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Continua lÂ’allarme alga tossica sulle coste palermitane
di Stiben Mesa Paniagua

L’Arpa Sicilia ha confermato la presenza di limiti superiori alla norma della “Ostreopsis ovata” in alcuni tratti del litorale settentrionale siciliano. L’Asp di Palermo rassicura: “La situazione è sotto controllo, gli accertamenti vengono effettuati quotidianamente”

Tags: Alga Tossica, Arpa Sicilia, Gianmaria Sparma



PALERMO – L’alga tossica continua a creare problemi nelle coste palermitane. Le guardie mediche sembrano essere prese d’assalto dai bagnanti e dai turisti semplicemente spaventati o realmente colpiti da malessere e intossicazioni. Le sensazioni più diffuse sono difficoltà alle vie respiratorie, senso di soffocamento, occhi rossi e a volte febbre.

Principalmente per questa ragione l’assessore regionale all’Ambiente, Gianmaria Sparma, non abbassa minimamente l’attenzione sulla questione dell’alga tossica, in particolare dopo i rilievi compiuti dall’Arpa Sicilia che confermano la presenza di limiti superiori alla norma in alcuni tratti della costa settentrionale siciliana.

Il dirigente generale del dipartimento Ambiente dell’assessorato ha convocato il Tavolo tecnico delle acque, istituito con un Ddg del 2003, per giovedì 14 “al fine di individuare soluzioni alla elevata concentrazione in acqua della “Ostreopsis ovata”. Prenderanno parte alla riunione l’Arpa, che presenterà una relazione da sottoporre al tavolo, l’Osservatorio epidemiologico, il Servizio Igiene pubblica, il Dipartimento Acqua e Rifiuti, il Dipartimento Ambiente, la provincia regionale di Palermo e i comuni di Altavilla Milicia, Bagheria, Capaci, Isola delle Femmine, Trappeto e Palermo, fra i più colpiti.

Nel frattempo, proprio l’Arpa continua ad eseguire i test per valutare la quantità di “Alga Ostreopsis” sulla costa, il limite massimo consentito è di 10 mila cellule in un litro d’acqua. Tra le zone più colpite, dichiarano dall’Arpa, i comuni da Sferracavallo a Trappeto: in particolar modo Isola delle Femmine, dove lo scorso 5 luglio i valori massimi erano superiori di quattro volte quelli consentiti. Ma di positivo c’è che “probabilmente si é già raggiunto il picco massimo e ora i valori potrebbero sensibilmente migliorare”, dicono dall’Agenzia.

Ma di cosa si tratta? come spiegano gli specialisti dell’Arpa, “è un tipo di alga che prolifera nei nostri mari da circa 3 anni e che sfruttando le correnti marine e il maestrale si polverizza provocando questo effetto aerosol irritante e fastidioso soprattutto per i soggetti ipersensibili”. L’Asp di Palermo interviene per abbassare l’allarme: “La situazione è sotto controllo: gli accertamenti vengono effettuati quotidianamente e consentono di valutare con precisione eventuali problemi. L’unità di crisi, costituita con l’Arpa, è costantemente in contatto con le amministrazioni comunali interessate”.

Inoltre, come continua la nota dell’Asp, “qualora dovessero essere riscontrati valori oltre il limite consentito immediatamente verranno avvertiti i comuni che provvederanno ad apporre cartellonistica di divieto di balneazione ed a pulire la battigia da macroalghe o altro materiale organico”. I turisti possono stare sereni dunque, almeno da questo punto di vista.

Per quanto riguarda le altre aree, quelle cioè prive di cartellonistica di divieto di balneazione, “I bagnanti possono tranquillamente immergersi nei litorali. Le situazioni anomale – spiegano dall’Asp di Palermo – sono circoscritte a poche località già individuate e segnalate. Il monitoraggio continuo della situazione consente di intervenire eventualmente con tempestività in maniera tale da evitare rischi per la salute dei cittadini”.

Ad oggi, con l’obiettivo di segnalare tutti i reali episodi d’inquinamento microbiologico dovuto all’alga, i medici del Dipartimento di prevenzione dell’Asp stanno effettuando indagini epidemiologiche sulle persone che nei giorni scorsi si sono recati nei Pronto Soccorso e nelle Guardie Mediche.

Articolo pubblicato il 09 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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