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Rinviato a giudizio il deputato Mineo (FdS)
di Raffaella Pessina

La questione morale nella politica siciliana torna ad essere centrale. L’ennesimo parlamentare dell’Ars nel mirino della giustizia

Tags: Ars, Franco Mineo



PALERMO – Un altro parlamentare cade nella rete della giustizia. Il deputato di Forza del Sud Franco Mineo, imputato di malversazione e di fittizia intestazione di beni, è stato rinviato al giudizio della quinta sezione penale del tribunale di Palermo. L’udienza è stata fissata per il 17 ottobre. Il parlamentare dell’Ars è accusato di essere stato il prestanome di Angelo Galatolo, componente dell’omonima famiglia mafiosa che controlla la borgata palermitana dell’Acquasanta.

E ancora una volta si pone la questione etica di chi viene eletto dal popolo a guida della Regione. Oppure potrebbe trattarsi di una persecuzione. “Il rinvio a giudizio di Franco Mineo aggrava il clima di sfiducia e lo scollamento tra i cittadini e le Istituzioni e rende sempre più necessario che i partiti pongano il loro fondamento sulla questione morale”. A parlare è Salvo Pogliese che, insieme al ministro Meloni e al presidente della Regione Calabria Scopelliti, ha presentato, nel corso dei lavori del Consiglio nazionale del Pdl, un Ordine del Giorno che pone l’urgenza di redigere ed approvare il Codice etico del Pdl. È imperativo – ribadisce il parlamentare – darsi delle regole che mettano i partiti al riparo da provvedimenti giudiziari, ma anche da ombre e sospetti che indeboliscono il rapporto sodale tra elettori ed eletti”.

Fabio Giambrone, segretario regionale dell’Italia dei valori in Sicilia dichiara: “L’Assemblea regionale è protagonista a giorni alterni delle cronache giudiziarie, ormai è compromessa la stessa governabilità della Sicilia. Il rinvio a giudizio del deputato Franco Mineo non fa che confermare intrecci inaccettabili tra politica e malaffare, bisogna tornare subito alle urne per restituire trasparenza all’amministrazione regionale”. “La questione morale sta dilagando a tutti i livelli, il Pd tolga il sostegno a Lombardo e consenta di restituire la parola ai cittadini: è l’unico modo per recuperare la dimensione etica. Serve subito una svolta radicale nel governo della Sicilia – conclude Giambrone – noi siamo pronti a ridare speranza alla regione insieme alle altre forze della coalizione e ai movimenti della società civile”.

Intanto ieri a Roma si è svolto il congresso che ha eletto il segretario politico del Pdl Angelino Alfano che ha dichiarato: “Credevo e credo che il Sud potesse avere un destino – ha detto – non del piagnisteo né del venire a Roma col cappello in mano, ma che dovesse riscattarsi da solo. Credo che il Nord e il Sud debbano stare insieme, sapendo che il Nord produttivo porta avanti il nostro destino in Europa”.

Infine, i lavori di Palazzo dei Normanni proseguiranno martedì prossimo e si registra una dichiarazione di intenti dell’assessore all’Economia Gaetano Armao: “Entro luglio porterò in giunta il disegno di legge di riforma del bilancio regionale, che consentirà alla Sicilia di avere documenti finanziari in linea con l’Europa”. Così si è espresso Armao rispetto a quanto evidenziato dal presidente della Corte dei Conti per la Sicilia, Rita Arrigoni, nel corso del giudizio di parifica del rendiconto 2010.

Il presidente Arrigoni aveva evidenziato la necessità di rivedere il ciclo di programmazione del bilancio regionale, adeguandolo ai nuovi tempi di programmazione nazionale e comunitaria. Con decreto dell’Assessore per l’Economia è stata istituita, già dal 7 marzo scorso, un’apposita commissione, composta da dirigenti della Ragioneria Generale della Regione, dell’Ufficio Legislativo e Legale, dell’Assemblea regionale siciliana e da qualificati docenti universitari, magistrati contabili e studiosi, con il compito di elaborare le linee guida del disegno di legge di riforma dell’ordinamento finanziario e contabile, i cui lavori sono prossimi alla conclusione.

Il Ddl di riforma finanziaria e contabile dovrà introdurre nell’ordinamento regionale un nuovo sistema di bilancio classificato ed articolato in missioni e programmi, in coerenza con i principi dettati dalla legge di riforma della contabilità nazionale (legge n. 196/2009) e in linea con le regole del decreto legislativo sull’armonizzazione dei sistemi contabili in corso di pubblicazione e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro enti ed organismi. Tutto ciò al fine di prevedere comuni principi di contabilità generale ed applicati e per consentire l’effettiva omogeneità del sistema contabile regionale a quello nazionale.

Articolo pubblicato il 02 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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