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Catania - Aumenta la Tarsu, 27 euro in più, ma la delibera suscita polemiche
di Melania Tanteri

La città è al 6° posto in Italia per costi del servizio di igiene urbana. L’importo medio è di 365 euro. Sel: “L’incremento coprirà i costi di un’attività che continua a non funzionare”

Tags: Catania, Rifiuti, Tarsu



CATANIA - Un aumento della tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dell’8,5 per cento. Questo il contenuto della delibera dell’amministrazione comunale, votata in Consiglio, che prevede dunque una Tarsu più pesante di circa 27 euro in più l’anno a famiglia, eccetto che per le fasce sociali che presentano un Isee, Indicatore della situazione economica equivalente, non superiore ad 9 mila euro, per cui è stato previsto un contributo.

A iniziare dal presidente della II commissione consiliare permanente, con delega alla nettezza urbana, Francesco Navarria, che ha definito “vergognosa” la decisione e ha sottolineato come l’aumento sia ingiustificato, soprattutto considerati i costi del servizio di raccolta e le percentuali, ancora bassissime, di differenziata.

“33 milioni di euro il costo nel nuovo appalto dei rifiuti, 10 milioni gli stipendi per il solo personale, 2,5 milioni mensili il costo di affitto della discarica, 6 per cento la percentuale della raccolta differenziata, 3 le isole ecologiche ancora chiuse: questi dati dimostrano il fallimento dell’amministrazione Stancanelli anche in tema di rifiuti – ha affermato Navarria. Dopo tre anni di cattiva amministrazione e in assenza di programmazione i costi complessivi dei rifiuti sono aumentati di oltre il 6 per cento – ha aggiunto – e questo, nonostante la raccolta differenziata non sia ancora partita e le tre isole ecologiche restino ancora chiuse”.

L’ennesimo aumento per un servizio che non accenna a migliorare, anche per i rappresentanti di Sinistra ecologia e libertà, che hanno additato nella mancata attivazione del sistema “porta a porta”, che permetterebbe una riduzione della produzione dei rifiuti, rese maggiori di raccolta differenziata e minori costi di smaltimento rispetto a quello attuale, cosiddetto di “prossimità”, la causa principale di questo stato di cose.

“L’aumento della Tarsu servirà a coprire i maggiori costi di un servizio che non funzionava prima e continua a non funzionare adesso – hanno dichiarato – e 27 euro di aumento si aggiungeranno alla già salatissima tassa sui rifiuti urbani che colloca Catania al 6° posto tra tutte le città italiane per costi del servizio di igiene urbana, con una Tarsu il cui importo medio è di 365 euro”.
 

 
Le critiche. L’amministrazione avrebbe dovuto interpellare i cittadini
 
Critiche espresse anche dalle associazioni dei consumatori, in particolare l’Adoc secondo cui, l’amministrazione avrebbe dovuto interpellare i consumatori.
Secondo il presidente dell’associazione etnea, Claudio Melchiorre, inoltre, nella delibera non si troverebbe traccia del passaggio alla Tia, la tariffa di igiene ambientale, che permetterebbe i meccanismi di premialità oggi assenti, né di un passaggio sulla conciliazione per sanare l’illegalità pregressa in materia.
In ogni caso, secondo l’amministrazione, con il nuovo sistema, il gettito complessivo della Tarsu previsto è di circa 69,5 milioni di euro, da icrivere nel bilancio di previsione 2011 con un tasso di copertura costi del servizio pari al 100 per cento, così come vuole la legge.
“Il leggero incremento della Tarsu è contemperato con le esigenze dei settori più deboli  – ha sottolineato Stancanelli. Lo abbiamo fatto in ossequio alla legge dopo aver messo in atto un’intensa azione di recupero dell’evasione”.

Articolo pubblicato il 06 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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