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Quotidiano di Sicilia

Ossigeno puro per il cinema dei centri minori
di Chiara Giarrusso

Gli obiettivi della legge approvata dall’Assemblea regionale siciliana con 45 voti favorevoli, 3 astenuti e nessun voto contrario. Ma c’è chi la vede come “un colpo di mano alle competenze dei sindaci” e poco utile agli esercenti

Tags: Turismo, Cultura, Cinema, Giuseppe Siviglia, Daniele Tranchida



PALERMO - Favorire la diffusione ed il potenziamento dell’offerta cinematografica nelle zone periferiche e particolarmente svantaggiate dell’isola, garantire la presenza di sale cinematografiche nei centri storici e l’insediamento di esercizi nelle aree montane e nei comuni minori.

Sono questi gli obiettivi della legge approvata dall’Assemblea regionale siciliana con 45 voti favorevoli, 3 astenuti e nessun voto contrario, per la promozione dell’attività cinematografica in Sicilia, dove solo 90 su 390 Comuni hanno almeno una sala cinematografica. La legge mira a razionalizzare la rete cinematografica, favorendo l’adozione di criteri oggettivi ed obiettivi per il rilascio delle licenze, in modo da favorire una diffusione omogenea delle sale, che eviti zone di iper-concentrazione e zone di totale assenza e procedure semplificate per le sale con meno di 150 posti nei centri abitati, per cine studi, cineclub, la programmazione dell’offerta cinematografica, attraverso un piano pluriennale e l’istituzione di una struttura di supporto composta da tecnici che garantisca scelte di qualità e competenti presso l’assessorato regionale per il Turismo.

“Si tratta di una legge che prima di tutto affronta la grave crisi del settore, non solo per le sue conseguenze economiche, ma soprattutto per quelle culturali –  ha detto il deputato regionale dell’Mpa Calanducci, che aveva proposto il disegno di legge sul cinema ad ottobre dello scorso anno - perché un territorio privo di offerta cinematografica è un territorio che si impoverisce culturalmente e socialmente. è un omaggio alla memoria  e a quel patrimonio collettivo scandito dalle pellicole nelle sale cinematografiche dei piccoli paesi”. “Per chi ha fatto investimenti notevoli nelle strutture multisala e nei cinema ad avanzata tecnologia – ha aggiunto Calanducci - saranno date adeguate forme di tutela con una regolamentazione che terrà conto appunto degli investimenti effettuati’’. 

Parla di legge che “soffoca lo sviluppo dell’economia siciliana”, invece,  il consigliere nazionale dell’Anci, sindaco di San Giuseppe Jato Giuseppe Siviglia. “La legge votata dall’ Ars  rappresenta un colpo di mano alle competenze dei sindaci e dà un colpo di grazia definitivo agli esercenti - ha detto Siviglia, che è anche gestore di sale cinematografiche – e non si evincono concrete agevolazioni a favore dell’esercente, mi guarderei bene dal pensare che si voglia aprire un percorso che tende ad agevolare i grossi gruppi e le multinazionali, come sempre vengono sponsorizzate, con l’illusione che possano creare posti di lavoro, dando delle aspettative deludenti rispetto al nuovo precariato che riescono a produrre, a discapito di consolidati posti di lavoro che si perdono con le continue chiusure delle sale cinematografiche storiche”. 

“La Regione - ha sottolineato ancora Siviglia - non ha recepito in toto la norma nazionale e le autorizzazioni vengono ancora rilasciate dalle questure, cosa che non avviene nel resto d’Italia”.  Piuttosto “sarebbe stata interessante - conclude - una legge di carattere generale e semplificativa che riguardasse la regolamentazione d’apertura di attività produttive d’interesse sovra comunale, questa va contro il principio della sburocratizzazione e soffoca lo sviluppo dell’economia siciliana”.
 


L’approfondimento. Si punta anche alla sicurezza delle sale
 
Fra gli obiettivi della legge sul sistema di autorizzazioni per l’insediamento dell’esercizio cinematografico approvata nei giorni scorsi dal parlamento siciliano c’è anche l’aumento della vivibilità e della sicurezza degli esercizi adibiti a sale cinematografiche, la presenza delle sale nei centri storici, salvaguardando l’integrità architettonica originaria degli immobili, l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro agli addetti al servizio cinematografico e prevede anche che l’assessore al Turismo, con un proprio atto, stabilisca i criteri che i Comuni dovranno seguire nella concessione di nuove autorizzazioni per la realizzazione, trasformazione e adattamento di immobili da destinare all’attività cinematografica. “Con questa legge vogliamo fermare la crisi e la cancellazione di tanti piccoli ‘nuovi cinema Paradiso’-  ha detto l’ assessore regionale al Turismo, sport e spettacolo, Daniele Tranchida  - Nella nostra memoria è indelebile una delle ultime scena di ‘Nuovo Cinema Paradiso’, con la piccola sala di un paesino siciliano demolita. Oggi  corriamo il rischio che cinema multisala, home-video e pay-tv cancellino del tutto i cinema monosala, le arene, e i cinecircoli”.

Articolo pubblicato il 08 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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