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Riduzione dei costi e trasparenza per le partecipate della Regione
di Massimo Mobilia

In una circolare l’assessore per l’Economia, Gaetano Armao, indica le nuove linee da seguire. Obiettivo: realizzare il maggior divario tra costi e ricavi della produzione

Tags: Gaetano Armao, Partecipate, Trasparenza



PALERMO – Dopo le indicazioni date nel maggio del 2008 e quelle contenute nelle ultime tre leggi finanziarie, l’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao, ha diramato una Circolare (pubblicata sulla Gurs n.25/2011) per le società partecipate della Regione siciliana dando loro nuovi atti di indirizzo. Contenimento della spesa pubblica e gestioni più trasparenti: sono questi i due principi base indicati nel documento, volto anche a fissare meglio le competenze delle partecipate ed evitare, come successo in passato, di far ricadere sulla Ragioneria generale, e quindi sul socio di maggioranza, responsabilità non ad esso riconducibili.

La Regione, in particolare, nella qualità di azionista pubblico, reclama il proprio diritto di informazione, attraverso una relazione semestrale che le società sono tenute a trasmettere contenente tutte le iniziative prese dagli organi amministrativi nel periodo di riferimento in relazione a: personale, consulenze, contenziosi, debiti, immobili e patrimonio, fabbisogno finanziario per i 12 mesi successivi e partecipazioni, pena la mancata approvazione degli argomenti da trattare nelle assemblee societarie. Per le norme sulla trasparenza, inoltre, tutti i principali dati delle società vengono acquisiti dalla Ragioneria generale per le pubblicazioni sul sito internet della Regione o in quello del dipartimento Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La loro mancata o inesatta produzione può costituire grave inadempimento della società che, se reiterato, porta alla revoca del mandato dei rappresentanti regionali.

La Circolare ricorda poi che la Regione siciliana ha facoltà di nominare fino a tre componenti negli organi amministrativi delle partecipate, in misura proporzionale alla quota di capitale sociale detenuta. Per il contenimento dei costi, i vicepresidenti che sostituiscono i presidenti non hanno diritto a compensi aggiuntivi, sono vietate deleghe o comitati esecutivi che comportino oneri aggiuntivi ed è vietata anche l’attribuzione del gettone di presenza ai componenti degli organi sociali rappresentanti della Regione. A tal proposito viene richiamata la Finanziaria regionale 2010 che ha fissato tetti massimi non superabili: 50 mila euro per ciascun componente degli organi di amministrazione e 25 mila per quelli degli organi di sorveglianza e controllo. Attenzione anche ai rimborsi spese: agli amministratori che, per svolgere il loro mandato, debbano recarsi fuori dal capoluogo del comune sede della società è riservato solo il rimborso delle spese del viaggio, a condizione che siano accuratamente documentate e comprovate, escluse spese per vitto, alloggio o altre indennità.

L’assessore Armao ha precisato anche che le misure nazionali di contenimento della spesa pubblica elencate nel Patto di Stabilità si applicano alle amministrazioni inserite nel cosiddetto “conto economico consolidato” che, tra le partecipate regionali, sono: Lavoro Sicilia, Riscossione Sicilia, Serit Sicilia e Sicilia Patrimonio Immobiliare. Da escludere, in questo caso, le spese sostenute per progetto finanziati con fondi europei o riferiti al personale e le spese per l’acquisto di beni e servizi. Per queste società vige però il divieto, nel triennio 2011-2013, di effettuare nuove procedure contrattuali e negoziali. Il mancato rispetto degli obiettivi fissati comporta la decadenza degli organi amministrativi. Allo stesso modo, tutte le partecipate della Regione vengono invitate ad adottare comportamenti responsabili per realizzare il maggior divario tra costi e ricavi della produzione, riducendo innanzitutto i costi aziendali.
 

 
Società in house. Controllo regionale attraverso i piani aziendali
 
PALERMO – In riferimento alle società “in house”, ovvero quelle che auto-producono beni, servizi o lavori da parte della Pa che li acquisisce al proprio interno senza ricorrere al mercato, la Regione vuole adottare nei loro confronti un controllo costante. La Circolare specifica quindi che l’attività di vigilanza verterà su tre aspetti: quello societario, quello contrattuale e amministrativo e quello economico e finanziario. Inoltre, l’affidamento dei servizi dev’essere preceduto da una convenzione quadro tra la società e la Ragioneria generale e i singoli servizi verranno poi affidati dai singoli dipartimenti regionali interessati. Entro il 31 ottobre di ciascun anno, le società dovranno predisporre il Programma esecutivo annuale (Pea), valido per l’anno successivo, contenente la programmazione esecutiva delle attività, del business plan e il programma finanziario e di budget, relativamente agli obiettivi fissati per l’anno di riferimento. Obiettivi a loro volta stabiliti nel Programma operativo strategico (Pos) che ha cadenza triennale e dev’essere predisposto anch’esso entro il 31 ottobre di ogni anno, qualora sia necessario aggiornare quello in vigore. I due Piani dovranno essere comunque approvati dalla Regione e la loro mancata trasmissione o documentazione non veritiera o incompleta potranno costituire motivo di revoca del mandato del legale rappresentante della società.
 


Corte dei Conti: Amministratori citati per danno erariale al socio pubblico
 
PALERMO – La Circolare rivolta alle partecipate richiama la sentenza n. 26806/09 della Corte di Cassazione in cui si afferma il principio secondo cui “le decisioni prese dagli amministratori di società pubbliche possono essere contestate alla Corte dei Conti solo qualora le stesse abbiano causato un danno diretto all’ente pubblico partecipante”. Nel caso in cui, invece, venga causato un danno che non arreca un diretto pregiudizio all’ente pubblico partecipante non può configurarsi come “erariale” e pertanto compete solo alla giustizia ordinaria. Responsabili di fronte alla Corte dei Conti possono essere anche i rappresentanti regionali che abbiano omesso l’esercizio dei rimedi societari determinando una perdita di valore della partecipazione. Per questi motivi la Regione siciliana ribadisce come condizione necessaria la propria vigilanza sulle partecipate, anche servendosi di un apposito Comitato di controllo. Dal canto loro, le società partecipate devono inviare alla Regione il cosiddetto “bilancio semestrale” e un resoconto di gestione trimestrale. Devono anche rispettare le norme del Codice antimafia ed anticorruzione della Pa ed istituire la figura del “Responsabile preposto alla redazione dei documenti contabili societari”.

Articolo pubblicato il 30 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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