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Autorizzazioni paesaggistiche dei porti. Sparma contro la circolare del dg Campo
L’assessore regionale all’Ambiente: è miope negare per principio l’ok alle infrastrutture quando c’è già un piano. Gli dà manforte il collega Venturi: così si soffoca sul nascere lo sviluppo dell’economia

Tags: Gianmaria Sparma, Marco Venturi, Gesualdo Campo, Porto Turistico



PALERMO - “È una strategia miope dare indicazione a tutte le soprintendenze di negare per principio le autorizzazioni paesaggistiche alle infrastrutture dei porti turistici, quando nello stesso tempo la Regione ha predisposto un piano che individua ben 42 siti per lo sviluppo della portualità turistica in Sicilia. Nel Fesr sono previsti 58 milioni di euro per il completamento e la realizzazione di infrastrutture portuali in quei siti che oggi presentano le potenzialità per divenire infrastrutture armonizzate nel sistema della nautica da diporto. Forse qualcuno vorrebbe che i porti turistici si costruissero a 150 metri dal mare, ma così non può essere”.

Lo dice l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Gianmaria Sparma, replicando a una circolare del dirigente generale del dipartimento Beni culturali Gesualdo Campo, che invita il dipartimento Urbanistica dell’assessorato Territorio ad adeguarsi e vigilare quando vengono convocate le conferenze di servizio sui porti turistici.

“Questo assessorato - aggiunge Sparma - proprio in materia di demanio, di lotta all’abusivismo, di difesa dell’ambiente, di protezione della biodiversità ha indirizzato le sue linee d’azione, e i suoi dirigenti scrupolosamente verificano nelle istruttorie ogni rapporto di funzionalità con l’approdo turistico. Allora non imbalsamiamo il territorio perché il turismo nautico è una delle direttrici dello sviluppo sostenibile, cui il governo Lombardo ha incentrato prioritarimente la sua azione riformatrice”.
Anche l’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, interviene sulla vicenda.

“Disporre in maniera aprioristica un diniego, come quello che si vorrebbe attuare sui porti turistici vuol dire soffocare sul nascere lo sviluppo dell’economia siciliana che si basa sugli approdi per la nautica da diporto. Sono convinto - conclude Venturi -che questo tipo di infrastrutture possano muovere il volano dell’economia reale della Sicilia e che sia anacronistico e fuori da ogni logica imporre un diniego per principio”.

Articolo pubblicato il 11 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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