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Quotidiano di Sicilia

Inps: uomo e donna su piani diversi
di Liliana Rosano

Secondo i dati del Rapporto Inps 2010, il numero dei pensionati dell’Istituto è di 13.846.138, al 31 dicembre dello scorso anno. Benché il gentil sesso rappresenti il 54% del totale, per loro è destinato solo il 45% del reddito

Tags: Inps, Pa, Pensionati



ROMA – Al 31 dicembre 2010 i pensionati Inps, ossia i titolari di almeno una prestazione erogata dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, sono in tutto 13.846.138. sebbene la quota di donne sia pari al 54 per cento del totale (7.529.066). Agli uomini, con il 46 per cento (6.317.072), è destinato il 55 per cento dei redditi pensionistici, a causa del maggiore importo medio dei trattamenti percepiti (1.311,55 euro mensili rispetto a 892,97 euro medi delle donne). Sono alcuni dei dati rilevati dal Rapporto Inps 2010.

La distribuzione dei pensionati Inps per numero di prestazioni ricevute mostra che il 73,9 per cento dei soggetti percepisce una sola pensione a carico dell’istituto. La quota di beneficiari che cumulano due o più pensioni Inps è del 26,1 per cento (il 21,2 per cento ne cumula due e il 4,9 per cento è titolare di almeno tre pensioni).
Dall’analisi dei pensionati Inps per tipologia di gestione erogatrice e sesso, si osserva che il 49,7 per cento dei titolari maschi percepisce una sola pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti con importi medi mensili del reddito pensionistico pari a 1.502,75 euro.

La corrispondente quota per le femmine è pari al 38,4 per cento con importi medi mensili di 842,25 euro. Il 25,8 per cento dei pensionati maschi beneficia di una sola pensione erogata da una delle gestioni dei lavoratori autonomi; tale quota scende al 17,2 per cento nel caso delle femmine. Gli importi medi mensili variano da 572,30 euro per le femmine nella Gestione dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri a 1.134,17 euro dei maschi della Gestione dei commercianti.

I beneficiari di una sola pensione Inps a carico della Gestione separata o di altri fondi previdenziali sono, in ambedue i casi, lo 0,4 per cento nei maschi e lo 0,1 per cento nelle femmine, con importi medi mensili del reddito pensionistico, rispettivamente, di 2.122,56 euro per i maschi e 1.082,93 euro per le femmine nella Gestione separata e 2.110,35 euro per i maschi e 1.477,63 euro per le femmine in altri fondi previdenziali.

In Sicilia, se si tiene in considerazione il coefficiente di Gini, un indicatore spesso usato per esprimere le diseguaglianze nella distribuzione di reddito e di ricchezza (valori bassi del coefficiente di Gini indicano una distribuzione uniforme dei redditi, valori alti invece disparità crescenti tra fasce della popolazione) il suo valore nell’Isola è pari a 37.5. Questo indica un valore intermedio in linea con la media nazionale pari a 36.8.

I valori più bassi del coefficiente di Gini sono in Emilia Romagna (32,8 per cento), Toscana (33,5 per cento) ed Umbria (33,6 per cento), mentre i valori maggiori si osservano nel Lazio (42 per cento), Molise (39,8 per cento) e Abruzzo (38,7 per cento).

Articolo pubblicato il 30 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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