Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia č su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Un bilancio positivo in attesa di personale
di Annalisa Giunta

Forum con Luigi D’Angelo, presidente del Tribunale di Agrigento

Tags: Luigi D'angelo



Come ha trovato la situazione del Tribunale di Agrigento al momento del suo insediamento e come si presenta oggi?
“Al momento dell’insediamento ho trovato il Tribunale dal punto di vista dell’organico e della struttura relativamente a posto e rispondente alle esigenze. Il Tribunale di Agrigento è di natura medio-piccolo; la pianta organica prevede un posto di presidente, 4 presidenti di sezione e 28 giudici. La pianta organica di una struttura viene stabilita in un determinato momento, ma ci sono due elementi che hanno creano criticità per il carico di lavoro del Tribunale: tutte le sopravvenienze che ci sono state successivamente e di recente e gli impulsi investigativi di varia natura che hanno avviato la celebrazione di processi contro la criminalità organizzata che prima erano sconosciuti. Soprattutto la guerra che nel corso di un biennio in provincia di Agrigento portò circa 300 morti collegate alla criminalità organizzata ha incrementato il lavoro e la responsabilità del settore penale. Agrigento, e questo è un dato anomalo, ha tre Corte d’Assise funzionanti, un dato senza eguali nel territorio dello Stato. Dunque una peculiarità particolare è quella del contrasto al fenomeno della criminalità organizzata con le connessioni che ne derivano nella pubblica amministrazione, nella politica e nell’ambito occupazionale. Nel campo del clientelismo occupazionale il nostro Tribunale ha un numero di controversie di lavoro di circa 4 mila cause l’anno, cifra pari a quella di Palermo che presenta un numero di residenti superiore rispetto ai 350 mila di Agrigento. Altro fenomeno sopravvenuto, e non previsto al momento della definizione della pianta organica,  riguarda l’immigrazione clandestina, i reati ad essa collegata e la presenza di minori non accompagnati spesso legata al traffico dei bambini, di organi e della prostituzione. Nei primi mesi di quest’anno abbiamo aperto 600 tutele nei confronti dei minori. Inoltre il 70% dei magistrati che prendono servizio da noi provengono dal Nord e mirano a trasferirsi  nelle loro città di origine”.

A quanto ammonta oggi il vostro personale rispetto la pianta organica prevista?
“Al momento vi sono due presidenti di sezione su 4 e  22 giudici su 28. Molti di questi sono giovanissimi e tenga conto che in caso di gravidanze si creano 15 mesi di assenza dall’ufficio, quindi la forza reale ed effettiva sulla quale possiamo contare si aggira intorno al 60%. Nonostante questa carenza sinora siamo riusciti a portare avanti egregiamente il lavoro del Tribunale. Lo scorso anno siamo riusciti a mantenere l’arretrato in termini costituiti o addirittura a migliorare alcuni dati particolarmente sensibili. Ad esempio l’Assise procede molto bene e l’arretrato si sta riducendo; nel 2010 abbiamo avuto solo 16 prescrizioni per decorrenza dei termini su molti procedimenti in carico. Nel settore penale per l’ufficio Gip abbiamo avuto per il 2010 un totale di 4367 procedimenti e ne sono stati avviati 4400, quindi il dato è positivo; alla Corte d’Assise c’erano 4 procedimenti e ne sono rimasti 2, nelle sezioni penali la pendenza è diminuita del 5%. Riepilogando possiamo dire che il Tribunale di Agrigento, in media con gli altri tribunali italiani, ha una scopertura di magistrati fisiologica. In Italia su 10.100 magistrati ne sono in servizio circa 8 mila con una scopertura media che si aggira intorno al 16-17%, data da picchi alti come il nostro con il 30-35% e il Nord con scoperture basse. Ogni due anni vengono pubblicati i bollettini con i posti vacanti in modo che chi abbia maturato l’anzianità si possa trasferire. Il problema è che se non viene imposto un livello valorizzando il dato medio del 17% le sedi disagiate finiranno per svuotarsi. Questa è la proposta che stiamo cercando di portare al Csm per non penalizzare le sedi disagiate”.

Quanti sono gli amministrativi?
“Siamo su una scopertura del 16-18% che riusciamo ancora a tamponare. Il problema è determinato dal blocco dei concorsi per cui si sta disperdendo il sapere, con funzionari preparati che vanno in pensione e non vengono rimpiazzati”.
 

 
Procedono l’informatizzazione e la stipula delle convezioni per migliorare i servizi ai cittadini

Come vede il funzionamento della giustizia in generale?
“C’è una crescita delle sopravvenienze determinata sia da una mediocre risposta da parte delle Pubbliche amministrazioni alle esigenze dei cittadini, sia dalla crescita della fiducia da parte dei cittadini verso la giustizia”.

Qual è il vostro livello di informatizzazione?
“I tagli hanno bloccato i programmi ambiziosi. Siamo comunque informatizzati e abbiamo stipulato delle convenzioni con istituti tipo la gestione di esecuzione e fallimento. Con l’Agenzia delle Entrate abbiamo creato uno sportello del contribuente all’interno del Palazzo di Giustizia per le registrazioni degli atti giudiziari e per il gratuito patrocinio. Abbiamo anche delle lacune, ad esempio nell’utilizzo della Pec, data l’assenza delle macchinette dove inserire i badge”.

Quali sono gli obiettivi per questo anno?
“Mi auguro che il personale rimanga lo stesso e che la pendenza presente non aumenti”.

Qual è la sua idea a proposito delle varie ipotesi di riforma del sistema giudiziario?
“Sono delle ipotesi di sistemi che toccano fino in fondo la struttura costituzionale del nostro Stato. Non so se avere due Consigli superiori servirà alla collettività, credo di no. Credo che invece la separazione delle funzioni sia una cosa giusta”.
 

 
Curriculum
 
Luigi D’Angelo è nato il 12 settembre del 1948 ad Agrigento. Si è laureato, con il massimo dei voti, nel 1970, alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Palermo. Ha vinto il concorso in magistratura prendendo servizio il 5 febbraio del 1974. è stato presidente della Corte d’Assise e la sezione penale del Tribunale di Agrigento dal 1990 sino al 1997. Dal 1997 al 2000 è stato consigliere pretore dirigente. Dal 2000 sino al 2008 ha ripreso le funzioni di presidente della Corte d’Assise e della sezione penale e dal 10 ottobre del 2008 è presidente del Tribunale di Agrigento.

Articolo pubblicato il 29 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus
Luigi DÂ’Angelo, presidente del Tribunale di Agrigento
Luigi DÂ’Angelo, presidente del Tribunale di Agrigento