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Affissioni, il regno dell’illegalità con un Piano fermo a 15 anni fa
di Melania Tanteri

Indispensabile aggiornare la pianificazione degli impianti pubblicitari su tutto il territorio comunale. La II Commissione stima 4500 impianti abusivi: perdite di milionarie per il Comune

Tags: Pubblicità, Affissioni



CATANIA - Un aggiornamento del piano Generale degli impianti pubblicitari del Comune di Catania e controlli maggiori volti a contrastare l’abusivismo nelle affissioni. Lo chiede la Seconda Commissione consiliare permanente del Comune, che ieri ha effettuato una seduta straordinaria in viale Ulisse, luogo ritenuto simbolo dell’abusivismo pubblicitario per valutare, direttamente nei luoghi di Catania, quali siano le azioni immediate per contrastare l’intollerabile e incontrollabile fenomeno delle affissioni pubblicitarie abusive che devastano la città.

“Chiederemo al sindaco – afferma il consigliere Francesco Navarrìa - di aggiornare ed adeguare il piano generale degli impianti, rimasto al 1994, in modo da prevedere una più adeguata  distribuzione degli impianti su tutto il territorio comunale con riguardo alle esigenze di carattere sociale, alla tutela ambientale e paesaggistica, come prevede il regolamento, ma anche di  rafforzare l’organico dell’ufficio pubblicità e degli agenti di Polizia municipale preposti al controllo. Anche in questo settore – continua Navarrìa - deve essere immediatamente ridimensionata la diffusissima cultura dell’illegalità che, in questo caso, favorisce e arricchisce una o due agenzie pubblicitarie con grave danno per l’Ambiente e per le casse comunali”.
Sono 6500 gli impianti ufficiali esistenti sul territorio comunale, ma si stima che vi sia almeno un altro 70 per cento (4500) di affissioni abusive, il che comporta, in termini economici, perdita di introiti da parte del Comune per milioni di euro. Ed in effetti, sono in molti a sostenere la necessità di aggiornare il piano degli impianti e di aumentare i controlli da parte dei Vigili Urbani, il cui numero esiguo e le esigenze cittadine limitano la possibilità di intervenire con sanzioni e verbali.

“Bisogna organizzare uomini e mezzi per contrastare questo fenomeno intollerabile – conclude Navarria – per questo stiamo cercando di modificare lo statuto della Multiservizi, affinché alcuni addetti cooperino con i vigili, segnalando gli abusi. Gli strumenti legislativi, inoltre ci sarebbero: la materia è infatti disciplinata dal Regolamento Comunale Pubblicità e Affissioni che integra le norme contenute nel Decreto Legislativo n. 507 del 15 novembre 1993. L’art.11, in particolare, individua quale sia il soggetto sanzionabile che dispone dell’impianto pubblicitario e quale coobbligato solidalmente al soggetto pubblicizzato. L’art.38 invece impone per ogni cartello pubblicitario l’obbligo di esporre una targhetta di identificazione in cui siano indicati l’Amministrazione che rilascia l’autorizzazione, il soggetto titolare, il numero dell’autorizzazione, il numero progressivo, l’ubicazione e la data di scadenza.

Articolo pubblicato il 08 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Cabina telefonica avvolta e intere pareti ricoperte di poster
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