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Nuovo percorso politico iniziato a Bagheria
di Francesco Sanfilippo

Forum con Giovanni Ardizzone, presidente Collegio dei Deputati Questori

Tags: Giovanni Ardizzone



Qual è la situazione politica attuale?
“La situazione politica attuale è in fermento e in evoluzione per quanto riguarda l’Udc. Ieri si parlava di un modello Macerata, adesso si può parlare di un modello Bagheria, dove il primo cittadino è espressione della nuova Udc. Fino ad alcuni mesi fa, nessuno credeva nel successo del nuovo partito, anche se i rapporti intessuti con il segretario del partito, Pierferdinando Casini, risalgono ai primi anni ‘90. Oggi, la politica si trova nella terza fase della Prima Repubblica, poiché la seconda non è mai nata a mio parere. Si spera che questa fase passi rapidamente, poiché gli esempi che sono stati offerti in questi anni, non sono stati di grande livello. Non ultimo, ne sono un esempio, le dichiarazioni del ministro Brunetta che ha fatto un attacco ai precari presenti nella Pubblica Amministrazione. Si può anche non condividere, ma esiste una educazione istituzionale che va rispettata. Che i precari costituiscano un problema, è vero, però la politica ha il compito di risolvere i problemi, non si devono creare nuove aspettative. Se, tuttavia, si sono ereditati precari dalle gestioni passate come gli Lsu, non è possibile disfarsene tanto facilmente per ragioni sociali”.

Perché, allora, la classe politica non dice all’opinione pubblica siciliana che i precari sono mantenuti per ragioni sociali e non per ragioni amministrative?
“La macchina amministrativa così come in una azienda, si ingolfa se c’è personale in eccesso, però la classe politica non può lavarsene le mani e non curarsene più, licenziandoli. In questo caso, scoppierebbe la rivolta sociale, perciò diviene necessario reimpiegarli in attività utili per la società. Purtroppo, chi governa a livello nazionale, ha già svolto la sua carriera e non si rendono più conto delle esigenze della gente. Da questo contesto, monta l’anti-politica e nessun partito può più governare. Oggi, il più grande partito è Facebook, che dà la possibilità di percepire gli umori dell’elettorato. Un esempio proviene dalla vittoria del referendum che già il social network aveva anticipato. Anche la rivolta in Tunisia può essere letta in questo senso, poiché il popolo ha supplito alla mancanza di libertà nei mezzi informativi con una contro-informazione strisciante offerta dai social network come Facebook. Personalmente sono ottimista sul futuro della Sicilia e dell’Italia, poiché si sta chiudendo questa terza fase e vi sarà un nuovo percorso”.

Come vede il post-Lombardo?
“Il Governo Lombardo è in carica e molto dipenderà da vicende che non appartengono alla politica. C’è da governare una situazione di grande emergenza in Sicilia e occorre dare delle risposte. Il Terzo Polo è diventato una realtà e questo è avvenuto anche grazie ai numerosi errori fatti dal centrodestra. M’indigno per un certo modo di fare politica e ciò porta i cittadini a non avere più fiducia nella politica perché ci considera dei privilegiati che non fanno nulla di utile. La qualità della Politica si è molto ridotta, ma esiste una ventata di novità che si sta affermando”. 

Il nuovo percorso è già iniziato?
“Il nuovo percorso è già iniziato da Bagheria ed è da vedere in modo ottimistico, poiché c’è necessità di novità”.

Come riuscirete ad andare d’accordo con il Pd?
“Questo si vedrà sul percorso, sul programma e sulle riforme. Sposando il programma, si arriverà necessariamente a un’alleanza politica. Purtroppo, si ragiona in termini di partito o di contrapposizione tra maggioranza e opposizione, eppure i cittadini hanno bocciato questa concezione. Infatti, il referendum l’ha dimostrato”.

La bocciatura dei referendum, però, non risolverà il problema energetico.
“Occorre puntare sulle energie rinnovabili al posto di quella nucleare, ma il problema più grande era rappresentato dalla gestione dell’acqua da parte dei privati. Finora, la conduzione delle Ato si è tradotta in un costo per la collettività, senza che il cittadino traesse vantaggio. Perciò, le Ato hanno visto aumentare i costi, senza che riuscissero a garantire servizi adeguati”.
 

