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Palermo - Per la Gesip 45 mln dal Governo e un “baratto” con le quote latte
di Gabriele Russo

Soddisfatto il sindaco Cammarata, ma è l’ennesimo aiuto a un’amministrazione sull’orlo del baratro. Il Sì dei leghisti in cambio di un’apertura di Romano al dialogo con i produttori

Tags: Palermo, Gesip, Diego Cammarata



PALERMO – Il nuovo capitolo della vicenda Gesip si ambienta a Roma e porta, neanche troppo velatamente,  la firma nientemeno che del ministro Saverio Romano e dei suoi colleghi siciliani. Negli scorsi giorni, infatti, il Consiglio dei ministri ha approvato lo stanziamento di un contributo straordinario, che quindi non necessita restituzione, di 45 milioni di euro attinti dai fondi Fas, per cercare di dare nuovo respiro alle casse ed alle speranze della Gesip.

La concessione di tale somma, tuttavia, non è stata delle più semplici, in quanto figlia di una vera e propria battaglia politica. Quattro giorni in cui le pressioni dei ministri siciliani hanno avuto la meglio sullo scetticismo manifestato da molte parti della maggioranza di Governo, tanto che il provvedimento rischiava di finire in parlamento sotto forma di emendamento, ipotesi poi scongiurata grazie in particolar modo all’ammorbidimento della posizione del fronte della Lega Nord.

Proprio a questo proposito, fondamentale è stato l’apporto del ministro dell’Agricoltura, il quale avrebbe condotto personalmente la trattativa con gli alleati leghisti, che avrebbero ricevuto in cambio un’apertura da parte di Romano su temi sensibili alla compagine politica di Calderoli, primo fra tutti quello delle quote latte, con conseguente stop della riscossione coatta delle sanzioni combinate ai produttori.
Entusiasta della decisione unanime del Consiglio dei ministri riguardo l’assegnazione del contributo straordinario il sindaco Diego Cammarata, che ha seguito da vicino la vicenda a Roma e che si è detto fiducioso di poter disporre della cospicua cifra entro il 16 di luglio.

La notizia dell’assegnazione dei 45 milioni non è stata tuttavia accolta con estremo entusiasmo da parte dell’ambiente Gesip e delle opposizioni per il timore che si tratti di una sorta di “salvacondotto” che consenta allo stesso Cammarata di concludere in tranquillità il proprio mandato, non risolvendo il problema, ma posticipandolo.
“Non posso non essere contento del fatto che questi soldi arrivino a Palermo – ha puntualizzato Fabrizio Ferrandelli, capogruppo al Comune dell’Idv – purché servano da occasione per garantire stabilità e futuro, con un piano di razionalizzazione e di ristrutturazione aziendale. Altrimenti non si fa altro che muovere l’acqua nello stagno, rinviando il problema alla prossima amministrazione”.
 


Salvataggio. Dall’Ars soltanto una bocciatura
 
PALERMO – La mobilitazione che ha portato allo stanziamento di 45 milioni di fondi Fas per la Gesip sa di ultima spiaggia per l’ex municipalizzata.
La Gesip aveva appena incassato il no da parte dell’Ars nell’ambito dell’approvazione del Ddl sulle riserve agli enti locali. L’Assemblea regionale ha infatti approvato il decreto, dopo molte controversie, ma senza l’emendamento, denominato appunto salva Gesip, nonostante la mobilitazione bipartisan in favore del provvedimento che avrebbe assicurato al Comune di Palermo ulteriori 5 milioni utili ad estinguere il debito contratto in precedenza con il Governo nazionale.
La misura del Consiglio dei ministri, dunque, arriva in un momento estremamente critico per l’azienda, anche se non si sono fatte attendere le polemiche, come l’accusa del presidente regionale di Confindustria, Alessandro Albanese, che lamenta la disparità di trattamento rispetto alla questione di Termini Imerese, a cui i fondi Fas sono stati negati.

Articolo pubblicato il 09 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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