell’Amministrazione regionale, sia fra gli organi di indirizzo che fra i soggetti deputati alla gestione”.

Alla voce “Compiti degli organi di indirizzo” il presidente, che ritorna con questa direttiva – l’ultima precedente è quella del 7 agosto 2009 – a indicare sia gli obiettivi strategici che gli obiettivi specifici per attuare il  programma di Governo, sollecita il massimo responsabile impegno da parte dei dirigenti generali “i quali – ai sensi di legge – formulano proposte ed esprimono pareri al Presidente ed agli Assessori nelle materie di rispettiva competenza, curano la attuazione di piani, programmi e direttive generali definiti dal presidente della Regione e dagli assessori, adottano gli atti ed i provvedimenti amministrativi, compresi quelli relativi all’organizzazione, esercitano i poteri di spesa, dirigono, coordinano e controllano le attività dei dirigenti e dei responsabili dei procedimenti”.

Quando Lombardo indica la necessità di frequenti rapporti scritti sull’operato, inserisce anche una nota critica e possiamo dire un apprezzamento alla stampa. È scritto nella direttiva: “al di là delle difficoltà operative legate ad una azione di controllo e monitoraggio, in ragione del rapporto fra Amministrazione e cittadini, è stridente come alcune notizie di stampa risultino molto più esaustive e complete di raffinate analisi e report amministrativi, come, ad esempio, recenti dichiarazioni di associazioni di categoria che evidenziano l’incomprensibile e ingiustificabile (…) periodo di inattività di un assessorato regionale”( in una nota si specifica che si tratta di Assopetroli 11 marzo 2011)). Dichiarazioni di tal guisa devono condurre gli organi di indirizzo ad una individuazione immediata delle cause e alla eliminazione delle stesse, indipendentemente da direttive o indirizzi specifici”.

Nella direttiva segue l’indicazione degli obiettivi prioritari: superare ogni ritardo nella gestione di tutti i programmi comunitari e basta rinvii nell’utilizzo delle risorse; divieto di assunzioni negli enti di formazione, sportelli multifunzionali e società partecipate; obbligo per i dirigenti entro 30 giorni dall’emanazione della direttiva di elaborare prospetti dettagliati sullo stato del contenzioso dei loro uffici, l’importo e le cause che lo hanno generato; collegialità e coordinamento dell’azione amministrativa regionale, cui si è impegnata la stessa giunta con deliberazione n. 377 del 4 ottobre 2010; la dotazione di un sistema di controllo di gestione unitario.
 

 
I principali compiti dei dirigenti generali della Regione ricordati nella direttiva presidenziale
 
1. Formulano proposte ed esprimono pareri al Presidente ed agli Assessori nelle materie di rispettiva competenza,

2. Curano la attuazione di piani, programmi e direttive generali definiti dal Presidente della Regione e dagli Assessori;

3. Adottano gli atti ed i provvedimenti amministrativi, compresi quelli relativi all’organizzazione;

4. Esercitano i poteri di spesa;

5. Dirigono, coordinano e controllano le attività dei dirigenti e dei responsabili dei procedimenti”.

Fonte: Gurs n. 24/2011, pag 7
 

 
Le riforme considerate inderogabili e indifferibili dal Governo e illustrate all’Ars il 21 settembre 2010
 
La direttiva presidenziale riporta nella prima parte le riforme considerate inderogabili e indifferibili dal Governo attuale e che sono state elencate nel corso della 197a seduta del 21 settembre scorso presso l’Assemblea regionale siciliana:
• perseguire con determinazione l’opera di delegificazione e semplificazione;
• avviare il decentramento amministrativo, mantenendo in capo all’Amministrazione regionale le attività di programmazione e controllo delle politiche pubbliche;
• promuovere azioni che portino al potenziamento e all’efficienza dei servizi pubblici resi dai comuni anche attraverso politiche di aggregazioni sovra comunali;
• riorganizzazione nel senso produttivo dei servizi resi dal c.d. “bacino del precariato”;
• rafforzare le politiche di inclusione sociale e del sostegno alle fasce deboli della popolazione;
• avviare un progetto di “concentrazione infrastrutturale”;
• elevare la qualità del servizio scolastico e attuare politiche di sostegno all’educazione scolastica;
• accorpamento e soppressione degli enti regionali, delle società partecipate e degli Iacp;
• accorpamento e revisione del sistema delle Asi;
• semplificazione delle procedure per agevolare le installazioni di piccola taglia di impianti di produzione di energia rinnovabile;
• attuare politiche di promozione unitaria del prodotto turistico;
• sostenere la piccola distribuzione organizzata e scoraggiare gli insediamenti relativi alla grande distribuzione;
• avviare una politica sostenibile per il territorio di valorizzazione dei rifiuti.

Articolo pubblicato il 10 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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