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Ecco cosa prevede la legge sugli appalti
di Francesco Sanfilippo

La riforma del settore punta a semplificare la giungla di norme che hanno sfavorito lo sviluppo economico delle imprese siciliane. Limitati gli eccessi di ribasso e promosso il concorso di idee da parte di giovani professionisti

Tags: Appalti, Pier Carmelo Russo



PALERMO – La pesante crisi economica in Sicilia, che attanaglia le imprese, in particolare artigiane, è originata da diverse cause, tra cui la mancanza di gare per appalti pubblici.
Il quadro normativo regionale, in Sicilia, prevedeva, dopo l’emanazione della legge n.7 del 2002, ben ventuno leggi successive di modifica e d’integrazioni. Così, si sarebbe creata una grave incertezza sulle norme da applicare, procurando ritardi nelle procedure.

Il quadro, già confusionario, sarebbe stato ancora più ingarbugliato con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento di attuazione del Codice dei Contratti avvenuto l’8 giugno scorso. Con la legge di riforma del settore degli appalti pubblici, il cui articolato è stato approvato di recente dall’Ars e recepisce il D.Lgs. 163/2006 e il nuovo Regolamento D.P.R. 207/2010, la Sicilia si è dotata di un quadro normativo chiaro e di facile applicazione.

Tale quadro si ripromette di eliminare le differenze con quello nazionale, pur preservando e tenendo conto delle specificità della regione. Un elemento fondante sarà l’approvazione di bandi-tipo, cui le amministrazioni dovranno adeguarsi.
Inoltre, è stato favorito, come sistema di aggiudicazione, il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, così che si sono posti dei paletti a salvaguardia dell’utile d’impresa.

Nel caso di ricorso al sistema del massimo ribasso, sono state previste garanzie aggiuntive alla presenza di ribassi eccedenti il 20 per cento, con polizza fideiussoria bancaria. Sono state introdotte, in più, alcune norme di snellimento e di maggiore trasparenza per le attività svolte dall’Ufficio regionale per l’Espletamento di Gare (Urega).

Si promuove, oltre a tutto, l’accelerazione di alcune procedure, come l’approvazione dei progetti con importi sotto soglia comunitaria, attraverso lo strumento della Conferenza dei servizi, prevedendo anche la partecipazione dei progettisti dell’opera. È previsto che i tempi di pubblicazione per tutti gli enti del Programma Triennale delle opere pubbliche siano dimezzati, e che, nei programmi di spesa regionale, possano essere inseriti anche lavori dotati soltanto del documento preliminare alla progettazione.

Così, si vuole permettere agli Enti locali di potere concorrere per ottenere i finanziamenti regionali, anche se non hanno le risorse economiche necessarie per predisporre successivi livelli di progettazione.
Non ultimo, la nuova legge garantisce una migliore trasparenza nell’affidamento degli incarichi professionali grazie all’istituzione di un Albo unico regionale. A quest’albo faranno riferimento tutti gli enti per l’individuazione dei professionisti, ai quali affidare gli incarichi sotto la soglia dei 100 mila euro. Un altro albo regionale fornirà gli esperti, dove attingere, per sorteggio pubblico, i membri delle commissioni esaminatrici per gli appalti da aggiudicare.

In più, è previsto che il R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento) possa richiedere al competente ordine professionale la verifica del corrispettivo economico da mettere a gara per i servizi di architettura e di ingegneria. Il vice-presidente regionale dell’Anaepa-Confartigianato Sicilia, Vincenzo Varrica, ha dichiarato: “Rivolgiamo un plauso al lavoro svolto dall’assessore Russo e dal Governo per il lavoro svolto”.
 


Russo: “Ci stiamo attivando per far applicare la legge nazionale”

“È difficile fare una gara finora - ha dichiarato l’assessore alle Pier Carmelo Russo - perciò il primo compito che il legislatore ha, è di mettere in mano alle strutture strumenti semplici, ma comunque chiari. Si è valutata anche l’ipotesi di accelerare queste procedure con i miei tecnici. Al contrario, il decreto di sviluppo ha previsto fino al 2013 che possano essere escluse automaticamente le offerte anomale nelle gare fino a 5 milioni di euro. Ci stiamo, inoltre, attivando con una circolare in fase di predisposizione, per cui la legge nazionale possa trovare applicazione in Sicilia anche alla presenza della legge regionale. Inoltre, sarà creato uno specifico fondo per la conservazione e la sicurezza dei beni culturali siciliani, prevedendo di reperire le risorse necessarie con il 50 per cento derivante dai contratti di sponsorizzazione. Infine, vorrei rilevare l’importanza che ha il ricorso al concorso d’idee. In questo modo, si consentirà anche ai giovani professionisti di proporsi per la progettazione d’importanti opere pubbliche, perché le Pa dovranno fare concorsi d’idee che potranno anche non far avere una remunerazione economica ma comporteranno l’assegnazione del progetto definitivo al professionista che ha contribuito a quel concorso d’idee”.

Articolo pubblicato il 21 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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