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Catania - ‘Legalità fra i venditori ambulanti’
di Antonio Borzì

L’assessore Cannizzo: “Necessario chiarire che non si può operare nell’indifferenza della legge”. Nei giorni scorsi un deciso giro di vite. Ma poco dopo tutto torna come prima

Tags: Catania, Franz Cannizzo, Venditori Ambulanti



CATANIA - Chiusure e sequestri. Nelle ultime settimane la vita per i venditori ambulanti di generi alimentari catanesi è diventata particolarmente dura. I controlli si sono concentrati in particolare sulle caratteristiche camionette che preparano panini rei, secondo le Forze dell’ordine, di somministrare al pubblico prodotti in cattive condizioni igieniche e di esercitare il commercio sprovvisti delle dovute autorizzazioni.

Una condizione, questa, che continua imperterrita e ormai da tempo è sotto gli occhi di tutti. Basti pensare che già l’ex assessore al Commercio del Comune di Catania, Mario Chisari - prima di essere sostituito nel cambio di squadra attuato dal sindaco-senatore Raffaele Stancanelli - pensava a un Piano comune per edicole, chioschi e paninari. Una proliferazione, quella dei camioncini dei panini, che non ha conosciuto sosta nel corso degli anni e si è propagata senza distinzione di zone cittadine. Ovviamente vi sono alcuni luoghi simbolo del fenomeno - piazza Eroi d’Ungheria, via del Rotolo e la zona antistante la stazione – in grado di raggruppare gran parte delle attività di questo tipo. E sono state proprio queste le aree maggiormente colpite dai controlli degli scorsi giorni. A essere poste sotto la lente d’ingrandimento non soltanto le violazioni delle norme igienico-sanitarie, ma anche il mancato rispetto di quelle amministrative che regolarizzano le attività commerciali.

“Non si vuole attuare un muro contro muro con i commercianti – ha detto l’assessore comunale al Commercio, Franz Cannizzo – ma è necessario chiarire a tutti che  vi sono delle regole da rispettare e che non si può più continuare a operare nella totale indifferenza della legge”.

A essere violate, nella maggior parte dei casi, sono soprattutto le norme per il rispetto del suolo pubblico e quelle per le autorizzazioni al commercio. Ovviamente a tutto questo si affiancano i dubbi sulla qualità dei prodotti usati: mancanza di certificazione di scadenza e di provenienza che rendono pericoloso mangiarli.

“In questi anni – ha sottolineato Cannizzo - si è sviluppata l’idea fra i cittadini che alcuni settori siano un’autentica zona franca. Noi vogliamo debellare questa idea. Questo fenomeno è pericoloso per la salute dei cittadini e non possiamo permettere che continui”.

Come si evince dalle parole dell’assessore, l’obiettivo non è debellare in toto il fenomeno, ma dare una forte regolarizzata al settore permettendo uno sviluppo nel segno del rispetto delle regole.

“Attualmente – ha confermato Cannizzo – è in corso un dialogo con i commercianti per indurli a tornare sulla strada della legalità. Ovviamente, se questa nostra richiesta non otterrà una risposta positiva, continueranno i controlli e le punizioni verso i trasgressori”.

Interventi lodevoli ma che potrebbero essere brevi e palliativi. Basti pensare a quanto accaduto con le trattorie e i bracieri di via Plebiscito, dove dopo un periodo fatto di sequestri e controlli costanti, la situazione è tornata la solita. Di certo non all’insegna del rispetto delle regole.

Sembra evidente come oltre ai primi e doverosi interventi, un controllo costante sia fondamentale: diffondere gli ideali di legalità fra i cittadini potrebbe essere il deterrente principale contro il mancato rispetto delle regole.

Articolo pubblicato il 15 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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