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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Il doppio volto di Brancaccio. Industrie tra degrado e rifiuti
di Claudio Di Gesù

A breve un progetto per la rimozione di rifiuti ingombranti, 180 lavoratori ex Pip e Ato Pa3 all’opera. Nel quartiere si trovano anche i depositi dell’Amat e ironia della sorte, dell’Amia

Tags: Palermo, Brancaccio, Amat, Amia



PALERMO - L’abbandono dei rifiuti ingombranti non lascia tregua. Anche in zone della città che dovrebbero rappresentare, per la loro concezione costruttiva e di utilizzo l’altra faccia della città: quella produttiva, quella imprenditoriale, quella che non trascura o quantomeno non dovrebbe permettere di trascurare a chicchessia il decoro esterno delle proprie strutture.

Siamo davvero tra gli ultimi anche in questo? Stiamo parlando della zona industriale di Brancaccio allocata in un quartiere di grande espansione, costituito da una parte residenziale e da un’altra industriale, che ospita fabbriche e capannoni di stoccaggio.
Nel quartiere sorgono inoltre i depositi della società comunale degli autobus urbani, Amat e, ironia della sorte, quelli della società comunale per lo smaltimento dei rifiuti, l’Amia.

Inoltre, a poche centinaia di metri, grandi strutture commerciali che volenti o nolenti rappresentano il futuro del fare shopping. Al loro interno ogni giorno e per 360 giorni l’anno consentono a migliaia di persone di potere fruire di uno spazio estremamente gradevole da dedicare allo shopping in genere, con vastissima scelta di prodotti, una piccola città nella città.

Tutto ciò cozza con la realtà esterna a queste strutture. Le foto dell’articolo sono eloquenti e rappresentano solo un piccolo spaccato dell’assoluto abbandono di questa parte della città. È certo anche che qualcuno, chiamiamolo pure “cittadino distratto” solo per mera pace descrittiva e non certo per la reale connotazione sociale che meriterebbe, deposita costantemente tutta una serie di rifiuti ingombranti che, per la loro molteplicità di utilizzo, farebbe apparire deficitario di assortimento il più fornito magazzino di mobili, elettrodomestici o chincaglierie varie usate.

Da questi cittadini che non amano la loro città, deriva tutta una serie di inadempimenti, anche economici, che gravano sull’intera comunità.
A giorni partirà un progetto, finanziato dalla Regione siciliana per la rimozione dei rifiuti ingombranti nel territorio cittadino e la pulizia dei litorali marini (convenzione sottoscritta in data 26 giugno 2011).

Questo servizio vedrà impegnati 180 lavoratori ex Pip, la società Palermo Ambiente- Ato Pa3, per i relativi controlli sul lavoro degli stessi, di concerto con l’Ufficio del commissario delegato e l’Amia. Rimuovere questo scempio, ma anche controllare affinché tutto ciò non possa più avvenire è interesse di tutti anche, ci sia consentito dire, nel rispetto della stessa storia millenaria di questa parte della città.
 


Il passato. Nella zona sorgeva il parco di Favara
 
PALERMO - Esattamente in questa stessa zona, intorno all’anno mille, era presente un parco (Favara) che fu residenza dell’emiro Giafar Ibn Muhammad.
Successivamente, per volere del sovrano arabo-normanno, Ruggero II, nel XII secolo fu realizzato nel sito un lago artificiale, che ricopriva un’area di circa 17 ettari, estesa fino ai piedi del monte Grifone. All’interno del lago si trovava un’isola artificiale, una sorta di oasi, colma di palme da dattero. Il parco comprendeva inoltre un palazzo, o solatium, per il sollazzo estivo del re: il Castello di Maredolce, che sta per essere rivalorizzato ed aperto al turismo.
Ben venga il ripristino di questa o altre strutture che hanno vigorosamente e significantemente segnato la storia della città, ma contestualmente sarebbe opportuno da parte dell’amministrazione comunale, non escludendo anche gli imprenditori presenti in zona, prestare particolare attenzione al decoro quotidiano.

Articolo pubblicato il 08 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Ingombranti di ogni genere in Via Mattei (cdg)
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Discarica in via enrico mattei (cdg)
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