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Quotidiano di Sicilia

Servizi turistici sconosciuti ai turisti
di Massimo Mobilia

Previsti dall’art.4 della L.r. 10 del 2005, hanno preso il posto delle Aziende autonome di soggiorno e turismo. Con risorse esigue, lontani dal centro città e chiusi sabato, domenica e nei giorni festivi

Tags: Turismo



PALERMO – L’ultima volta ne avevamo parlato nell’inchiesta sulla crisi del turismo in Sicilia pubblicata lo scorso due giugno, ma l’argomento è talmente interessante che non potevamo non concedergli il dovuto approfondimento. Stiamo parlando dei Servizi turistici regionali (Str), gli uffici nati in seguito alla soppressione delle Aziende autonome di soggiorno e turismo (Aast), uno per provincia più Taormina, adesso entrati finalmente in funzione dopo un iter lungo cinque anni.

Da un nostro monitoraggio abbiamo capito, però, che la loro funzionalità lascia a desiderare, soprattutto in merito agli scopi principali per cui sono stati creati: assistenza turistica, promozione del territorio e organizzazione di manifestazioni. Ascoltando funzionari e dirigenti, abbiamo constatato innanzitutto che la mancanza di una gestione economica autonoma fa arrivare da Palermo solo le somme destinate a stipendi e costi di gestione (spese obbligatorie), mentre per il materiale informativo o per sponsorizzare eventi bisogna chiedere dei singoli finanziamenti nella speranza che vengano accordati.

Così, se ad Agrigento riescono ogni anno a strappare le risorse almeno per organizzare la “Sagra del Mandorlo in fiore” e il “Carnevale di Sciacca” grazie ai fondi europei, e si confida ancora sulle somme ricevute negli anni precedenti per il materiale informativo, a Messina ci dicono che non sono previste manifestazioni o contributi a tal proposito da parte della Regione, la quale invece organizza eventi autonomamente, salvo chiedere poi al Servizio l’eventuale assistenza.

Stesso disagio lo manifesta l’ufficio di Ragusa che, come Messina, da tempo non riceve contributi per il materiale promozionale trovandosi costretto ad esaurire le vecchie brochure, vivendo inoltre il dramma di non avere una sede propria, trovandosi momentaneamente ospitati in locali della Provincia nell’attesa che la Regione provveda.

Succede così che il turista alla ricerca di assistenza non solo non trova le necessarie informazioni, ma non riesce trovare proprio gli uffici, in molti casi lontani dal centro delle città. A Palermo, ad esempio, il Servizio turistico non può intrattenere alcun rapporto fisico col turista trovandosi a circa tre chilometri dal centro, ma anche Messina dove la sede è stata spostata dalla centralissima Piazza Cairoli alla più defilata Via dei Mille.

L’ufficio del capoluogo regionale, però, alle nostre domande su mancanza di risorse e difficoltà funzionali, ha mostrato invece soddisfazione, unica voce fuori dal coro. Sarà forse per la vicinanza di Palazzo dei Normanni che le risorse arrivano prima o più facilmente, o sarà anche perché quest’anno la Regione ha incaricato proprio il Servizio di Palermo come coordinatore unico di eventi che si svolgono poi in tutta l’Isola, uno su tutti il “Circuito del Mito”. Anche Siracusa, invece, come Agrigento ha dovuto attendere i cofinanziamenti dell’Unione europea per organizzare alcuni eventi culturali inseriti in cartellone.

Se il turista trova lo sportello deve poi sperare che sia aperto, dato che il personale dei Servizi turistici lavora in orari da ufficio, dal lunedì al venerdì, di mattina, salvo alcuni casi in cui si riesce a fare il rientro di pomeriggio. Non fa niente se sabato, domenica o festivi, quando le città brulicano di visitatori, l’assistenza turistica resta chiusa, a meno che il personale non decida di offrire il servizio gratuitamente, come successo nei giorni di Pasqua al Servizio turistico di Agrigento.

Il turista potrà allora trovare tutte informazioni utili online? Neanche per idea, sappiamo quanto la Regione siciliana sia restia all’informatizzazione: i dieci Servizi sono in attesa di un portale unico in fase di allestimento. Sarà… intanto la Sicilia continua a perdere turisti.
 

 
L’approfondimento. Un bluff la riduzione degli uffici
 
Previsti dall’art. 4 della legge regionale n. 10/2005 (Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia) i Servizi turistici regionali hanno preso il posto delle vecchie 23 Aziende autonome di soggiorno e turismo, in funzione di una razionalizzazione del sistema. La riduzione a soli 10 uffici ha avuto però il sapore di un bluff, visto che sono state mantenute diverse Unità operative come sedi distaccate sul territorio, sostanzialmente coincidenti con le vecchie Aast, per un totale di 24 uffici. Di conseguenza è stato mantenuto lo stesso personale del passato, di poco superiore alle 200 unità. Secondo quanto previsto dalla legge, i Servizi turistici servono a: fornire informazione ed assistenza al turista; effettuare le rilevazioni statistiche delle presenze turistiche; promuovere e realizzare eventi volti ad incrementare il movimento turistico, a destagionalizzare la domanda ed a promuovere il soggiorno dei turisti; dare assistenza, consulenza e supporto tecnico agli operatori turistici pubblici e privati e monitorare, ispezionare e controllare le attività turistiche e le manifestazioni sportive per conto della Regione. La riforma ha trasformato però queste sedi in uffici decentrati del dipartimento regionale del Turismo. Di conseguenza è stata tolta loro la gestione economica autonoma con tutte le conseguenze negative che ne derivano e che abbiamo rilevato.

Articolo pubblicato il 21 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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