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“Dopo SicilFiat, futuro entro un mese”
di Rosario Battiato

Il sindaco di Termini Imerese sottolinea i risultati dell’ultima riunione al ministero dello Sviluppo economico. Burrafato: verificata la piena operatività delle agevolazioni e le relative coperture finanziarie

Tags: Fiat, Termini Imerese, Sergio Marchionne, Totò Burrafato, Paolo Romani



TERMINI IMERESE (PA) – A piccole spinte il processo per salvare Termini Imerese, dopo la ben nota partenza della Fiat a fine 2011, sembra proseguire. Non si evitano però le solite contraddizioni, così mentre il primo cittadino di Termini tranquillizza tutti spiegando come entro un mese avremo i nomi che assicureranno il futuro dello stabilimento palermitano, i sindacati lamentano la poca chiarezza del ministero dello Sviluppo economico.

Proprio nei giorni scorsi Totò Burrafato, sindaco del comune palermitano, ha voluto sottolineare come l’incontro al ministero dello Sviluppo Economico abbia sancito una serie di certezze che lasciano ben sperare per il futuro di Termini.
“È stata verificata – ha spiegato Burrafato - la piena operatività delle agevolazioni previste e la relativa copertura finanziaria”.
Fissata anche la scadenza, che prevede come da qui ad un mese siano definiti il nome, o i nomi, che garantiranno il futuro dei lavoratori dell’ormai ex stabilimento Fiat.
“È stato individuato l’8 luglio – ha continuato il primo cittadino di Termini - quale termine ultimo per la presentazione dei piani d’impresa così da poter scegliere a chi destinare lo stabilimento”.

Le buone notizie sono giunte proprio dal “secondo incontro del gruppo di coordinamento per attuazione dell’Accordo di Programma per la reindustrializzazione del polo di Termini Imerese”. Intanto continua lo svelamento dei piani industriali dei gruppi interessati ad acquisire il polo. “Nel frattempo - si legge in una nota -, su richiesta del sindaco, sarà opportunamente convocato uno specifico incontro per consentire alla Dr Motors di illustrare il suo piano d’impresa ai sindacati e alle istituzioni locali”.
Il sorriso di speranza per il futuro si spegne, però, sul viso dei sindacati che lamentano la scarsa sensibilità del ministro Paolo Romani, che continua a rifiutare un incontro con i rappresentanti dei lavoratori.

“Continuo a essere fortemente preoccupato e sono anche dispiaciuto – ha dichiarato Rocco Palombella, segretario generale della Uilm - perché per la seconda volta il ministro Romani non ha risposto a una richiesta di incontro formulata dai sindacati”.
Le perplessità si tramutano in seri dubbi perché sul futuro dell’area c’è molta incertezza. Purtroppo la shortlist stilata da Invitalia, advisor del ministero dello Sviluppo economico, ha mostrato tutte le sue crepe e proprio il settore automobilistico, su cui i sindacati hanno sempre puntato per mantenere una certa continuità con quanto fatto dal gruppo torinese, sembra quello più in crisi dopo l’arresto di Simone Cimino e le difficoltà della De Tomaso (da cinque mesi gli operai dello stabilimento di Grugliasco, in provincia di Torino, non percepiscono stipendio).

“Le notizie degli ultimi giorni -  ha continuato Palombella - non ci fanno stare tranquilli. Noi faremo nuovamente appello al ministro affinché convochi un tavolo unitario perché il tempo a disposizione si riduce e c’è il rischio che spariscano tutte le proposte più importanti, ovvero quelle che riguardano l’automotive”.
Adesso si fa sul serio perché mancano pochi mesi al definitivo addio della Fiat.

Articolo pubblicato il 10 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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