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Formazione professionale al bivio, ma sono tanti i nodi da sciogliere
di Michele Giuliano

Dalla futura programmazione ai fondi da utilizzare, passando per le garanzie occupazionali. Dall’anno prossimo programmazione triennale e spesa spostata sui fondi Ue

Tags: Formazione



PALERMO - In attesa che i “paracadute” della formazione vengano definiti dalla Regione, intanto si pensa anche a come stabilizzare un intero settore terremotato. è tempo di lavoro duro per l’assessore regionale Mario Centorrino alla prese con nodi che riguardano proprio la formazione professionale in Sicilia che sembrano davvero difficili da sbrogliare.

Assodato che arriveranno a brevissimo termine i 60 milioni necessari per coprire per intero la spesa del piano regionale dell’offerta formativa del 2011, adesso Centorrino guarda più all’immediato futuro. Quindi alla programmazione del 2012. E la prima grande novità sarà che il Prof verrà programmato su base triennale e non più, come fatto sinora, su base annuale.

“I vantaggi saranno notevoli – afferma l’assessore – e primo fra tutti quello di partire in tempi utili e consoni ad un’attività formativa”. Quest’anno il Prof è partito a fine giugno, altri anni comunque a primavera inoltrata, quando invece l’attività dovrebbe essere quantomeno avviata a marzo. “Certamente i disagi di quest’anno non si ripeteranno più - assicura l’assessore – proprio perché ci sarà un’inversione di tendenza. Da gennaio sarà superato l’attuale assetto del settore che prevede un lungo iter di gestazione dei corsi che si ripete di anno in anno. Sposteremo la spesa sui fondi europei e progetteremo corsi triennali. Stiamo già lavorando al bando. Ma questo i sindacati lo sanno, abbiamo avuto un incontro perfino qualche giorno fa su questo tema”.

Quindi concertazione avviata, sulla risoluzione però poche certezze: oramai i sindacati sul tema della formazione non sono neanche compatti, c’è da giurarci che ancora una volta qualche scontento ci sarà. Superata la fase dell’immediato futuro adesso però ci sono altre questioni, alcune anche immediate. Prima fra tutte i paracadute occupazionali e anche su questo la Regione ha già pronto un piano per garantire quei lavoratori che sono in esubero, cioè tagliati fuori dagli enti di formazione perché in sovrannumero rispetto al reale fabbisogno: “Stiamo per attivare il fondo di garanzia regionale, - aggiunge Centorrino - per cui sono pronti 7 milioni. Abbiamo dato mandato a Sicilia Lavoro Spa di attivarlo. E anche per gli ammortizzatori in deroga stiamo studiando una strategia”.

Altro nodo da risolvere in fretta e furia è l’integrazione del finanziamento per sostenere il Prof del 2011. Appurato che saranno nuovamente integrati i 60 milioni che invece erano stati inizialmente tagliati, il problema di base resta come giustificare l’utilizzo di questa spesa del momento che oramai i corsi sono partiti con un determinato numero di ore, relazionate ovviamente allo stanziamento decurtato inizialmente. C’è un certo imbarazzo da parte del dipartimento regionale della Formazione costretto a trovare una formula che giustifichi questa spesa: “Ci stiamo lavorando sopra – conclude Centorrino – in modo da arrivare ad una soluzione ottimale. Non c’è comunque dubbio sul fatto che i soldi saranno reintegrati come assicurato dal presidente Lombardo”.
 


L’approfondimento. Sistema traballante senza certezze per nessuno
 
Tutta questa serie di criticità ovviamente serviranno a mettere dei punti fermi su diversi dubbi che ad oggi mettono in crisi il sistema della formazione. A Palermo si è tenuto in questi giorni l’attivo regionale dei delegati della formazione professionale, di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati confederali e di categoria, che hanno annunciato l’intenzione di dare il via a “iniziative di mobilitazione e lotta”, hanno nel contempo espresso un “pesante giudizio sulle responsabilità politiche che hanno generato lo stato di emergenza nel settore”. “I lavoratori – affermano - non devono continuare a pagare gli effetti degli errori del governo regionale”. Per Cgil Cisl e Uil vanno sciolti rapidamente i nodi relativi agli stipendi arretrati, all’occupazione e alla riorganizzazione del settore. Il riferimento è ai ritardo nell’erogazione dei fondi, problema che puntualmente si ripropone ad ogni inizio di anno. Partendo sempre con grande ritardo nell’espletamento dell’attività formativa, la Regione eroga i dovuti finanziamenti soltanto dopo l’approvazione del Prof. Quest’anno addirittura è stato varato a giugno inoltrato. Il che significa che i lavoratori sono rimasti all’asciutto, cioè senza ricevere lo stipendio, per tutti i primi 6 mesi dell’anno.

Articolo pubblicato il 07 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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