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Quotidiano di Sicilia

Siracusa - Il Teatro greco va restaurato
di Giuseppe Solarino

L’assessore Mariella Muti parla di un progetto realizzato come soprintendente ai Beni culturali. Interventi necessari anche per il Castello Svevo e l’ex Carcere borbonico

Tags: Siracusa, Teatro Greco, Mariella Muti, Beni Culturali



SIRACUSA - “Per il Teatro greco di Siracusa sarebbe necessario un restauro della cavea”. Lo aveva detto quando era soprintendete ai Beni culturali di Siracusa Mariella Muti.
La Soprintendenza nel 2007 aveva preparato un progetto per la ristrutturazione dell’importante monumento aretuseo che prevedeva una spesa complessiva di quattro milioni di euro. L’ex sovrintendente Muti, oggi assessore comunale ai Beni culturali, ha spiegato che: “Si tratta di un progetto di restauro dell'antico monumento che prevede anche qualche saggio archeologico”. Un’esigenza naturale visto che parliamo di un luogo che ogni anno ospita sulla sua cavea 150 mila spettatori nei due mesi delle rappresentazioni classiche. Visitatori che si aggiungono ai turisti che ogni giorni affollano il sito.

Il Teatro greco è utilizzato in maniera corretta, così come prevede il regolamento sull’uso dei teatri antichi del dipartimento regionale ai Beni culturali, che detta alcune regole molto restrittive in termini di acustica, e precauzioni dettagliate per il corretto utilizzo del monumento. A eccezione infatti di qualche evento-spettacolo, come il concerto di Baglioni o quello di Bocelli, a Siracusa non prevale questo utilizzo, come accade invece a Taormina, e come denunciato da Legambiente in occasione della campagna “Salvalarte”.
Il progetto citato, curato oltre che dalla Muti anche da Lorenzo Guzzardi, allora dirigente del servizio Beni archeologici della Soprintendenza, segue quello preparato dal soprintendente Giuseppe Voza, il quale prevedeva anche la prosecuzione degli scavi nella zona nord del Teatro.

L’iniziativa Muti-Guzzardi prende il via da approfondimenti e indagini effettuate quindici anni addietro in seguito alle quali sorsero delle problematiche strutturali del sito che in mancanza di interventi in questo lasso di tempo si sono sicuramente accentuati.
Seri rischi anche per il Castello Svevo di Augusta. Il pericolo crollo per quest’ultimo è stato segnalato da alcune associazioni e anche la Muti conferma: “In passato abbiamo messo in sicurezza alcune parti dell'edificio ma è talmente vasto che occorre intervenire. Con i fondi della legge 433 abbiamo avviato il consolidamento delle fondazioni, ma occorre lavorare sul resto della struttura: è arrivato il tempo del restauro”.
Restauri necessari anche per l’ex Carcere borbonico e la caserma Calmieri

Articolo pubblicato il 17 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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