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Costruttori senza interlocutori. “Gli Urega non bandiscono più”
di Massimo Mobilia

Ennesimo grido di allarme dell’Ance: diverse sezioni provinciali ferme in attesa della riforma degli appalti. La denuncia: “Gare aggiudicate senza la verifica sui ribassi anomali”

Tags: Edilizia, Ance Sicilia, Urega



PALERMO – La riforma più volte annunciata non è ancora arrivata e un intero settore lancia l’ennesimo appello a fare presto. Destinataria del messaggio l’Assemblea regionale siciliana chiamata in causa dall’Ance Sicilia, l’associazione di categoria dei costruttori edili, per varare al più presto il provvedimento studiato per arginare il fenomeno degli eccessivi ribassi nelle gare d’appalto. Una riforma non più derogabile di fronte ad un mercato in cui, secondo l’Ance, “diverse sezioni provinciali dell’Ufficio regionale gare della Sicilia (Urega) non aggiudicano o non bandiscono più gare d’appalto, soprattutto a causa della mancanza di chiarezza sulle norme da applicare”. Vuoto normativo che, parallelamente, ha portato all’aggiudicazione di gare senza la verifica sui ribassi anomali, “spingendo così le direzioni dei lavori - secondo i costruttori - a rassegnare le dimissioni, in quanto è impossibile realizzare opere con uno sconto del 57% sull’importo a base d’asta”.

Ai gruppi politici dell’Ars l’Ance Sicilia ha voluto lanciare un appello alla responsabilità, “per la rapida approvazione di un testo di legge quanto più snello e limitandosi al semplice recepimento della norma nazionale, evitando esercitazioni o sperimentazioni su una materia che - dicono - conoscono poco e i cui risultati appaiono dubbi, se non nocivi”.

Sul piano politico, infatti, l’Ance aveva già in precedenza auspicato un recepimento automatico da parte della Regione della norma contenuta nel decreto sullo “Sviluppo” del Governo nazionale. Ma adesso non può non rilevare come, nonostante gli atti amministrativi finora prodotti dall’assessorato regionale alle Infrastrutture, “gli Urega continuino a trincerarsi dietro dubbi e a produrre aggiudicazioni senza senso, mentre il fatto che all’Ars siano stati presentati ben 400 emendamenti al Ddl di riforma potrebbe essere letto come la volontà di talune forze politiche di non far passare le norme che bloccherebbero interessi illeciti e concorrenza sleale”.  Messaggio dunque al governo regionale affinché intervenga con urgenza per bloccare le aggiudicazioni “senza senso”.

Articolo pubblicato il 15 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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