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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Ai tribunali si preferisce l’accordo. Previste 2.500 mediazioni l’anno
di Luca Insalaco

Nel 2010, 630 domande di conciliazione, prima che la procedura diventasse obbligatoria. “Mediare con Unipa”: in ateneo formazione e convenzioni con Ordini professionali

Tags: Palermo, Tribunale, Giustizia, Roberto Lagalla



PALERMO – Mediazione civile: l’obiettivo del Governo è la riduzione di un milione di cause in due anni. Il risultato sarebbe ragguardevole considerando che in Italia ci sono quattro milioni di processi pendenti e la giustizia pesa anche sul sistema produttivo. Si calcola che le controversie giuridiche assorbano circa lo 0,8 per cento del fatturato delle imprese, che in media sborsano 3.800 euro l’anno per risolverle. Il sistema produttivo spende circa 23 milioni di euro in liti.

Si prevede che a Palermo ci saranno 2.500 mediazioni l’anno, quasi dieci al giorno. Solo nel 2010, prima dell’introduzione dell’obbligatorietà della procedura, le domande di conciliazione presentate alla Camera di commercio sono state 630; di queste, 210 hanno avuto esito positivo, 22 negativo e 420 sono state chiuse per decorrenza dei termini. L’introduzione dell’obbligatorietà della mediazione è stata preceduta dalla nascita di organismi per la conciliazione. In Sicilia è tutto un fiorire di camere di mediatori.

Anche l’università, primo ateneo in Italia, si è lanciata nel mondo della mediazione. L’ateneo ha presentato ufficialmente “Mediare con Unipa”, che ha già iniziato la propria attività. Dopo aver formato i primi professionisti “che dopo i primi corsi vengono continuamente aggiornati”, sottolinea il presidente dell’organismo Antonello Miranda, l’università ha già messo a punto le prime convenzioni “di peso” con l’Ordine dei notai di Palermo, Trapani e Termini Imerese, con quello degli ingegneri, e sta per definire quello con l’Ordine dei medici.

Soddisfatto il rettore Roberto Lagalla secondo il quale l’organismo di mediazione “si inserisce nell'impegno dell’università e delle strutture dipartimentali verso la società civile e l’attività professionale, come già il Dems  ha fatto in occasione del corso di formazione per amministratori di beni confiscati”.

“Si tratta di attività - ha continuato il rettore - che rendono i dipartimenti competitivi e fortemente ancorati al territorio”. Per il direttore del dipartimento Dems, Giovanni Fiandaca, la mediazione, “una delle più antiche attività umane, non è soltanto uno strumento di alleggerimento dei tempi della giustizia civile ma una forma alternativa di risoluzione delle controversie, che non lascia sul campo un vincitore e uno sconfitto, ma punta a trovare una conciliazione tra le parti”.
 

 
Le regole. Dal 21 marzo è obbligatoria in numerosi casi
 
PALERMO - “La mediazione - spiega il ministero della Giustizia - è l’attività professionale svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa”. Può svolgersi presso enti pubblici o privati, che sono iscritti in un apposito registro tenuto presso il ministero della Giustizia.
Dal 21 marzo 2011 la mediazione è obbligatoria nei casi di una controversia in materia di diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.
L’obbligatorietà per le controversie in materia di condominio e risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti scatterà dal 20 marzo 2012.

Articolo pubblicato il 23 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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