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Quotidiano di Sicilia

Catania - Debiti fuori bilancio da record. 4,7 mln nel 2008, 17 nel 2010
di Melania Tanteri

Nonostante le dichiarazioni piene di ottimisto, l’amministrazione non naviga in acque serene. Senza programmazione, la voce viene gonfiata soprattutto dalle spese legali

Tags: Catania, Debiti



CATANIA - Con il Consiglio comunale chiamato in questo mese di luglio a discutere numerose e importanti delibere, tra cui quella del bilancio di previsione per l’anno 2011, il rendiconto della gestione 2010 attende ancora di essere approvato.
Lo strumento, necessario a verificare il raggiungimento degli obiettivi, della realizzazione dei programmi e del rispetto degli equilibri economico finanziari, attende dunque l’ok da parte del senato cittadino, nonostante la Giunta guidata dal sindaco Raffaele Stancanelli l’abbia licenziato il 22 aprile scorso.

In ogni caso, sebbene l’amministrazione abbia presentato un maxiemendamento per recuperare nuove somme per rimpinguare il bilancio di previsione, il documento consuntivo presenta, secondo il parere espresso dalla Corte dei Conti, alcune criticità su cui intervenire: innanzitutto sull’accertamento delle entrate per recupero dell’evasione fiscale relativamente alla quale, secondo l’organo di controllo, bisogna usare grande cautela.

“In considerazione – si legge nella proposta di deliberazione – delle modeste percentuali di riscossione sinora realizzate in rapporto agli accertamenti iscritti in bilancio; in secondo luogo, sui residui ancora consistenti, in particolare quelli attivi (le entrate accertate ma non incassate) che potrebbero avere possibile incidenza negativa sulla determinazione del risultato dell’amministrazione”.

Altra criticità sottolineata dalla Corte dei Conti, è rappresentata dai debiti fuori bilancio, che rimangono ancora cospicui. Questi, nonostante negli anni siano diventati meno onerosi, costituiscono ancora un ostacolo al raggiungimento del pareggio economico. Il Comune, nel corso del 2010, avrebbe infatti provveduto al riconoscimento e finanziamento di debiti fuori bilancio per 17.416,811 euro, molti di più rispetto agli anni passati: nel 2008, infatti, erano stati appena 4.709.739 euro, mentre nel 2009 7.682.973 euro.

Restano però ancora da riconoscere ben 41.685.121 euro di debiti, di cui solo 35.694.220 sono stati finanziati, mentre per gli altri dovranno prevedersi appositi stanziamenti nel bilancio di previsione del 2011.

Le somme potrebbero, però, lievitare e non di poco, dal momento che, di molti debiti, si viene a conoscenza a “sentenza”, ovvero quando i fornitori presentano decreti ingiuntivi e richiedono i provvedimenti di ottemperanza, giudizi tesi a ottenere da parte delle Pubbliche amministrazioni l’esecuzione della sentenza del Giudice civile o di quello amministrativo.

“È ovvio – afferma Saro D’agata, capogruppo del Partito democratico a Palazzo degli Elefanti e componente della commissione Bilancio – che questo comporta ulteriori spese per il Comune, prime fra tutte quelle del procedimento giudiziario che quelle per il commissario”.

Dunque, volendo dare veridicità al conto consuntivo, occorrerebbe avviare un’indagine conoscitiva tesa a rilevare la percentuale di soccombenza e condanna da parte dell’Ente e la percentuale di sentenze emesse in ragione, cosa che non pare esser stata fatta.

In ogni caso, sono numerose le obiezioni mosse anche dai Revisori dei conti del Comune: a cominciare dalle partecipate, relativamente alle quali, Amt in testa, l’indebitamento complessivo raggiunge i 272.028.144 euro; passando dalla mancata alienazione di parte del patrimonio immobiliare, dalle entrate tributarie – relativamente alle quali i Revisori bacchettano l’amministrazione, invitando ad azioni più efficaci nel contrasto all’elusione ed evasione - giungendo fino alle spese per il personale, per cui si invita il Comune a un “maggiore contenimento”.

Articolo pubblicato il 09 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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