 
“I cittadini si stanno dimostrando più lungimiranti delle Istituzioni”
 
È stato il Collegio dei Questori a scoprire l’indennità per le spese dei funerali di deputati ed ex deputati?
“Sì e da mesi il collegio ha chiesto l’abolizione di questa indennità. Esistono delle spese che costituiscono un’esagerazione e questo non è perdonato dai cittadini”.

Il nostro giornale ha fatto un test, inviando a 35 deputati una email alla quale hanno risposto solo in 5. Tutti gli altri hanno ammesso di non leggere le email. É possibile che i cittadini che scrivono, non siano presi in considerazione?
“Esiste un pericolo, che questo mezzo si trasformi in una nuova segreteria politica, attraverso il quale il politico può risolvere il problema del cittadino, ignorando che la segnalazione fatta possa, invece, riguardare una pluralità di soggetti. Il nostro compito è di risolvere problemi di carattere generale, non del singolo”.

Il cittadino, però, ha l’esigenza di ottenere delle risposte. I deputati hanno un periodo durante la settimana o al mese dedicato a ricevere i cittadini per un confronto?
“Sì, i deputati ricevono il pubblico, anche perché è fondamentale. Del resto, i cittadini sono maturati moltissimo rispetto a vent’anni prima, per cui non ci sono più le richieste di una volta. D’altronde, i cittadini si stanno dimostrando più lungimiranti delle Istituzioni”.

Quali leggi saranno trattate nei prossimi tempi dall’Assemblea?
“In questo momento, si sta lavorando alla legge sugli appalti, poi occorrerebbe fare una legge per offrire un testo unico regionale sugli enti locali che aiuti i sindaci a governare”.
 

 
Gestione pubblica servizi, bisogna scegliere i migliori
 
Il problema più grande si avrà quando le Ato saranno messi in liquidazione, così che i debiti saranno a carico dei comuni.
“La politica deve avere al suo interno la capacità di scegliere le persone migliori, sapendo che sono finite le risorse”.

I cittadini, però, stanno pagando le conseguenze della cattiva gestione delle Ato.
“Si può amministrare saggiamente un soggetto pubblico se esiste un controllo serio. La possibilità che il privato consegua un profitto, è corretta, ma che, per questo sia stabilito fin dall’inizio un guadagno del 7 per cento per legge, è troppo comodo”.

Tuttavia, la gestione pubblica dei servizi ha offerto esempi di gestione fallimentare e il timore è che gli errori del passato si ripetano oggi.
“È comprensibile la preoccupazione che si può avere sulla gestione pubblica dei servizi, come il fallimento delle municipalizzate ha dimostrato. Occorre cambiare assolutamente mentalità, anche perché c’è una rivolta silenziosa in atto da parte dei cittadini che non ci considera più. La cosa peggiore per un politico è l’indifferenza, per cui la politica deve trovare al suo interno la forza per rigenerarsi. Questo comportamento non è patrimonio né di destra né di sinistra”.

È d’accordo alla diminuzione dei deputati da 90 a 70?
“Assolutamente sì, anche se il problema non è in costo del milione in più o in meno che ne deriverebbe per le casse dello Stato. È il segnale che deve essere lanciato, così come l’eventuale la riduzione degli stipendi. In questo caso, però, va modificata la legge che, attualmente, lega lo stipendio del deputato regionale a quello del Senato. Si è scoperto, grazie al mio personale contributo, che era l‘Assemblea a pagare le spese dei funerali per i deputati o gli ex deputati deceduti”.
 

 
Curriculum
 
Giovanni Ardizzone è nato a Messina nel 1965 e si è laureato in Giurisprudenza, conseguendo in seguito l’abilitazione alla professione di avvocato. Eletto deputato all’Ars dal 2001 a oggi, nelle ultime elezioni del 2008 è stato rieletto nelle file dell’Udc con 12.199 voti di preferenza. Nominato presidente del Collegio dei Deputati Questori, è anche componente delle commissioni regionali Attività produttive e Statuto. Finora ha presentato 5 disegni di legge, 4 mozioni, 3 ordini del giorno, 18 interrogazioni e 2 interpellanze parlamentari.

Articolo pubblicato il 21 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giovanni Ardizzone, presidente Collegio dei Deputati Questori
Giovanni Ardizzone, presidente Collegio dei Deputati Questori



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