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Quotidiano di Sicilia

Trenitalia: salgono i prezzi non il servizio
di Rosario Battiato

Le linee guida del contratto di servizio sono già note dal giugno dello scorso anno, ma da allora ancora nessuna firma. I comitati dei pendolari sul piede di guerra perché gli investimenti in Sicilia restano latitanti

Tags: Giosuè Malaponti, Trenitalia, Dore Misuraca



PALERMO – Scattano gli aumenti di Trenitalia. Dal 1 luglio, come già previsto nei giorni scorsi, il rincaro del 5% per biglietti e abbonamenti ha sosostanzialmente confermato un dato che attesta il trend in crescita degli ultimi anni. Aumento dei costi per gli utenti, che, però, almeno in Sicilia, non si traduce in miglioramento del servizio, che, invece, sembra orientato ad un decisivo peggioramento. La Regione sostiene che si tratta di adeguamenti ai parametri Istat, dichiarazione sacrosanta, ma i comitati dei pendolari sono sul piede di guerra per la latitanza delle Istituzioni regionali nella difesa dei diritti dei siciliani. Inoltre sul sistema del trasporto su rotaia incombe l’assenza della firma del contratto di servizio che giace alla Regione ormai da un anno.

Giosuè Malaponti, coordinatore comitato pendolari siciliani, abbozza un bilancio degli ultimi anni di gestione del servizio ferroviario siciliano. “A due anni – si legge in una nota diffusa dal comitato - dalla presentazione alla Regione Siciliana di un piano di riorganizzazione delle tratte ferroviarie siciliane (luglio 2009), e a quattro anni di distanza dall’accordo stipulato nel giugno 2007, dall’assessore regionale ai trasporti pro tempore Dore Misuraca con Trenitalia, non abbiamo visto nessun miglioramento nel servizio ferroviario isolano”. Gli aumenti, giustificati come necessità di ammodernare il sistema ferroviario isolano, in realtà non hanno mai visto questo sviluppo promesso. Solo per fare un esempio nell’ultimo piano industriale di Ferrovie dello Stato appena il 2% degli investimenti sono stati programmati per la Sicilia. Il ragionamento è semplice.
 
“In considerazione di questi aumenti, - ha spiegato Malaponti - che puntualmente ogni anno il primo di luglio entrano in vigore, non riscontriamo il mantenimento degli impegni di Trenitalia per quanto riguarda l’acquisto di mezzi nuovi, l’ammodernamento dei mezzi rotabili ed il miglioramento complessivo del servizio fornito in tutta la regione”. In effetti le norme prevedono un adeguamento tariffario annuale che prescinde la volontà della Regione, e che riguarda appunto il rapporto delle tariffe dei mezzi di trasporto pubblico all’indice d’inflazione. Dove la Regione potrebbe, invece, intervenire è il contratto di servizio, che resta attualmente in sospeso al dipartimento trasporti della Regione. E non si tratta affatto di una misura di massima, ma di una necessità stringente che dovrebbe tutelare gli interessi dell’utenza, cioè dei siciliani. Eppure su questo fronte, tutto sembra tacere. Lo scorso febbraio un sollecito di Pier Carmelo Russo, ma poi il nuovo stop.

Sullo stato di malessere delle ferrovie nell’Isola una fotografia dei dati degli ultimi anni sembra abbastanza indicativa: dal 2007 ad oggi sul fronte dei treni, si legge in una nota della Cisl Sicilia, si è registrata una riduzione del 65% dei treni passeggeri a lunga percorrenza traghettati, percentuale che sale a circa il 75% nel settore dei treni merci, mentre le navi traghetto sullo Stretto di Messina sono passate da tre ad una e mezza (mezza perché non svolge il servizio notturno). Inoltre, spiegano dalla Cisl Messina, delle 900 carrozze per la lunga percorrenza “solo 300 verrebbero confermate”. I comitati richiedono l’impegno della Regione che è sembrata latitante nei momenti di maggiore criticità. Forse i siciliani avrebbero gradito la ‘voce grossa’  il 12 giugno scorso, quando Trenitalia, tagliando ulteriormente le vetture a lunga percorrenza, ha continuato l’opera di ridimensionamento che sta portando alla chiusura di depositi, officine e stazioni. L’opera di dismissione sembra quindi proseguire, così come gli aumenti, senza alcun miglioramento del servizio.

Articolo pubblicato il 05 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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